venerdì 20 luglio 2012

Welfare aziendale alla Whirlpool

In un momento di crisi economica che colpisce anche i lavoratori già occupati a causa della diminuita capacità di accedere al consumo alcune aziende riscoprono il welfare aziendale e con esso la valorizzazione delle relazioni umane  in azienda con il duplice effetto: - il sostegno ai lavoratori dipendenti; il miglioramento dei rapporti tra azienda e lavoratori. Tra gli esempi si ricorda quello della Whirlpool.  
Articolo di Dario Di Vico pubblicato sul Corriere della Sera il 19 luglio 2012
La crisi aguzza l' ingegno e anche le multinazionali studiano nuove formule di rapporto con i dipendenti. La notizia del giorno viene da Varese e dalla Whirlpool, il colosso americano (19 miliardi di dollari di fatturato e 68 mila dipendenti nel mondo) che gestisce l' eredità degli ex stabilimenti di elettrodomestici della Ignis. L' iniziativa si chiama «Dalla piazza alla fabbrica» e permetterà agli addetti dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno di fare la spesa in azienda (ogni giovedì dalle 11 alle 19 a partire dal 19 luglio) acquistando frutta, verdura, formaggi, vini, salumi e altri prodotti tipici direttamente dagli agricoltori locali che si sono organizzati con la formula del farmers market. Grazie a questa novità si stima che i dipendenti Whirlpool potranno risparmiare sulla spesa qualcosa come il 25% che in un momento di crisi e di contenimento dei salari rappresenta sicuramente un fattore di ristoro.
Il mercatino in fabbrica è stato organizzato di comune accordo dalla direzione aziendale della multinazionale, dal Cral e dal Crivello, un' associazione di produttori dell' agroalimentare varesino. Per ricreare il clima del mercato rionale è stato allestito uno spazio apposito, al coperto, in una zona adiacente allo stabilimento. Spiega Fabio Scaltritti, il manager italiano che dirige l' impianto: «Oltre ai vantaggi economici questo modello di distribuzione senza intermediari dà uno sbocco alle produzioni locali e fornisce a chi compra una garanzia di tracciabilità degli alimenti, di sicurezza della loro genuinità e in definitiva di benessere».


Non capita certo tutti i giorni che un manager di una multinazionale si esprima in questo modo e illustri i vantaggi del commercio a chilometro zero, ma è evidente che le grandi aziende in qualche modo si stanno interrogando sui nuovi rapporti da costruire in fabbrica. Se poi, come a Varese, la Whirlpool può attingere alla grande tradizione comunitario-paternalistica del commendatore Giovanni Borghi, tradizione e modernità vengono cucite alla perfezione. Tanto che dopo il primo step del mercatino in fabbrica si pensa già ad allargare l' iniziativa organizzando acquisti di gruppo per i 2 mila dipendenti di Cassinetta.
La Whirlpool, come tutti i grandi player del settore elettrodomestici, vive in Europa un momento di grande difficoltà. Il mercato è caduto drasticamente e non bastano i segnali positivi che vengono dai Paesi terzi per pareggiare il conto. In provincia di Varese gli americani hanno tenuto il centro operativo europeo che si rivolge anche ai mercati del Medio Oriente e dell' Africa mentre complessivamente in Italia i dipendenti sono 5 mila, ma si tratta di posti di lavoro che corrono qualche rischio. Da tempo, infatti, il Ceced-Confindustria, l' associazione che raggruppa sia le multinazionali sia i produttori italiani, sostiene come non sia più possibile produrre lavatrici e frigoriferi in Italia a prezzi competitivi a causa del costo del lavoro. Lo spettro di una delocalizzazione in Polonia è stato più volte evocato e mai del tutto esorcizzato. E quindi porre attenzione al clima in azienda è diventata una priorità.

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