giovedì 27 aprile 2017

Con Renzi Martina per il cambiamento

Nell’ultimo secolo si è registrato nel pianeta una evoluzione straordinaria. Tale cambiamento non è stato gestito, integrato e corretto dagli Stati nazionali e dalle organizzazioni internazionali per diminuire le disuguaglianze e realizzare nuove forme di solidarietà. Le disuguaglianze sono aumentate e le nuove povertà non sono state contrastate adeguatamente.
In molti casi gli studi, gli approfondimenti e le proposte in direzione del cambiamento per contrastare tali fenomeni non sempre sono stati considerati in modo adeguato dalle organizzazioni (istituzioni, imprese, partiti) con gravi ripercussioni nell’economia, nella società e nelle persone che vivono i disagi del terzo millennio.
L’organizzazione tayloristica nelle sue diverse forme continua a sopravvivere con effetti negativi sull’adattamento all’ambiente sociale che ha subito un’accelerazione straordinaria. Il fenomeno avviene nell’organizzazione statale (crisi della pubblica amministrazione), nei partiti sempre più lontani dai cittadini, nelle imprese che escono dal mercato perché non più competitive con effetti devastanti sull’occupazione.
Tali problematiche potranno essere affrontate positivamente a livello internazionale, europeo e nazionale. Non sono sufficienti gli impegni nell’ambito di un singolo stato nazionale se non vi è un quadro internazionale di cambiamento coerente che crei un nuovo equilibrio solidale ed equo nel pianeta.
Su queste valutazioni si fonda la proposta del Partito Democratico e della mozione Renzi Martina che ha per obiettivo l’aumento visibile della solidarietà e dell’equità con progetti realizzabili e percepibili.
La mozione Renzi Martina e la vittoria di Macron al primo turno nelle elezioni francesi ci fanno ben sperare in un cambiamento dell’Europa in direzione della solidarietà e dell’equità con una progettualità concreta e responsabile. Non più una Europa tecnocrate e sullo zero virgola del deficit. Questi sono i temi di maggior interesse: il cambio di paradigma della politica economica, l'Europa sociale, un piano per le periferie, la difesa comune e nuove politiche sulle reti e sulla ricerca.
Condivido la dichiarazione di Pietro Ichino, il quale afferma che la mozione Renzi Martina è la sola, in questo congresso del Partito Democratico, che punta a un salto di qualità nella costruzione della nuova Unione Europea.
Vi è stato un impegno tenace e costante del Governo Renzi per superare l’attuale equilibrio del sistema Italia che produce disuguaglianze e scarsa solidarietà attraverso interventi e riforme nei diversi settori: lavoro, diritti civili, lotta alla corruzione, trasparenza, contrasto alla povertà, agenza digitale ed altro.
Ritengo che occorre continuare nella medesima direzione con adeguamenti in linea con il tempo all’insegna del cambiamento.
Il cambiamento ha le sue regole e non può essere realizzato ricorrendo a vecchi strumenti del passato. Occorre far saltare i vecchi equilibri per crearne dei nuovi ed in questi nuovi equilibri non viene garantita la permanenza di obsolete e logore figure del passato. Infatti, la nuova stagione del cambiamento non può essere affidata a coloro che fanno resistenza e non credono nella costruzione di un futuro diverso e migliore. Tra gli elementi di trasformazione che guidano l’evoluzione incessante: - La velocità, il tempo di realizzazione non può essere lento altrimenti si rischia di attuare politiche superate dall’evoluzione del pianeta; La conoscenza, è la prima risorsa rispetto agli altri fattori produttivi. Occorre intervenire sul sistema educativo (scuola e università) e sulla formazione professionale (imprese, sindacato) poiché dalla qualità e dal livello della conoscenza deriva la produttività del lavoro, l’innovazione e la posizione competitiva del paese; - L’interconnessione e la rete hanno sostituito le vecchie regole dell’economia; Il senso dell’urgenza del cambiamento, comunicare e coinvolgere per realizzare la cooperazione a favore del cambiamento. Le misure messe in campo non sempre vengono capite immediatamente.
La resistenza al cambiamento è stata utilizzata da coloro che hanno paura di perdere ruolo e funzioni garantite dal permanere dello status quo. Tali esponenti hanno tradotto strumentalmente ed irresponsabilmente i fattori di cambiamento, proposti da emeriti studiosi di management e di organizzazione, in arroganza, personalizzazione e annuncite senza proporre nulla di concreto e di alternativo ma richiamandosi a metodi, strumenti e cerimonie religiose del passato.
Cogliete l’occasione di partecipazione offerta dal Partito Democratico e partecipate al voto per le primarie del 30 aprile.
Per i motivi che spero di aver indicato chiaramente io alle primarie voto la mozione Renzi Martina.

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martedì 28 marzo 2017

Orietta Salemi: Competenze e Trasparenza

Non è sufficiente la buona volontà e l’impegno per risolvere i problemi di una città come Verona che per molti anni è stata gestita in modo insufficiente dalle giunte Tosi non tenendo conto dei fattori rilevanti che occorre considerare al fine di dare risposte concrete ed efficaci non solo ai problemi concreti ma anche al metodo di amministrare.
I cittadini hanno diritto di conoscere e partecipare alle scelte dell’Amministrazione Comunale. Pertanto, occorre una guida della città trasparente e non opaca. Inoltre, l’evoluzione del pianeta e delle città impone di effettuare delle scelte all'insegna delle competenze e non del pressapochismo e della insufficienza. I temi da affrontare sono sempre più complessi e per affrontarli è necessario avere competenze nei settori in cui interviene l’amministrazione comunale.
Per approfondire tali argomenti ho chiesto a Orietta Salemi, candidata alle primarie del Partito Democratico per la designazione a Sindaco di Verona, una sua dichiarazione sui fattori della trasparenza e delle competenze.
Trasparenza
"Lo strumento più efficace per superare, almeno in parte, la diffidenza e le difficoltà dei rapporti tra le istituzioni ed i cittadini è la trasparenza. Afferma Orietta Salemi. Il comune di Verona non ha ancora aggiornato sul proprio sito istituzionale la Sezione “Amministrazione trasparente” con i nuovi contenuti del D. Lgs. n. 97/2016, ad esempio: I tempi di pagamento, l’ammontare complessivo dei debiti ed il numero delle imprese creditrici. Il Comune deve predisporre una cabina di regia deputata esclusivamente al monitoraggio delle azioni volte a rendere la funzione pubblica meno opaca e sempre più trasparente. Ai fini dell’applicazione della trasparenza si ritiene fondamentale delegare un assessore comunale alla trasparenza affinché coordini, indirizzi e controlli l’applicazione del D. Lgs. n. 97/2016.
L’opacità, infatti, e la bassa trasparenza condizionano lo sviluppo e gli investimenti esteri in Italia e scoraggiano e falsano la concorrenza del mercato e l’innovazione delle imprese. Più alta è la trasparenza e più bassa è la corruzione e meglio è tutelato il bene comune".
Competenze
"Per migliorare la gestione dei servizi pubblici locali, dichiara Orietta Salemi, servono competenze e trasparenza: bando pubblico per le posizioni da ricoprire negli enti partecipati con l’indicazione dei requisiti da possedere, nomina di una commissione di esperti indipendenti che valuti la conoscenza e le competenze dei candidati, presentazione da parte dei candidati del curriculum vitae e istituzione di un colloquio per i candidati. Il Comune di Verona deve far propria la cultura della valutazione, stabilendo in modo trasparente i criteri di competenza e affidabilità per la nomina dei membri delle società partecipate. Competenza prima di tutto, per ripartire!"
Ritengo che le dichiarazioni di Orietta Salemi si muovono a favore del rinnovamento e del cambiamento del metodo e dei contenuti per affrontare positivamente i problemi concreti di Verona, la quale da troppi anni è rimasta ferma rispetto all’evoluzione veloce del pianeta.
Io voto Orietta alle primarie. Tra i tre candidati è la persona che mi ha convinto di più. Da molto tempo ho sostenuto la trasparenza e le competenze e credo che con Orietta tali fattori potranno essere implementati.

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Verona: competenze e trasparenza nelle nomine

Per migliorare la gestione dei servizi pubblici locali occorre, con urgenza e dalla prossima legislatura del Consiglio Comunale di Verona, eliminare i fattori della fedeltà verso chi ha proposto la nomina e dell’appartenenza ad un partito o ad una componente di un partito nelle nomine nelle aziende partecipate. In definitiva è un gioco al massacro che non tiene conto delle competenze di cui l’ente ha bisogno. Tale sistema ha portato alla occupazione del potere unicamente per aumentare i consensi elettorali attraverso la gestione spesso clientelare delle aziende partecipate e non per realizzare una gestione efficace ed efficiente delle aziende stesse. E’ necessario che i fattori prima indicati vengano sostituiti con le competenze e la trasparenza. Per fare questo occorre riformare l’attuale regolamento che disciplina le nomine, il quale prevede l’impossibilità dei cittadini in possesso dei requisiti di professionalità di presentare la propria candidatura ed ai soli consiglieri comunali ed assessori il diritto di proporre le candidature. Pertanto, il sistema delle nomine deve basarsi sui seguenti principi:
- Bando pubblico per le posizioni da ricoprire negli enti partecipati con l’indicazione dei requisiti che occorre possedere; - Nomina di una commissione di esperti indipendenti che valuti la conoscenza e le competenze dei candidati; - Presentazione da parte dei candidati dei curriculum vitae e di una nota illustrativa (scritta o verbale durante il colloquio) degli obiettivi che la società dovrebbe conseguire; - Istituzione di un colloquio pubblico per i candidati, cosi come avviene negli Stati Uniti, per dare loro la possibilità di presentazione ed alla commissione di conoscere le potenzialità dei candidati attraverso la valutazione del c.v., della nota illustrativa e del colloquio stesso. Il colloquio pubblico serve inoltre a scoraggiare la presentazione di candidature da parte di coloro che non posseggono i requisiti di conoscenza e competenza necessari per lo svolgimento dell’incarico. - Il processo di selezione dei candidati deve essere trasparente con la pubblicazione dei curriculum vitae (comune di Milano) e delle valutazioni della commissione di esperti; - Incompatibilità tra gli incarichi nelle aziende partecipate e gli incarichi nei partiti. Si indicano alcuni requisiti: - Laurea in economia o ingegneria o attinente l’azienda ed il settore di riferimento; - Conoscenza del settore specifico di mercato; - Strategia del settore; - Competenze finanziarie ed economiche ed analisi di bilancio. La proposta descritta presenta un duplice effetto: - Migliorare e qualificare la presenza dei partiti nelle istituzioni pubbliche; - Nominare persone competenti che siano utili a migliorare la performance delle società di gestione dei servizi pubblici locali. Politici, intellettuali docenti universitari ed esponenti dell’economia (Giuliano Pisapia, Sergio Chiamparino, Walter Veltroni, Pietro Ichino, Federico Testa) hanno fermamente contrastato la lottizzazione di potere da parte del sistema dei partiti ed hanno proposto per le nomine la trasparenza e le competenze. Chiamparino e Pisapia hanno realizzato il modello rispettivamente a Torino e Milano. Se si vuole cambiare Verona e frantumare il sistema di potere che negli anni si è imposto a Verona a discapito dei cittadini e della qualità dei servizi. Il comune di Verona deve far propria la cultura della valutazione, stabilendo in modo trasparente i criteri di competenza e affidabilità per la nomina dei membri delle società partecipate. E deve far propria fino in fondo la cultura della trasparenza, impegnandosi a far sì che le nomine nei consigli di amministrazione delle società partecipate siano basate su criteri di competenza oggettivamente verificabili.

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venerdì 27 gennaio 2017

Pubbliche amministrazioni più trasparenti!

L’indice di Trasparency International CPI, il quale misura la percezione della corruzione, posiziona nel mondo l’Italia al 60° posto su 176 paesi, dopo la Romania, e nell’Europa in fondo alla classifica seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto nella classifica mondiale.
A guidare la classifica dei virtuosi, ancora una volta, abbiamo Danimarca e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia e Svezia. Non a caso, tutti Paesi che possiedono legislazioni avanzate su accesso all’informazione, diritti civili, apertura e trasparenza dell’amministrazione pubblica.
L’Italia segna un miglioramento del suo CPI per il terzo anno consecutivo, raggiungendo quota 47 su 100 (nel 2015 44). Ancora troppo poco, soprattutto in confronto a i nostri vicini europei, ma il trend positivo è indice di uno sguardo più ottimista sul nostro Paese da parte di istituzioni e investitori esteri. Dal 2012, quando fu varata la legge anticorruzione, ad oggi l’Italia ha riconquistato ben 12 posizioni nel ranking mondiale, portandosi dal 72° al 60° posto. Come detto, piccoli passi in avanti, ma ancora assolutamente insufficienti per potersi dire soddisfatti.
L’Italia dovrebbe dal 2017 in poi migliorare la propria posizione con l’applicazione del D. Lgs. 25 maggio 2016, n. 97 (entrato in vigore il 24/12/2016). Pertanto, il 2017 dovrebbe essere l’anno della trasparenza per le pubbliche amministrazioni in quanto molte cose sono cambiate.
Il D. Lgs. 25 maggio 2016, n. 97 (entrato in vigore il 24/12/2016) ha superato gli angusti limiti della legislazione precedente in materia di trasparenza (Legge n. 241/90 e D. Lgs. n.33/2013) con l’introduzione nell’ordinamento giuridico del Freedom of information Act (Foia).
Il Foia è una nuova forma di accesso per chiunque alle informazioni ed ai documenti detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, nel rispetto di alcuni limiti tassativamente indicati dalla legge, senza obbligo di motivazione ed a prescindere dall’interesse diretto, concreto e attuale. Grazie all’impegno costante e determinato di Anna Ascani, deputata del P. D., e della ministra Marianna Madia il Foia è diventato legge e, quindi, tutti i cittadini potranno usufruire di tale legislazione.
Occorre considerare l’impegno di Diego Zardini, deputato veronese del P. D., che ha presentato un emendamento, approvato dal Parlamento, per ampliare l’accesso civico (obbligo di pubblicazione) alle seguenti materie:
- Gare d'appalto;
- Tempo medio di attesa delle visite ed i criteri di formazione delle liste di attesa;
- Tempo medio di pagamento relativo agli acquisti di beni, servizi, prestazioni professionali e forniture, l’ammontare complessivo dei debiti ed il numero delle imprese creditrici;
- Gli atti degli organismi di valutazione.
Le informazioni ed i documenti relativi alle materie soggette alla trasparenza, contenute nel D. Lgs. n. 97/2016, dovranno essere pubblicate nel sito istituzionale delle pubbliche amministrazioni e specificatamente nella sezione Amministrazione trasparente.
La politica della falsità ha causato nel tempo effetti devastanti nel mondo (l’invasione in Iraq, lo scandalo Enron e Arthur Andersen, Lehman Brothers), in Italia (Parmalat, Cirio, Mafia Capitale, Mose nel Veneto, il caso dell’ex vice sindaco di Verona Giacino). L’opacità e la bassa trasparenza condizionano lo sviluppo e gli investimenti esteri in Italia e scoraggiano e falsano la concorrenza del mercato e l’innovazione delle imprese.
Esiste un rapporto inversamente proporzionale tra la trasparenza e la corruzione: più alta è la trasparenza e più bassa è la corruzione e più alta la partecipazione ed il controllo sociale. Pertanto, occorre intervenire con urgenza per elevare il livello della trasparenza totale in Italia al fine di contrastare la corruzione.
Il Foia è lo strumento democratico più importante dopo il diritto di voto. Per tale motivo si ritiene rilevante che le pubbliche amministrazioni attuino le disposizioni del D. Lgs. per conseguire i seguenti obiettivi: - favorire forme diffuse di controllo sull’operato delle pubbliche amministrazioni; integrare la democrazia rappresentativa di quegli strumenti che consentono il buon funzionamento del rapporto tra governanti e governati, rappresentanti e cittadini; trasformare in attiva la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Lo strumento più efficace per superare, almeno in parte, la diffidenza e le difficoltà dei rapporti tra le istituzioni ed i cittadini è la trasparenza. I cittadini hanno diritto di conoscere, di sapere e controllare l’operato delle Pubbliche Amministrazioni per intervenire ed esprimere le proprie valutazioni affinché vengano prese le decisioni giuste. L’opacità molto spesso nasconde le politiche inefficaci ed inefficienti nei confronti dei cittadini ed in taluni casi la corruzione. Pertanto, la trasparenza è anche uno strumento efficace per contrastare la corruzione (affittopoli, appalti truccati).
Le Pubbliche amministrazioni devono impegnarsi a contribuire al miglioramento dell’indice di percezione della corruzione (CPI) e nello stesso tempo la casa dell’Amministrazione Comunale deve diventare di vetro.

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domenica 18 dicembre 2016

Abbiamo rovinato l’Italia?

Perché non si può fare a meno del sindacato
Questo è il titolo del libro di Marco Bentivogli, editore Castelvecchi.
Una parte di opinione pubblica vede i sindacati (e i sindacalisti) italiani come una forma di resistenza ai cambiamenti, di ostacolo allo sviluppo della modernità.
Luogo comune, strumentazione mediatica o politica oppure c’è stato qualche errore che ha consentito l’affermazione di una visione così feroce?
Marco Bentivogli, giovane sindacalista, segretario generale dei metalmeccanici della Fim Cisl parte da una critica sincera dei limiti del sindacato per descrivere con un’analisi molto interessante, fatta anche di esempi concreti, un modo diverso di essere e fare rappresentanza, in un momento storico in cui “rappresentare” gli altri è diventata una delle sfide più difficili e al contempo cruciali della società moderna.
Sindacalista che rispetta e conosce in profondità la storia della sua organizzazione, oggi però guarda al presente di quello che è il sindacato e di quello che sarà in futuro e racconta ciò che sta dietro ai luoghi comuni: una realtà fatta di persone e di storie che si inseriscono in un contesto lavorativo profondamente mutato rispetto anche ad un recente passato, caratterizzato anche da importanti innovazioni tecnologiche o organizzative, come il word class manufacturing o lo smart working ad esempio.
“Abbiamo rovinato l’Italia? Perché non si può fare a meno del sindacato” parte da un’analisi di come è cambiata la geografia del lavoro, in Europa e nel mondo, e approfondisce il contesto in cui si inserisce la nuova fabbrica in quella che viene definita la Quarte Rivoluzione Industriale, Industry 4.0. Bentivogli, partendo dalla diretta esperienza delle dure vertenze industriali del Paese (tra cui Whirpool-Indesit, Ilva, Ast, Alcoa), approfondisce il tema delle relazioni industriali nel nostro paese, della loro evoluzione per stare al passo dei cambiamenti in atto e della scelta dell’innovazione e della partecipazione nelle contrattazioni aziendali e nazionali. In tuo ciò anche il sindacato deve sapere rinnovarsi, studiando, facendo ricerche, sull’organizzazione del lavoro, su Industry 4.0, sui Big Data e sulle nuove tecnologie, per ritornare a coinvolgere migliaia di ragazze e ragazzi.
Il sindacato che serve al nostro Paese può essere un collante fondamentale della coesione e barriera della vulnerabilità sociale e può contribuire allo sviluppo organizzativo e alla crescita produttiva e sociale.
E’ questo, appunto, il sindacato di cui “non si può fare a meno”.

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venerdì 16 dicembre 2016

Flussi informativi al servizio del sistema pubblico

Si rende necessario l’utilizzo dei dati e delle informazioni presenti nel sistema pubblico da parte dei settori interessati per una migliore ed equa gestione dei servizi e delle prestazioni sociali. Dal conseguimento di tale obiettivo scaturisce la proposta di legge di Diego Zardini, primo firmatario, e di Irene Tinagli, i quali si propongono di mettere a disposizione dell’Inps tutte quelle informazioni utili che incidono sulla misura e sul diritto delle prestazioni sociali erogate dall’Istituto previdenziale. L’Inps, dichiara Diego Zardini, presenta una quantità enorme di informazioni che provengono dalla gestione dei servizi di cui è titolare ma nello stesso tempo ha bisogno per migliorare la qualità delle prestazioni che gestisce di dati e informazioni presenti in altri settori della pubblica amministrazione.
Per completezza e per conoscere contenuti della proposta di legge si riporta di seguito la relazione alla proposta di legge presentata da Diego Zardini e Irene Tinagli.
Per completezza e per conoscere i contenuti della proposta di legge si riporta di seguito la relazione alla proposta di legge presentata da Diego Zardini e Irene Tinagli.
“Lo Stato eroga servizi e trasferimenti per ridurre iniquità e colpire le rendite parassitarie. In molti casi si è verificato che gli evasori fiscali a causa dell’esiguità dei loro redditi e ricchezze visibili non solo non pagano le tasse ma accedono a condizioni agevolate ai servizi di pubblica utilità ed alle prestazioni sociali. Pertanto, una parte della redistribuzione avviene verso persone che non meritano un aiuto e, quindi, finisce per aumentare l’iniquità dello Stato.
La proposta di legge si muove nella direzione di restringere le iniquità della redistribuzione e l’area della non applicabilità delle leggi attraverso l’utilizzo di dati e informazioni presenti nel sistema delle pubbliche amministrazioni a favore dell’Inps, il quale gestisce le prestazioni sociali interessate da tale flusso di informazioni che ricadono sul diritto e sulla misura delle prestazioni stesse.
L’Inps nel definire le prestazioni collegate al reddito effettua i controlli necessari utilizzando l’anagrafe tributaria per i redditi assoggettabili all’Irpef. Per gli altri redditi, quali i redditi con ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (interessi postali e bancari, interessi su titoli), e per i ricoveri presso strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate al momento deve essere fatto un controllo a campione sulle dichiarazioni sostitutive di certificazioni o atti di notorietà. Controllo non facile in quanto il Casellario dell’assistenza non è aggiornato con i ricoveri delle persone titolari di indennità mensile di frequenza e di indennità di accompagnamento e le informazioni della banca dati dei conto correnti per i redditi soggetti a ritenuta alla fonte (interessi postali e bancari, interessi su titoli) non sono al momento disponibili per l’Inps.
Il gap esistente tra le informazioni presenti nel sistema delle pubbliche amministrazioni e le informazioni che l’Inps utilizza per i controlli non consente nel caso di errori nell’utilizzo degli strumenti di comunicazione all’Inps delle informazioni e di dichiarazioni mendaci di intervenire in modo corretto sulla misura e sul diritto delle prestazioni con la conseguenza che l’Inps eroga nel peggiore dei casi prestazioni illegittime e nel migliore dei casi prestazioni superiori all’importo che spetterebbe nel caso di dichiarazioni corrette e veritiere.
I redditi con ritenuta alla fonte a titolo d’imposta ed i ricoveri presso strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate incidono rispettivamente sulle seguenti prestazioni sociali: - Assegno sociale e maggiorazione sociale; - Indennità di accompagnamento e indennità mensile di frequenza.
La condivisione, l’integrazione e l’utilizzo delle informazioni analitiche che si fondano su moderne applicazioni informatiche e del metodo dei controlli incrociati rappresentano nuove leve di vantaggio competitivo per lo Stato e sviluppano capacità distintive finalizzate a contrastare le autodichiarazioni mendaci che concorrono a erogare servizi in modo iniquo. Le informazioni in possesso da parte di alcuni settori dello Stato vanno raccolte, elaborate, organizzate ed utilizzate in modo automatico a favore dell’intero sistema di Welfare.
La proposta di legge è finalizzata a creare le condizioni affinché l’Inps possa accertare alcuni redditi che incidono sulla misura e sul diritto alle prestazioni sociali.
L’art. 1 è finalizzato ad integrare, tra le comunicazioni che alimentano il Casellario dell’assistenza, i ricoveri presso le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate di coloro che sono titolari delle prestazioni di indennità di accompagnamento e di indennità mensile di frequenza. I ricoveri di tali soggetti incidono sul diritto alle prestazioni prima specificate. Tali informazioni sono messe a disposizioni dell’Inps per i controlli.
L’art. 2 tiene presente che alcune prestazioni sociali erogate dall’Inps (assegno sociale e maggiorazione sociale) sono soggette all'accertamento dei redditi. I redditi soggetti all’Irpef sono verificabili da parte dell’Inps con l’accesso all’Anagrafe Tributaria dell’Agenzia delle Entrate. Al contrario i redditi soggetti a ritenuta alla fonte (interessi postali e bancari, interessi su titoli) si basano esclusivamente sulle dichiarazioni effettuate dagli interessati, la quali non indicano mai tali redditi che incidono sulla misura e sul diritto a tali prestazioni. Pertanto tale articolo prevede che l’Agenzia delle Entrate fornisce tali informazioni all’Inps attraverso l’apposita Sezione Archivio dei rapporti finanziari dell’Anagrafe Tributaria. Fino a questo momento l’Inps non ha la possibilità di verificare i redditi soggetti a ritenuta alla fonte.
I ricoveri ed i redditi soggetti a ritenuta alla fonte sono soggetti ad evasione se l’Inps non viene messo in condizioni di poter verificare la loro presenza e di conseguenza intervenire sulle prestazioni.
L’Inps, il quale è il maggior erogatore di prestazioni sociali rapportate al reddito personale e familiare, ha bisogno di verificare tramite la predisposizione di apposite applicazioni informatiche che garantiscono la riservatezza dei dati e delle informazioni la banca dati delle prestazioni sociali agevolate, comprensiva dei ricoveri, e la banca dati dei conto correnti al fine di rapportare l’importo delle prestazioni erogate alla situazione reddituale reale delle persone interessate ed eliminare sprechi ed iniquità.
I richiedenti o titolari di assegno sociale e di maggiorazione sociale non sempre dichiarano all’Inps i redditi provenienti da un conto corrente e libretto di risparmio mentre per la Banca d’Italia il 90,1% delle famiglie è titolare di un deposito bancario o postale ed il 70% delle famiglie più povere ha un dossier aperto. I ricoveri con retta parziale o totale carico di enti pubblici che incidono sulla misura e sul diritto dell’indennità mensile di frequenza e dell’indennità di accompagnamento possono anch'essi non essere dichiarati e controllati in quanto non sono presenti nel Casellario dell’assistenza i dati e le informazioni relative a tali prestazioni.
La situazione reale del paese tra contraddizioni ed iniquità ci impone di utilizzare gli strumenti messi in atto non in una sola direzione ma a vantaggio dell’intero sistema di Welfare e, quindi, a beneficio del sistema dei controlli effettuati dall’Inps in sede di definizioni delle prestazioni sociali di competenza dell’Inps, le quali se non gestite in modo efficiente creano iniquità tra le persone. L’attuazione di tale operazione si inserisce in modo coerente nel progetto di spending review molto utile al paese per eliminare gli sprechi e le spese improduttive che non creano valore e, quindi, ridurre la spesa pubblica troppo alta rispetto alla qualità dei servizi erogati".

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domenica 27 novembre 2016

Vota SI per realizzare la riforma Madia

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità degli articoli delle legge delega 7 agosto 2015, n. 124 che riguardano le seguenti materie: - il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e, quindi, il decreto sui licenziamenti (i furbetti del cartellino); le società partecipate; la riforma della dirigenza; i servizi pubblici locali. Tutto questo è avvenuto in quanto non è stata realizzata una intesa con le Regioni ma semplicemente un parere.
Tale avvenimento dimostra le difficoltà di riformare il paese e le pubbliche amministrazioni con l’attuale assetto normativo e con la presenza delle competenze concorrenti tra Stato e Regioni. Questo è il motivo fondamentale per votare SI al referendum costituzionale affinché il paese e la vita dei cittadini non rimanga bloccata e si possa, al contrario, proseguire nell’azione di rinnovamento delle istituzioni e di adattamento ai cambiamenti che avvengono in modo incessante nei paesi e nelle organizzazioni più competitive del pianeta.
Le materie oggetto della sentenza della Corte Costituzionale sono quelle che presentano una rilevante inefficienza ed inefficacia nella gestione della cosa pubblica (esempio dirigenti incapaci, dipendenti dal cartellino facile, partecipate che presentano un risultato di gestione negativo).
L’unico personaggio che esulta è Zaia, governatore del Veneto, che dichiara: “una sanità veneta che funziona”.
Qui il resto del post Zaia non tiene conto che la sanità veneta presenta dei tempi di attesa troppo alti che non sempre risultano dalla misurazione. I limiti di tale misurazione sono rappresentati dai dati di coloro che:
- Si rivolgono al privato in quanto i tempi di attesa della sanità veneta sono inaccettabili;
- Evitano di farsi curare a causa del loro reddito insufficiente;
- Aspettano per lungo tempo per essere sottoposti a visita per il riconoscimento dell’invalidità civile. Infatti per sopperire alle inefficienze sono state attribuite all’Inps le funzioni inerenti all’accertamento dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile relativamente alle Aziende ULSS nn. 10, 12, 14, 20, 21 e 22.
Inoltre, in ciascuna ULSS non sono indicati i criteri di calcolo dei tempi medi di attesa delle visite.
Rimanere fermi con l’attuale sistema costituzionale ed istituzionale permette alle autonomie locali di continuare a gestire la macchina pubblica senza controlli ed in assenza di un sistema di valutazione dell’efficacia dell’azione politica ed amministrativa. Al contrario occorre introdurre la misurazione e la valutazione della performance anche nelle autonomie locali al fine di eliminare gli sprechi ed elevare gli indicatori di performance che dovranno essere valutati nell’attribuzione del salario variabile o accessorio.
Tutto questo non interessa Zaia, lui pensa soltanto alla vittoria di Pirro, non ai problemi concreti del Veneto ed agli effetti della Sentenza della Corte Costituzionale.
Occorre eliminare le competenze concorrenti tra Stato e Regioni votando SI al referendum e continuare nelle politiche di riforme che ha iniziato il Governo Renzi.

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venerdì 18 novembre 2016

Aperitivo a Povegliano con Diego Zardini e Anna Maria Bigon

Si moltiplicano gli eventi a favore del Si per il referendum del 4 dicembre in Provincia di Verona. Tra questi vi è l’iniziativa del Circolo PD di Povegliano che ha organizzato un aperitivo con Diego Zardini e Anna Maria Bigon.
L’incontro si svolgerà domenica 20 novembre alle ore 11,00 presso il Bar Trieste, piazza 4 Novembre di Povegliano.
E’ un incontro all’insegna della comunità e per tale motivo si è scelto di organizzare l’aperitivo che ha lo scopo di incontrarsi e nello stesso tempo dialogare sulle ragioni del SI al referendum.
Diego Zardini in vista dell’evento descritto dichiara: “Sempre più l’appuntamento referendario assume risvolti politici. Sul merito il PD sta sempre più convincendo e spiegando che la riforma dà al paese istituzioni più efficienti e moderne come da anni il Paese discute ed ha bisogno. Il SI al referendum assume sempre maggiore importanza come argine ai populismi ed alle demagogie della politica italiana che punta le sue fortune sull’instabilità ed il caos conseguenze irrimediabili della vittoria del fronte del no, diviso tra diverse pulsioni ed incapacità di offrire un’alternativa organica”.
Ritengo che gli elettori, i quali non si riconoscono nel M5S, non dovranno farsi condizionare dalle scelte improvvisate e strumentali del proprio partito di riferimento ma dovranno pensare al futuro dell’Italia che ha bisogno di continuare con maggiore incisività a realizzare il cambiamento positivo descritto dalla riforma costituzionale.
Per cambiare l’Italia ha bisogno dell’approvazione della riforma costituzionale per tale motivo non è una scelta di posizionamento politico, è una scelta per creare le condizioni per il superamento degli attuali ostacoli che si frappongono a liberare il paese dall’attuale sistema confusionario ed inconcludente che negli 20 anni ha prodotto risultati negativi.

Anna Maria Bigon, di Povegliano e la prima delle non elette alle scorse elezioni regionali, riferendosi all’incontro afferma “Domenica mattina ci incontreremo a Povegliano per parlare del SI al referendum del 4 dicembre prossimo. Potremo dialogare con l’on.le Diego Zardini delle valide motivazioni che ci dovranno portare a votare SI. Per poter finalmente cambiare il nostro paese, per poter finalmente ridurre i costi della politica e cancellare definitivamente le province che tutti i partiti hanno voluto, ma che solo con la vittoria del SI al referendum potremo mettere fine. Non dobbiamo nasconderci dietro a delle strumentalizzazioni politiche vecchie ed inconcludenti che portano ad un no per interessi che non sono certamente quelli del nostro paese”.
Il M5S ha per obiettivo quello di fare implodere il sistema e non di cambiarlo per aumentare i propri consensi ed arrivare a governare il paese. Per tale motivo i cittadini liberi che guardano in prospettiva dovranno pensare unicamente al benessere dell’Italia e non ai giochetti dei propri partiti di riferimento, i quali non entrano nel merito della riforma.
Pertanto, il 4 dicembre occorre una massa di voti a favore del SI e non a favore di questo o quel partito. E’ in gioco il futuro dell’Italia, dei nostri cari e dei nostri figli e, quindi, non si può scherzare o dare retta a coloro che non intendono cambiare lo status quo fatto di privilegi, sprechi e connivenze. 

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mercoledì 16 novembre 2016

Roberta Roncone e Anna Maria Bigon per il SI

Un incontro molto interessante è stato organizzato dalla Cisl e dal Comitato Bastaunsi Verona Futura per il giorno 24 novembre alle ore 18,30 presso la Sala Pastore della Cisl di Verona. La presenza di Roberta Roncone, segretaria nazionale della Fim Cisl, porterà sicuramente una riflessione nuova nel dibattito sul referendum costituzionale in quanto rappresenta quel mondo del lavoro che ha deciso in modo chiaro ed inequivocabile di sostenere il Si all’appuntamento del 4 dicembre. Anna Maria Bigon mette al servizio del Si la sua esperienza di Sindaco e dei tanti problemi che ha dovuto affrontare con l’attuale legislazione.
Roberta Roncone afferma che “la FIM, i metalmeccanici della Cisl, si è fin da subito espressa a favore della riforma costituzionale, seguendo l'iter parlamentare con gli oltre 5000 emendamenti che hanno portato all'approvazione del testo. Siamo a favore perché per noi innanzitutto un sindacato contro le riforme è contro natura, sarebbe come dire che il nostro Paese non ha bisogno di cambiamenti, che va tutto bene così. Invece il mondo del lavoro, le imprese, i lavoratori hanno bisogno di riforme. In particolare va superata la paralisi prodotta dall'attuale Titolo V che, dal 2001 ad oggi ha moltiplicato i contenziosi tra Stato e Regioni, bloccando importanti opere pubbliche, infrastrutture, integrazione di banche dati, piani energetici etc.”.
Qui il resto del post “Molte delle ristrutturazioni aziendali, conclude Roberta Roncone, che stiamo seguendo hanno sempre più un perimetro sovranazionale, mentre in Italia sono ancora le Regioni a rivendicare piena autonomia su materie, come le politiche del lavoro o il commercio estero, su cui invece servirebbe una regia ed una linea nazionale. Non ci piace il dibattito fatto di scontri tra tifoserie ideologiche che insultano l'avversario: preferiamo il merito alle personalizzazioni, le idee alle divisioni e le soluzioni ai problemi alle contrapposizioni che lasciano tutto come è.
È il momento di rimboccarsi le maniche, di fare poche cose, tutti insieme (politica, sindacato, mondo delle imprese), se veramente vogliamo rilanciare lavoro ed economia ed avere un Paese più moderno e competitivo”.
Anna Maria Bigon sottolinea che “E’ importante conoscere le ragioni del SI in quanto dobbiamo entrare nel merito di una riforma voluta da anni, in grado di dare una risposta al cambiamento di cui il nostro paese ha bisogno. La qualità della legge, la semplificazione della sua formazione, la partecipazione maggiore da parte dei cittadini e la riduzione dei costi della politica sono caratteristiche ed elementi fondamentali su cui si basa questa riforma ed ognuno di noi deve attivarsi ed adoperarsi per un bene primario: quello dell’Italia, che viene prima di ogni interesse personale”.
Lorenzo Dalai, coordinatore di Bastaunsi Verona Futura, sottolinea che “La Riforma Costituzionale prevede all’art. 117 una modifica sostanziale della suddivisione delle competenze legislative tra Stato e Regioni in materia di lavoro. Da materia concorrente, la “tutela e sicurezza del lavoro” diventa di competenza esclusiva dello Stato. E si aggiungono anche: “le politiche attive del lavoro”.
E’ la prima volta che l’espressione “politiche attive del lavoro” entra nel testo costituzionale. Il ruolo che esse svolgono per combattere la disoccupazione strutturale e per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro è di fondamentale importanza. Quindi l’approvazione con il Sì al prossimo Referendum sarà anche un completamento e una attuazione dell’articolo 1 della Costituzione. Un passo avanti per tutto il mondo del Lavoro”.
L’attuale suddivisione delle competenze in materia di lavoro con le politiche attive del lavoro attualmente di competenza regionale non ha portato benefici e risultati positivi a favore dei disoccupati ed a una conseguente diminuzione visibile delle somme erogate a favore degli ammortizzatori sociali. Quindi, è necessario unificare la politica del lavoro (politiche attive e passive del lavoro) ed affidarla al Governo centrale così come è già avvenuto da molto tempo in Francia, Germania e Gran Bretagna.
Si ritiene essenziale ed urgente approvare la riforma costituzionale in quanto con essa si pone fine alle competenze concorrenti tra Stato e Regioni, le quali hanno comportato un aumento rilevante del contenzioso presso la Corte Costituzionale ed un ritardo negli interventi programmati dal Governo in settori molto importanti, ed al bicameralismo perfetto che rallenta il processo legislativo rispetto ai problemi urgenti del paese.

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