venerdì 1 settembre 2017

Ancora sulle nomine a Verona

Si continua a parlare delle nomine a Verona. Dopo la dichiarazione di Sboarina, il quale ha affermato che tra le persone scelte vi sono due terzi laureati e 17 diplomati, è il turno di Polato che sottolinea che nel Cda di Agsm vi sono due ingegneri e tre avvocati. Con tali dichiarazioni si vuole affermare l’alta qualità delle nomine. Queste affermazioni non significano nulla. Infatti nei Cda non vi sono esperti in gestione aziendale nei settori specifici e in strategia d’impresa. I titoli di studio sono insufficienti se non vi sono le competenze nelle aree strategiche delle aziende partecipate. Quasi tutte le nomine sono state finalizzate alla nomina di esponenti politici e a rispettare mantenere gli impegni assunti nella competizione elettorale.
I due esponenti politici (Sboarina e Polato) confondono le conoscenze con le competenze. Per chiarire tale distinzione si riportano le dichiarazioni di Silvano Del Lungo, uno dei padri della consulenza di direzione in Italia, rilasciate in una mia intervista.
Silvano Del Lungo distingue le conoscenze e le competenze: “Le conoscenze sono un tipo di abilità che sempre si accompagnano ad ogni competenza e che insieme sono in qualche misura comprese entro la competenza, ma allo stesso tempo se ne distinguono per il tempo in cui si formano nella persona (anteriore a quello della competenza) e per il modo diverso secondo cui si formano (l’istruzione e non l’esperienza) e in cui si esprimono (il sapere e non il saper fare). Le conoscenze sono, dunque, quelle abilità che concernono sia il sapere comune (leggere, scrivere, far di conto, parlare ecc.) sia specialistico (filosofia, letteratura, conoscenza di lingue, fisica, fisiologia, patologia, biologia, economia, astronomia e via dicendo). Più in breve: “i saperi”, vale a dire possedere concettualmente nella propria mente l’insieme di conoscenze e di relazioni tra conoscenze che fanno parte di una o più discipline simili a quelle su esemplificate.
Qui il resto del post Quale è dunque la differenza tra saperi (o conoscenze) e competenze? E’ la stessa differenza che c’è tra “sapere” e “saper fare” Nel primo caso – quello del sapere - esso coincide col possesso teorico della materia, mnemonico, critico, e via enumerando facoltà della nostra mente. Il saper fare è invece la capacità di trasformare il sapere, i saperi che si possiedono in azioni per raggiungere un risultato.
Così ad esempio un ingegnere può conoscere la meccanica, può saper risolvere un problema tecnico, ma può fallire come capo progetto, perché non sa gestire gli uomini o non sa affrontare l’incertezza o concepire e gestire un’organizzazione appropriata alla realizzazione del progetto.
Tra conoscenze/saperi da una parte e competenze dall'altra, c’è distinzione, ma non c’è contrapposizione. Non esiste competenza che per essere esercitata non esiga l’incorporazione in se stessa del corrispondente suo sapere. Quel sapere è il presupposto della operatività della competenza. Non è vero il viceversa. Il sapere, senza una competenza che lo incorpori non è in sé sufficiente a operare in una organizzazione”.
Alla luce delle dichiarazioni illuminanti di Silvano Del Lungo possiamo affermare che i titoli di studio tanto sbandierati da Sboarina e Polato non rappresentano le competenze per la gestione delle aziende partecipate ma soltanto le conoscenze.
Al di là delle polemiche e dei confronti occorre realizzare la massima convergenza possibile al fine di modificare il regolamento che disciplina le nomine nel comune di Verona, le cui regole sono servite a legittimare la lottizzazione del potere. A tale scopo si segnala il documento del gruppo consiliare del PD: “una buona base di partenza per una reale riforma degli enti e delle aziende partecipate veronesi, sia costituita dalla proposta del gruppo di professionisti veronesi che si era già appellato al nuovo Sindaco all’inizio del suo mandato e che prevede l’introduzione di requisiti procedurali, come la valutazione dei curriculum e le audizioni pubbliche, tali da considerare anche le competenze”.
Questo mese il Consiglio Comunale di Verona discuterà l’ordine del giorno presentato dal neo consigliere comunale Tommaso Ferrari ed in quella occasione si conosceranno le intenzioni delle forze politiche ad introdurre gli elementi di novità già previsti dalle best practice in materia di nomine (Torino, Milano, Stati Uniti).
Dibattere sull’ordine del giorno Ferrari non è sufficiente occorre richiedere la convocazione del Consiglio Comunale con all’odg. la riforma del regolamento che disciplina le nomine. Le minoranze saranno capaci o avranno la volontà di richiedere tale convocazione? Speriamo di sì per il bene di Verona.
Per l’importanza dell’argomento mi permetto ancora una volta di indicare i fattori da introdurre:
Trasparenza:
- Bando pubblico per le posizioni da ricoprire negli enti partecipati con l’indicazione dei requisiti che occorre possedere;
- Pubblicazione nel sito del comune dei curriculum vitae presentati dai candidati e delle valutazioni della commissione degli esperti;
- Pubblicazione della motivazione finale del sindaco rispetto alle scelte effettuate.
Competenze:
- Nomina di una commissione di esperti indipendenti che valuti la conoscenza e le competenze dei candidati;
- Presentazione da parte dei candidati dei curriculum vitae e di una nota illustrativa (scritta o durante il colloquio) che illustri gli obiettivi che la società dovrebbe conseguire;
- Istituzione di un colloquio pubblico per i candidati per dare loro la possibilità di presentazione ed alla commissione di conoscere le potenzialità dei candidati attraverso la valutazione del c.v., della nota illustrativa e del colloquio stesso.

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domenica 13 agosto 2017

Dipartimenti nel Partito Democratico?

Il termine dipartimento è stato usato per la prima volta per indicare all'interno di uno Stato una circoscrizione territoriale intermedia tra il livello regionale e quello regionale. Successivamente il termine è stato ampliato nel suo significato ed utilizzato per indicare un modello di una organizzazione. Infatti, il dipartimento è adoperato nella sanità, nella scuola e nei ministeri ed in alcuni casi nelle aziende.
L’organizzazione dipartimentale è la struttura formata dall'aggregazione di attività e funzioni omogenee, affini e complementari volta a dare risposte unitarie, tempestive e complete al fine di conseguire obiettivi comuni. Pertanto, viene superata la divisione del lavoro e delle attività per realizzare una strategia comune in ogni dipartimento.
Il Partito Democratico ha ufficializzato la costituzione di 40 dipartimenti che “affiancheranno il segretario e la segretaria nazionale per affrontare al meglio le sfide dei prossimi mesi”.
In definitiva il PD ha frammentato le attività del partito che invece avrebbero bisogno di essere ricomposte e gestite in aree omogenee con obiettivi comuni ed una strategia comune. Tali incarichi non possono essere definiti dipartimenti in quanto le attività del PD sono state frantumate in 40 incarichi specifici. Come si può operare in modo unitario e strategico se mancano forme organizzative che aggregano le attività omogenee, affini e complementari. Per esempio i seguenti incarichi circoli, città metropolitane, mamme ecc. come possono operare se non sono aggregate rispettivamente nei dipartimenti organizzazione, autonomie locali e welfare.
Per ovviare a tale errore occorre costituire circa una decina di dipartimenti con un responsabile che svolge compiti di coordinamento, direzione e controllo e riaggregare gli incarichi che sono stati conferiti.
Inoltre, occorre concludere al più presto il lavoro svolto dalla commissione Forma-Partito per dare nuova linfa all'organizzazione del partito. Il documento finale afferma che “non è più eludibile la necessità di sperimentare nuove forme organizzative per la costruzione di una comunità che sappia interagire con le caratteristiche che contraddistinguono quello che abbiamo chiamato l’arcipelago della militanza”.
La riforma del partito deve considerare i cambiamenti avvenuti nelle organizzazioni e replicare quei modelli che più si adattano alla vita di un partito democratico e popolare: semplificazione degli organi che attualmente sono elefantiaci, velocità delle decisioni con organi snelli e capacità decisionali, abbandono della struttura piramidale, la istituzione di veri dipartimenti che aggregano le persone e le attività complementari e similari, reinventare la presenza del PD nel territorio, la quale è offuscata dagli interessi di potere, costituire a livello periferico delle comunità spontanee di passione o di entusiasmo focalizzate su un argomento specifico scelto dai membri ed altro.
Ci sono tante cose da realizzare peccato che si sia iniziato dai falsi dipartimenti dividendo le persone e le attività. E’ impensabile che il cambiamento del Partito Democratico parta dalla divisione del lavoro e delle attività.

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venerdì 11 agosto 2017

Nomine nelle aziende partecipate veronesi

Niente di sorprendente sulle nomine nelle aziende partecipate del comune di Verona. Tutto procede con le regole dell’antiquato regolamento che disciplina le nomine negli enti.
Dopo le lezioni comunali tutte le forze politiche hanno dimenticato gli impegni assunti con gli elettori ed in particolar modo il Sindaco Sboarina che non ha perso tempo nel procedere nell'iter delle nomine. Sboarina non ha trascurato gli impegni assunti con coloro che lo hanno sostenuto nel ballottaggio, i quali hanno preteso incarichi di primo livello nelle partecipate comunali. I cosiddetti migranti economici sembra che abbiano avuto la meglio e sicuramente vedranno esauditi i loro desideri di occupazione del potere.
Le forze politiche di minoranza non hanno espresso alcune posizione pubblica per contrastare il disegno arcaico di Sboarina.
Dopo la campagna elettorale poche voci si sono alzate per contestare e proporre nuovi metodi per le nomine che privilegiassero la trasparenza e le competenze e non certamente l’appartenenza politica, la fedeltà personale ad un esponente politico e gli interessi di parte.
Si ricordano le seguenti posizioni contrarie all'attuale sistema delle nomine espresse dopo i risultati elettorali:
- Un gruppo di professionisti hanno rilevato, in una lettera aperta al Sindaco ed un’altra ai capi gruppo delle forze politiche presenti in consiglio comunale, che nell'attuale regolamento sono assenti i criteri adottati da altre città finalizzati a migliorare il sistema delle nomine ed a privilegiare la trasparenza e le competenze;
- La dichiarazione dell’on.le Diego Zardini, il quale ha dichiarato che “la questione delle nomine vada affrontata in discontinuità con le precedenti amministrazioni comunali. L'appello di alcuni professionisti veronesi appare assolutamente condivisibile e deve essere sostenuto da tutte le forze politiche. Per fare questo occorre intervenire sul vigente regolamento comunale che disciplina le nomine ed introdurre finalmente criteri per la valutazione delle competenze oggettivamente verificabili e processi per la trasparenza, con la pubblicazione nel sito comunale degli atti e dei documenti che incidono sulle nomine (bando pubblico, pubblicazione dei c.v. dei candidati e della decisione finale del sindaco)".
- L’ordine del giorno presentato dal neo consigliere comunale Tommaso Ferrari che chiede la modifica del regolamento comunale affinché le nomine “siano attuate previa pubblicazione sul sito del Comune dei curriculum vitae di tutti i candidati; la decisione relativa alla singola nomina sia data per iscritto e resa pubblica sul sito del Comune, oltre a contenere una comparazione critica tra i vari candidati”.
Le minoranze hanno fatto diversi errori tra i quali: 1) Non aver richiesto la convocazione del consiglio comunale per modificare il regolamento che disciplina le nomine; 2) Aver accettato senza reazioni pubbliche che le nomine venissero effettuate con il vecchio sistema che garantisce la lottizzazione del potere; 3) Non aver espresso condivisione pubblica alle proposte presentare dal gruppo di professionisti.
Probabilmente alle minoranze sta a cuore partecipare alla lottizzazione del potere, trascurando gli interessi generali della comunità veronese.
Il regolamento vigente che disciplina le nomine nelle aziende partecipate assegna ai componenti del consiglio comunale ed agli assessori il potere di presentare le candidature, escludendo i cittadini in possesso dei requisiti professionali di presentare la candidatura.
La sottoscrizione delle candidature da parte dei consiglieri comunali e degli assessori permette di identificare l’appartenenza politica dei candidati e, quindi, di realizzare la lottizzazione del potere.
Non si conoscono i criteri oggettivi adottati dalle forze politiche, presenti in consiglio comunale, nella presentazione delle candidature. Dai nominativi che sono emersi si evince che le competenze e l’incumulabilità delle cariche politiche con quelle negli enti non sono state tenute in considerazione.
Le minoranze per dimostrare con ritardo la loro sensibilità dovrebbero richiedere la convocazione del consiglio comunale per modificare l’attuale regolamento che disciplina le nomine nelle aziende partecipate del comune. Le sole autocritiche postume se non accompagnate da azioni operative non servono a nulla.
Per allineare il comune di Verona alle best practice in materia di nomine occorre che nelle modifiche del regolamento vengano inseriti i seguenti fattori:
- Trasparenza:
- Bando pubblico per le posizioni da ricoprire negli enti partecipati con l’indicazione dei requisiti che occorre possedere;
- Pubblicazione nel sito del comune dei curriculum vitae presentati dai candidati e delle valutazioni della commissione degli esperti;
- Pubblicazione della motivazione finale del sindaco rispetto alle scelte effettuate.
- Competenze
- Nomina di una commissione di esperti indipendenti che valuti la conoscenza e le competenze dei candidati;
- Presentazione da parte dei candidati dei curriculum vitae e di una nota illustrativa (scritta o durante il colloquio) che illustri gli obiettivi che la società dovrebbe conseguire;
- Istituzione di un colloquio pubblico per i candidati per dare loro la possibilità di presentazione ed alla commissione di conoscere le potenzialità dei candidati attraverso la valutazione del c.v., della nota illustrativa e del colloquio stesso.
Pertanto, con il presente articolo si lancia un appello alle minoranze affinché intervengano per migliorare il regolamento che disciplina le nomine, superando qualunque posizione di parte e nell'interesse dei cittadini veronesi.

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mercoledì 26 luglio 2017

Festa dell'Unità di Quinzano di Verona



Da giovedì 27 luglio al 6 agosto si svolgerà la festa dell’Unità di Quinzano di Verona, la quale è ormai un appuntamento storico per la città di Verona. Sono state organizzati molti eventi che interessano la politica, la musica e la cucina. Soprattutto è l’occasione di vivere in comunità.
Il primo evento politico si svolgerà giovedì 27 luglio alle ore 20,15 sul tema:
La società che cambia. Lavoro, impresa, sindacato, tecnologie
All’incontro interverranno:
Teresa Bellanova, vice Ministro Sviluppo Economico;
Marco Bentivogli, segretario generale FIM CISL.
L’incontro è l’occasione per intervenire sugli argomenti più attuali: occupazione, crescita, Industria 4.0, innovazione tecnologica, corpi intermedi e altro.

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mercoledì 19 luglio 2017

Competenze o lottizzazione nelle nomine a Verona?

Si è concluso il primo consiglio comunale di Verona tra contraddizioni, vendette e furbizie. Si è assistito alla surrogazione di alcuni consiglieri comunali che aspirano ad incarichi ben più importanti nel sottopotere scaligero secondo gli accordi presi in campagna elettorale (Croce, Mariotti, Corsi). Tali esponenti sono stati chiamati in una vignetta “migranti economici”.
La trasparenza e le competenze, tanto osannate in campagna elettorale dal sindaco e dai diversi schieramenti, sono state già dimenticate o vi è ancora spazio per applicare un processo delle nomine allineato alle migliori best practice realizzate in altri stati ed in altre città italiane?
A questo interrogativo risponde un gruppo di professionisti che ha inviato una lettera aperta al Sindaco Sboarina nella quale viene sottolineato che il regolamento che disciplina le nomine non prevede:
- “La pubblicazione obbligatoria sul sito del comune dei CV di tutti i candidati, prima della nomina;
- Il parere di una commissione di esperti e/o l’audizione dei migliori candidati in commissione consiliare;
- Una decisione finale del sindaco motivata (anche nella comparazione fra i vari candidati) e resa pubblica”.
Inoltre, il gruppo di professionisti chiede che il Comune di Verona adotti nuove regole che favoriscano le competenze e la trasparenza nelle nomine per le Aziende Partecipate come hanno già fatto altri comuni.
I professionisti che hanno sottoscritto la lettera hanno il merito di aver posto all'attenzione dell’opinione pubblica, del sindaco e delle forze politiche il grave problema delle nomine al fine di migliorare la gestione delle aziende partecipate del Comune con professionisti di alto livello.
I professionisti confidano nell'accoglimento della loro proposta altrimenti promuoveranno una raccolta di firme per un referendum consultivo finalizzato alla revisione del regolamento che disciplina le nomine.
Ieri è stato dato ampio spazio dalla stampa locale alla lettera al sindaco. Oggi al contrario le nomine sono state dimenticate dai giornali locali e non vi è stata alcuna dichiarazione degli esponenti politici di maggioranza e minoranza su tale questione. Così si rischia che tale argomento venga messo nel dimenticatoio poiché la campagna elettorale è finita e rimangono soltanto da soddisfare gli impegni assunti con coloro che hanno sostenuto (migranti economici) l’aggregazione vincente.
Sul tema in questione interviene Diego Zardini, deputato veronese del PD, chiedendo che la questione delle nomine vada affrontata in discontinuità con le precedenti amministrazioni comunali. "L'appello di alcuni professionisti veronesi appare assolutamente condivisibile e deve essere sostenuto da tutte le forze politiche, afferma Diego Zardini. Per fare questo occorre intervenire sul vigente regolamento comunale che disciplina le nomine ed introdurre finalmente criteri per la valutazione delle competenze oggettivamente verificabili e processi per la trasparenza, con la pubblicazione nel sito comunale degli atti e dei documenti che incidono sulle nomine (bando pubblico, pubblicazione dei c.v. dei candidati e della decisione finale del sindaco)".
"Occorre contrastare, conclude Diego Zardini, i fattori che portano ad utilizzare l'appartenenza e la fedeltà nelle nomine perché troppo spesso hanno causato inefficacia ed inefficienza nella gestione delle attività delle aziende partecipate ed introdurre la trasparenza e le competenze e consentire a tutti i cittadini in possesso dei requisiti professionali richiesti dal bando pubblico di presentare la propria candidatura".
Per rispondere alle richieste contenute nell'appello la riforma del regolamento dovrà prevedere:
- Trasparenza:
- Bando pubblico per le posizioni da ricoprire negli enti partecipati con l’indicazione dei requisiti che occorre possedere;
- Pubblicazione nel sito del comune dei curriculum vitae presentati dai candidati e delle valutazioni della commissione degli esperti;
- Pubblicazione della motivazione finale del sindaco rispetto alle scelte effettuate.
- Competenze:
- Nomina di una commissione di esperti indipendenti che valuti la conoscenza e le competenze dei candidati;
- Presentazione da parte dei candidati dei curriculum vitae e di una nota illustrativa (scritta o durante il colloquio) che illustri gli obiettivi che la società dovrebbe conseguire;
- Istituzione di un colloquio pubblico per i candidati, cosi come avviene negli Stati Uniti, per dare loro la possibilità di presentazione ed alla commissione di conoscere le potenzialità dei candidati attraverso la valutazione del c.v., della nota illustrativa e del colloquio stesso.
Se vi è la volontà di superare il sistema di potere che negli anni si è imposto a Verona occorre che l’amministrazione comunale faccia propria la cultura delle competenze oggettivamente verificabili e della trasparenza nel processo delle nomine.
Inoltre, è necessario che i partiti che rappresentano la minoranza in consiglio comunale richiedano la convocazione del consiglio comunale con all’o.d.g. la riforma del regolamento comunale che disciplina le nomine. Tale richiesta dovrebbe essere effettuata affinché il cambiamento proposto sulle nomine non dipenda esclusivamente dalla volontà della maggioranza e dal sindaco.

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domenica 9 luglio 2017

E-mail al ministro Madia sui disabili

Carissima Ministra Marianna Madia,
innanzitutto ti esprimo il mio apprezzamento per le riforme che hai avviato nella Pubblica Amministrazione. Gli effetti positivi per i cittadini e le imprese si cominciano a vedere. Inoltre ti ringrazio per la tua presenza a Verona in occasione della competizione amministrativa (vedi foto) e come d’accordo ti invio la presente e-mail sul tema dei disabili.
Sono deluso per l’art. 10 del D. Lgs. D. Lgs. 25 maggio 2017, n. 75 in quanto le osservazioni presentate dall’on.le Diego Zardini, riformulate dall’on.le Irene Tinagli ed approvate dalla commissione lavoro della Camera dei deputati non state prese in considerazione dal Governo in sede approvazione definita del Decreto, adducendo la seguente motivazione:
“In relazione all'osservazione delle Commissioni parlamentari in merito alla opportunità di prevedere un obbligo per le amministrazioni pubbliche di rendere tempestivamente disponibili, sul proprio sito istituzionale, le informazioni relative alla copertura della quota di riserva e ai posti vacanti, non si ritiene necessario introdurre tale ulteriore obbligo, in quanto le informazioni sono già contenute nei piani dei fabbisogni per i quali sussiste uno specifico obbligo di comunicazione”.
L’osservazione di Irene Tinagli approvata dalla commissione è la seguente: “con riferimento all'articolo 10 del provvedimento, valuti il Governo l’opportunità di prevedere un obbligo per le amministrazioni pubbliche di rendere tempestivamente disponibili nel proprio sito istituzionale le informazioni relative alla copertura della quota di riserva e ai posti vacanti riservati ai disabili, verificando altresì la possibilità di ridurre i tempi previsti per le comunicazioni di cui all'articolo 39-quater del decreto legislativo n. 165 del 2001, introdotto dallo schema in esame”. Sono sorpreso in quanto un Governo che approva il D. Lgs. 25 maggio 2016, n. 97 sulla trasparenza, includendo il Foia e l’ampliamento dell’accesso civico semplice (pubblicazione degli atti) trovi una motivazione superficiale per non includere nell'area della trasparenza i dati e le informazioni relative ai soggetti disabili. Non si tiene in considerazione che i piani dei fabbisogno e le banche dati non sono trasparenti. Certamente gli strumenti previsti sono utili (consulta, responsabile del processo, potere sostitutivo per le PA inadempienti) ma non sufficienti senza la trasparenza perché già una volta il monitoraggio, previsto dal D. L. n. 101/2013, è fallito. Si sono sottovalutati gli effetti positivi della trasparenza che mettono le PA inadempienti di fronte agli interessi dei cittadini, delle associazioni dei disabili, in questo caso dei soggetti disabili, e degli organi di controllo.
Le PA in Italia sono formate da 7.998 comuni, 20 regioni e dalle amministrazioni centrali dello Stato. Al momento non esiste un sistema delle PA integrato e collaborativo ed è per tale motivo che l’area della non applicazione delle leggi tende ad aumentare. Non basta stabilire degli obblighi affinché la legislazione vigente venga applicata. Per tale motivo gli on.li Diego Zardini e Irene Tinagli hanno proposto l’osservazione all'articolo 10 dello schema del D. Lgs. sul pubblico impiego.
Oltre alla trasparenza occorreva prevedere per i soggetti disabili un sistema integrato basato sulle nuove tecnologie della comunicazione e delle informazioni al fine di controllare e velocizzare le comunicazioni tra le PA e gli organi di controllo (Funzione pubblica ed altri).
Occorre implementare i sistemi informativi delle PA e degli organi di controllo (dipartimento della funzione pubblica ed altri) affinché i dati e le informazioni relative ai soggetti disabili vengano aggiornate e comunicate in via automatica ed in tempo reale con cadenza almeno mensile o trimestrale. Sembra che l’aggiornamento e la comunicazione delle informazioni, previste dall'art. 10, siano state disegnati pensando al cartaceo e non a sistemi informatici in linea con i tempi.
L’ INPS ha realizzato una applicazione che si chiama Arco Web che gli consente di aggiornare le informazioni anagrafiche presenti nel proprio sistema attraverso un collegamento con i sistemi informativi dei comuni. Ritengo che la stessa cosa dovrebbe essere introdotta per le comunicazioni relativi ai soggetti disabili.
Nel caso in cui sia impossibile modificare o migliorare il D. Lgs. 25 maggio 2017, n. 75, spero che gli strumenti previsti dall’art. 10 possano essere sufficienti a risolvere la problematica relativa all'inserimento dei soggetti disabili nel mondo del lavoro pubblico. Cosa a cui io non credo ma spero nell'interesse delle categorie protette. Ritengo che almeno la trasparenza dovrebbe essere prevista.
Ti ringrazio per l’attenzione e spero di ricevere una tua comunicazione. Cordiali saluti.

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venerdì 23 giugno 2017

Trasparenza a Verona: motivo di scontro elettorale!


Sono tutti d’accordo nel voler realizzare nel comune di Verona la trasparenza. Eppure gli scontri non mancano. Anziché essere soddisfatti che la cultura della trasparenza si sia allargata fino a comprendere partiti fra di loro diversi e alternativi, si improvvisano scontri e diversità non accettabili.

I temi dello scontro sono: - La primogenitura della trasparenza; - L’eventuale copiatura del programma; - L’obiettivo del ballottaggio che fa perdere la misura del confronto.
Bisogna ricordare ai soggetti interessati al dibattito che in Italia la trasparenza ha avuto un lungo parto: - Legge n. 241/90; D. Lgs. 33/2013; D. Lgs. n. 97/2016. Inoltre, occorre menzionare la costituzione prima della Civit e poi dell’Anac e della commissione per la legalità, la trasparenza e l’efficienza amministrativa nata a Milano il 23 luglio 2016. Alla luce dei provvedimenti legislativi approvati e delle pubblicazioni ritengo che nessuno dei soggetti interessati al contrasto può in alcun modo parlare di primogenitura e di copiatura.
L’anima della trasparenza, da cui si prende ispirazione per migliorare il proprio territorio, risiede altrove, non certamente a Verona.
Da Verona è partito l’emendamento di Diego Zardini, deputato veronese del PD, approvato in commissione e dal parlamento che amplia l’accesso civico semplice (obbligo di pubblicazione) nelle seguenti materie: - Gare d’appalto; - Tempo medio di attesa delle visite ed i criteri di formazione delle liste di attesa; - Tempo medio di pagamento relativo agli acquisti di beni, servizi, prestazioni professionali e forniture, l’ammontare complessivo dei debiti ed il numero delle imprese creditrici; Gli atti degli organismi di valutazione.
Sono diversi i testi che divulgano la trasparenza a livello internazionale (Daniel Goleman, Warren Bennis e James O’Toole, 2008) e nazionale (Ernesto Belisario e Guido Romeo, 2016) molto più importanti del libro che presentava il programma elettorale in vista delle elezioni amministrative di Verona.
Qui il resto del post Mi ricordo che diversi sono stati i convegni organizzati dal Partito Democratico sulla pubblica amministrazione e sulla trasparenza ai quali hanno partecipato: Pietro Ichino, Guido Papalia, Guido Melis ed altri esperti del settore.
Tutta la polemica nasce dalla dichiarazione di Patrizia Bisinella, candidata a sindaca per il comune di Verona, che si impegna a costituire un comitato per la legalità, la trasparenza e l’efficienza amministrativa se verrà eletta Sindaca, formato da figure tecniche di alto profilo. Tale proposta è ispirata all'esperienza del comune di Milano. Per correttezza occorre ricordare che la candidata a sindaca Orietta Salemi era intervenuta su tale argomento impegnandosi a costituire tale comitato. Patrizia Bisinella dichiara che si tratta di un organo consultivo, autonomo ed indipendente formato da esperti e da magistrati in pensione. Inoltre la proposta di Bisinella prevede: - petizioni on line; una app per segnalare i disservizi delle società partecipate; investimento sul bilancio di genere.
Ho letto il programma di Federico Sboarina che non comprende la trasparenza. Il programma di Michele Croce non comprende i temi trattati da Patrizia Bisinella e, pertanto, la sua dichiarazione diretta a Patrizia Bisinella di aver copiato il suo programma non è veritiera. Inoltre, Michele Croce nel suo programma non parla degli obblighi di legge a carico del comune: - accesso generalizzato (Foia, Freedom of Information Act); ampliamento dell’accesso semplice (pubblicazione degli atti). Croce divulga disposizioni legislative già vigenti senza specificare che sono obblighi di legge da tempo (dati, informazioni e performance).
Fa piacere che l’argomento della trasparenza abbia interessato diversi fronti politici anche se risulta evidente che solo una candidata lo affronta in modo concreto e senza polemiche.
Pongo all'attenzione dei candidati due proposte per migliorare il comune di Verona: - Previsione di una delega alla trasparenza al fine di controllare, coordinare e sostenere nel modo migliore gli obblighi di legge relative alla trasparenza; Sostituzione del nucleo di valutazione con l’organismo indipendente di valutazione per garantire imparzialità, autonomia ed indipendenza rispetto all'organo politico ed amministrativo e professionalità dei membri dell’organo stesso.

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sabato 17 giugno 2017

La scelta difficile nel ballottaggio al comune di Verona

Ritengo che occorre porre alcune riflessioni all'attenzione degli elettori veronesi poiché le due forze in campo nel ballottaggio di Verona per l’elezione del Sindaco sono diverse nei valori e nei programmi rispetto alla proposta di Orietta Salemi e del PD.
Gli elettori sono liberi, hanno le loro convinzioni ed opinioni e non si fanno trasportare facilmente da una posizione all'altra.
Per tale motivo ritengo che occorre sottoporre all'attenzione degli elettori veronesi delle considerazioni e delle riflessioni affinché ciascuna persona possa valutare e scegliere liberamente e responsabilmente. Ne indico alcune:
1. Il centro destra, rappresentato da Sboarina, è il principale competitor del Partito Democratico ed è corresponsabile della gestione del comune di Verona. E’ una forza nazionale alternativa ed antagonista al Partito Democratico e, quindi, non può essere sostenuto dagli elettori democratici. Da questo raggruppamento ci dividono la visione e la scelta riformista a livello nazionale e locale. Bisogna ricordare che a Torino il centro destra ha sostenuto il M5S, determinando la vittoria di Appendino a scapito di Fassino, il quale aveva governato bene la città di Torino. Occorre valutare che una parte del centro destra (lega) ha dimostrato concretamente di essere razzista, xenofoba, sovranista ed anti europea. Pertanto, è una scelta che non può essere condivisa e sostenuta in quanto regalerebbe un’altra città al centro destra. Tale raggruppamento è tenuto unito dall'obbiettivo di occupare il potere ed una sconfitta segnerebbe una probabile frantumazione;
2. Il partito di Tosi e Bisinella è un’aggregazione locale che non ha influenza a livello nazionale. Molte scelte effettuate dall'Amministrazione di Tosi non sono state condivise dal PD veronese. Certamente occorre riflettere sulle scelte amministrative di questo raggruppamento, il quale dovrebbe riformulare delle proposte sulle scelte assunte dall'amministrazione uscente sui temi più importanti per la città al fine di allargare i consensi. Va tenuto presente che Fare ha votato sì al referendum costituzionale;
3. Una ulteriore riflessione occorre porla all'attenzione. Si tratta di Michele Bertucco, il quale nel caso in cui vincesse al ballottaggio Bisinella resterebbe fuori dal consiglio comunale. Al contrario in caso di vittoria di Sboarina avrebbe garantito il posto in consiglio comunale. Occorre tenere presente che Bertucco ha scelto un ruolo di pura testimonianza sterile che si è rilevata dannosa per i risultati del centro sinistra anziché di rilevanza a favore del centro sinistra (vedi replica di Orietta Salemi). I seguaci di Bertucco hanno scelto di votare Sboarina per farlo rieleggere al consiglio comunale di Verona;
4. Altra opzione è quella di non andare a votare. Molti elettori non ritenendosi rappresentati potrebbero scegliere di non votare, diventando così soggetto passivo nel ballottaggio. Scelta che non condivido perché occorre contrastare l’astensionismo ed esercitare il diritto/dovere di esprimere un voto. La seconda opzione è quella di votare scheda bianca. In questo caso è una libera scelta dell’elettore che non si sente rappresentato e, quindi, vota scheda bianca o annulla la scheda. Non credo in questa ultima opzione in quanto i cittadini avranno comunque un sindaco ed è bene che sia determinato direttamente dalla loro scelta.
Il tempo che intercorre tra oggi e la data del ballottaggio occorre utilizzarlo tutto e bene per effettuare la scelta più coerente rispetto ai fattori in campo ed al nostro impegno politico.
Al momento l’unica certezza che posso esprimere è quella di partecipare al ballottaggio, di non votare Sboarina per i motivi indicati al punto 1. e per quello che la destra rappresenta in contrasto con i nostri valori e di votare Bisinella che non rappresenta i rischi del centro destra a trazione leghista. Tale scelta deve essere accompagnata da un grande impegno per condizionare la futura amministrazione a guida Businella.
Infine, occorre con urgenza ripensare il Partito Democratico veronese. I temi da approfondire e valutare per incidere concretamente sono: il metodo, il modello, l’organizzazione, la struttura, la presenza nel territorio. Questo è un altro tema che il Partito Democratico dovrà affrontare al più presto dopo il ballottaggio.

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domenica 4 giugno 2017

Zardini, Salemi e Franchetto per la legalità e la trasparenza

La strategia replicativa delle best practice comporta miglioramenti nell'organizzazione che la applica.
Il comitato indipendente per la legalità, la trasparenza e l’efficienza amministrativa arriva da Milano a Verona grazie all'impegno di Orietta Salemi, candidata sindaco per il comune di Verona.
Il comitato sarà un organo consultivo, formato da esperti, che svolgerà le funzioni di:
- “Supportare l’Amministrazione nello svolgimento delle azioni di coordinamento, studio, approfondimento e formazione nel campo della legalità e della trasparenza;
- Promuovere la correttezza delle azioni messe in campo, ma anche di essere da stimolo e proposta per migliorare costantemente le procedure;
- Ampliare l’impegno nel contrasto alla corruzione ed al rischio delle infiltrazioni mafiose;
- Promuovere azioni di formazione e diffusione dello strumento di accesso civico generalizzato (Foia) e semplice (pubblicazione degli atti e documenti) e l’applicazione delle linee guida dell’Anac”.
“Il Comitato, ha dichiarato Salemi, dovrà essere uno strumento di cui l’amministrazione comunale si dota, ed è orgogliosa per sentirsi accompagnata e tutelata nelle sue scelte. Più alta è la trasparenza, più bassa è la corruzione e meglio è tutelato il bene comune”.
Nel suo intervento Salemi ha posto attenzione alle nomine nelle aziende partecipate: “garantiremo la massima trasparenza nei criteri di competenza e affidabilità per la nomina dei componenti del consiglio di amministrazione e delle figure chiave delle società di pubblico servizio, anche attraverso la selezione mediante bando pubblico e una commissione di valutazione fatta di esperti indipendenti”.
Inoltre, Orietta Salemi si è soffermata sulla trasparenza, sottolineando l’impegno del ministro Marianna Madia ad introdurre il Foia e ad ampliare le materie soggette alla trasparenza.
“La legalità è il primo, inderogabile dovere di ogni politico, ha dichiarato Gustavo Franchetto nel suo intervento. Legalità significa rispetto delle regole nella gestione della cosa pubblica e onestà personale in tutte le direzioni. Un tempo dire a un candidato è "una brava persona" aveva il senso di una " diminutio", come se fosse privo di altre qualità come la competenza e l'esperienza. Oggi, dopo la tanta corruzione passata sotto gli occhi di tutti, il primo imperativo è quello di essere una persona "perbene". La gente pretende innanzitutto dalla politica pulizia, trasparenza, onestà. Basta corruzione, basta mazzette, basta inquinamento del libero mercato. Anche a livello comunale. Onesti noi e vigilanza e trasparenza sugli appalti. Per recuperare la fiducia tra i cittadini e le Istituzioni”.
Diego Zardini ha rappresentato l’impegno del Partito Democratico a livello nazionale nel superare i limiti della precedente normativa sulla trasparenza, approvata dal Governo Monti, con il D. Lgs. n. 97/2016.
“Il Foia, ha dichiarato Diego Zardini deputato veronese del P.D., è una nuova forma di accesso per chiunque alle informazioni ed ai documenti detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, nel rispetto di alcuni limiti tassativamente indicati dalla legge, senza obbligo di motivazione ed a prescindere dall'interesse diretto, concreto e attuale. Grazie all’impegno costante e determinato di Anna Ascani e Paolo Coppola, deputati del P. D., e della ministra Marianna Madia il Foia è diventato legge e, quindi, tutti i cittadini potranno usufruire di tale legislazione. Il Foia è lo strumento democratico più importante dopo il diritto di voto”. Diego Zardini ha presentato un emendamento, approvato dalla Commissione e dal Parlamento, per ampliare l’accesso civico semplice (obbligo di pubblicazione degli atti) nelle seguenti materie:
- Gare d'appalto;
- Tempo medio di attesa delle visite ed i criteri di formazione delle liste di attesa;
- Tempo medio di pagamento relativo agli acquisti di beni, servizi, prestazioni professionali e forniture, l’ammontare complessivo dei debiti ed il numero delle imprese creditrici;
- Gli atti degli organismi di valutazione.
“Lo strumento più efficace per superare, almeno in parte, la diffidenza e le difficoltà dei rapporti tra le istituzioni ed i cittadini è la trasparenza. Afferma Zardini. Per tale motivazione si ritiene rilevante porre particolare attenzione al Comune di Verona affinché vengano realizzati i contenuti del D. Lgs. n. 97/2016 per conseguire i seguenti obiettivi: - favorire forme diffuse di controllo sull'operato delle pubbliche amministrazioni; - integrare la democrazia rappresentativa di quegli strumenti che consentono il buon funzionamento del rapporto tra governanti e governati, rappresentanti e cittadini; - trasformare in attiva la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica”.
Il comune di Verona non ha ancora aggiornato sul proprio sito istituzionale la Sezione “Amministrazione trasparente” con i nuovi contenuti del D. Lgs. n. 97/2016, esempio: le materie contenute nell'emendamento Zardini.
E’ scandaloso che dopo 13 mesi dall'approvazione del D. Lgs. n. 97/2016 i siti istituzionali del comune di Verona e dell’ULSS 9 Scaligera non siano stati aggiornati con le nuove regole sulla trasparenza.
“Si ritiene necessario, conclude Diego Zardini, eliminare il Nucleo di valutazione del comune di Verona per sostituirlo con l’Organismo indipendente di valutazione in quanto il primo non dà garanzie di indipendenza, imparzialità e professionalità ed il secondo è disciplinato da disposizioni di legge che garantiscono la presenza di tali fattori”.

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