venerdì 18 ottobre 2013

Orietta Salemi, perché una donna?

Il PD veronese ha bisogno di risolvere tanti problemi che lo rendono attualmente quasi ininfluente nella vita politica e sociale di Verona. Primo fra tutti vi è una scarsa mobilitazione degli elettori e dei militanti del PD alle iniziative del partito con eccezione degli eventi con la presenza dei big nazionali. Tutto questo è dovuto al rapporto di sfiducia da parte dei cittadini verso il sistema dei partiti ma anche al tipo di gestione verticistica del Partito Democratico di Verona. Pertanto, occorre risolvere i temi della partecipazione e del coinvolgimento delle persone che dipendono dal modello di organizzazione piramidale adottato dal PD locale.
Il confronto nel PD veronese avviene con il congresso locale e specificatamente con l’elezione del segretario comunale del PD in quanto per la carica di segretario provinciale è stata presentata una sola candidatura.
Per il congresso cittadino vi sono due candidature, quella di Federico Benini  e di Orietta Salemi.
Roberto Fasoli, il quale sostiene Federico Benini, afferma che i protagonisti dell’accordo ostentano il fatto di appartenere a livello nazionale a posizioni molto diverse tra di loro, per far risaltare ancor di più il valore dell’intesa sul piano locale. I candidati a livello nazionale hanno però posizioni molto diverse, quando non opposte, rispetto all’analisi di quanto è accaduto nelle ultime elezioni e subito dopo, sulla natura e le prospettive del governo Letta, sulle caratteristiche che dovrebbe assumere il partito e sulle alleanze da ricercare o meno e con chi”…. Quindi, per Roberto Fasoli occorreva prendere in considerazione nel congresso locale le posizioni nazionali dei diversi leader del PD.
Federico Benini dichiara che la sua candidatura è nata dal basso e si pone al di fuori delle correnti. Senza entrare nel merito di tale affermazione ritengo che vi sia una prima contraddizione tra le affermazioni di Roberto Fasoli e quelle di Federico Benini. Inoltre, Federico Benini non può dimenticare la sua partecipazione organica agli incontri della vecchia componente di Franco Bonfante ed attualmente a quella di Roberto Fasoli.
Un’altra osservazione ritengo che sia importante.Perché una donna a segretario comunale del PD?
Dal libro di Helen Fischer si apprende che in media le donne e gli uomini possiedono alcune capacità innate diverse. Molti settori del mondo economico avranno bisogno dei talenti naturali delle donne.
“Le donne hanno sviluppato tutta una serie di capacità: facilità di parola, abilità di cogliere indizi non verbali, sensibilità emotiva, empatia, pazienza, capacità di fare e pensare diverse cose contemporaneamente, propensione a pianificare a lungo termine, abilità di negoziare e interagire e predilezione per la cooperazione, per raggiungere il consenso e dirigere su un livello paritario. Quando le donne pensano, tendono a raccogliere più dati e a incorporare più rapidamente i dettagli”.
“Agli uomini piacciono le regole; amano comandare e controllare e sapere per certo qual’è il loro posto. Amano le strutture gerarchiche e le sicurezze che comportano (questo istinto risale direttamente all’età della pietra).
Molto spesso le strutture gerarchiche esistono non per esigenze organizzative, ma perché la gerarchia e la mentalità maschile vanno a braccetto e perché gli uomini hanno sempre dominato le organizzazioni”.
“Nel corso della storia gli uomini hanno ricoperto ruoli di prestigio e di potere ed è stato sottovalutato l’apporto innovativo delle donne, le quali possiedono specifiche capacità.”
Ritengo che in questo momento nel PD cittadino c’è bisogno del talento naturale delle donne e specificatamente di Orietta Salemi, la quale possiede il talento descritto Helen Fischer. L’impegno che attende Orietta è molto difficile perché occorre ricostruire e reinventare una struttura di partito che solo con le sue capacità e la sua cultura può essere realizzata.
Per quanto riguarda Federico Benini penso che la sua figura comprende ciò che Helen Fischer ha scritto per gli uomini. Federico ha avuto la capacità di perseguire con scelte tattiche le proprie prospettive, gli obiettivi individuali da conseguire e la scelta di slogans che non rappresentano un’orizzonte strategico di cambiamento.
Infine, ritengo assurdo sottovalutare il lavoro effettuato dai partecipanti al "Progetto Riscriviamo Verona" che è nato diversi mesi fa, ha coinvolto in buona parte la base del partito ed ha proposto la candidatura di Alessio Albertini a segretario del PD provinciale e Orietta Salemi a segretario cittadino del PD in assenza di abbracci soffocanti, di condizionamenti e di auto candidature.

Leggi tutto...

giovedì 17 ottobre 2013

Alessio Albertini e Orietta Salemi per un Pd vincente

Alessio Albertini e Orietta Salemi spiegano i cambiamenti in atto nel Pd veronese: “Con le nostre candidature cerchiamo di aprire il partito ad un nuovo corso, forse a tratti sperimentale, ma sempre partecipato e teso al superamento dei limiti che fino ad oggi hanno impedito al Pd di convincere i veronesi e di vincere a Verona. Ingeneroso non riconoscere lo sforzo di molti”.
Come tutti gli organismi collettivi anche i partiti rispondono a dinamiche a volte poco comprensibili a chi le guarda dall’esterno.
Soprattutto in questo momento delicato che ci accompagna alla stagione dei Congressi nazionale e territoriale, è comprensibile che gli animi si accendano e che le singole sensibilità cerchino di affermare la propria visione. Ma proprio perché le nostre candidature presuppongono un cambiamento e una svolta rispetto ai metodi e alle pratiche del passato riteniamo sia utile proporre alcuni chiarimenti.
Il percorso che abbiamo intrapreso è forse un po’ anomalo, ma partecipato. Ha visto coinvolto oltre un centinaio di iscritti del PD su più tavoli di riflessione. L’obiettivo di questa riflessione allargata, che ha investito tante persone per ruoli, esperienze, età diverse, è proprio quella di superare logiche di correntismo esasperato e mettere al lavoro le forze del partito per tornare a convincere e far vincere Verona.
Qui il resto del post Per ottenere questo e superare irrigidite incrostazioni pregresse era necessario svincolare il congresso provinciale dalla scelte di riconoscimento nelle mozioni nazionali. Perché riteniamo che il territorio abbia delle priorità e che un grande partito, fatti salvi i principi fondanti e la condivisione coerente di una linea politica che nasce dalla sintesi delle diverse istanze, debba muoversi anche in senso federale, individuando scelte che non tradiscono la propria storia, ma che rispettino l’urgenza di modalità e paradigmi politici nuovi.
Le nostre candidature alla segreteria provinciale e cittadina sono dunque l’esito di un percorso non certo facile, a tratti spinoso, forse imperfetto perché risente del suo carattere sperimentale, come ogni novità,ma troviamo che sia ingeneroso non riconoscere lo sforzo e il coraggio di tantissimi, soprattutto giovani che hanno messo in secondo piano storie personali e anime differenti per cercare aggregazione su un progetto di rinnovamento del partito e per costruire una prospettiva di respiro per la città.
Dunque non ci sono grandi manovratori come si pensa o come si vuol far pensare ma solo la speranza di aprire una nuova stagione, per fare entrare un po’ di aria fresca.
Lasciamo cadere scomposte rivendicazioni e dedichiamo tempo, passione, energie per riscrivere la storia del Pd veronese.
Alessio Albertini e Orietta Salemi

Leggi tutto...

Orietta Salemi, Riscriviamo Verona

Rinnovamento,organizzazione, spirito di squadra: tantissimi giovani amministratori del PD veronese sostengono ORIETTA SALEMI, candidata alla Segreteria cittadina del PD:“Con lei,torneremo a vincere!”
Fare politica, per noi, è soprattutto passione e servizio. Mettere le proprie idee a disposizione per migliorare la città in cui siamo nati, cresciuti e in cui viviamo. Costruire, passo dopo passo, una Verona rinnovata, dinamica e vincente. E riuscirci insieme, costruendo una squadra, una comunità, un gruppo entusiasta, solido e aperto a tutto coloro che condividono le nostre idee.
Sono queste alcune idee-chiave con cui Orietta Salemi, ha accolto, sciogliendo le riserve e rendendosi disponibile, la proposta per la candidatura alla Segreteria cittadina del Partito Democratico di Verona. Alla guida di un progetto – Riscriviamo Verona – partito dal basso, da un gruppo sempre più ampio di simpatizzanti, appassionati, militanti che, fin dall’estate scorsa, hanno ragionato, scritto, pensato come costruire un Partito Democratico rinnovato, coraggioso, capace di aggregare, per regalare nuove prospettive alla nostra città.
Qui il resto del post Un progetto che ha entusiasmato tanti, uomini e donne di età differenti, e soprattutto moltissimi giovani: e, insieme a questi, molti impegnati già nell’amministrazione, come i Consiglieri Comunali Elisa La Paglia (II° Circoscrizione), Damiano Fermo (VI° Circoscrizione), Stefano Vallani (VII° Circoscrizione); la Consigliera Provinciale Silvia Allegri (II° Circoscrizione) e i Consiglieri di Circoscrizione Elena Lake (I° Circoscrizione), Paola Fresco (II° Circoscrizione), Matteo Dalai (III°Circoscrizione), Serena Capodicasa (III° Circoscrizione), Camilla Mariotto (V° Circoscrizione), Giacomo Marani (VI° Circoscrizione), Yared Ghebremariam-Tesaù (VI° Circoscrizione), Luca Granzarolo (VII°Circoscrizione), Matteo Riva (VIII° Circoscrizione).
Un gruppo che, camminando insieme ai tanti di provata esperienza, rappresenta il futuro del PD veronese: ventenni  e trentenni cresciuti nelle amministrazioni locali nate dalle elezioni del 2012, che hanno saputo privilegiare lo spirito di squadra, lavorare insieme: perché unità, organizzazione, buone idee ed entusiasmo sono gli ingredienti fondamentali per far tornare competitivo il PD in città.
Alle opinioni di sostegno alla candidatura di Orietta Salemi, pubblicate nel precedente post, si aggiungono quelle di Elena Lake e Serena Capodicasa.
“Per le competenze, la qualità del lavoro svolto” – sostiene Elena Lake, Consigliera del PD in Prima Circoscrizione – “e l’energia che Orietta Salemi da anni dedica alla politica e all’amministrazione della città, la ritengo senza dubbio la migliore candidata sulla quale potevamo convergere. Lavorare con Orietta è davvero un piacere”.
"Sostengo con forza la candidatura di Orietta", dichiara Serena Capodicasa, Consigliera del PD in Terza Circoscrizione, "Orietta è al secondo mandato di Consigliera Comunale, ha un buon dialogo con tutti i circoli e una forte conoscenza delle problematiche di tutta la città. Ha pienamente dimostrato di saper giocare di squadra, e per me questa è la cosa che più conta per un Segretario di un Partito come il nostro, che è fatto di condivisione e dialogo".
Invitiamo tutti coloro che vogliono mettere coraggio, entusiasmo, una speranza per il futuro nel Partito Democratico e nel centrosinistra a partecipare ai nostri Congressi, chiamarci, informarsi, discutere con noi!
E a sostenere e votare Orietta. Per iniziare un lungo viaggio da fare assieme. Rilanciando la nostra città. Riscrivendo Verona!
Facendo politica nel modo che ci è più congeniale: inseguendo e realizzando i nostri sogni.
Comitato “Riscriviamo Verona” per Orietta Salemi.

Leggi tutto...

Roberto Fasoli PD, non condivide l’impegno pre-congressuale

Pubblico il comunicato stampa di Roberto Fasoli sulle vicende congressuali del PD Veronese anche se sono posizionato a favore di Alessio Albertini per la segreteria provinciale del PD e Orietta Salemi per la segreteria comunale del PD.
Non condivido la posizione di Roberto nel rifiutare la sua partecipazione e quella della sua componente al Congresso Provinciale in quanto gli strumenti di democrazia interna vanno utilizzati per esprimere ciascuna posizione politica. Finalmente nel PD veronese si superano le divisioni nazionali per costruire insieme una strategia condivisa per avviare il cambiamento necessario nel PD locale. Giudico positivo l’aver superato tali posizionamenti ed aver privilegiato il territorio.
Si riporta il comunicato stampa.
“Non condivido minimamente la logica e la pratica che hanno portato all’accordo di potere finalizzato al controllo del partito veronese, definendo tutti gli incarichi prima ancora che il congresso abbia inizio.
Ho aspettato qualche giorno a prendere posizione nella speranza, purtroppo vana, che arrivassero delle smentite a quanto anticipato, con dovizia di particolari, dalla stampa locale sul contenuto degli accordi relativi a tutte le cariche del partito.
Non c’è nulla di illegittimo nel fatto che alcune persone si trovino per costruire assieme una strategia e delle proposte di candidatura. Quello che colpisce è che ciò avviene nel mentre la segreteria uscente è impegnata, apparentemente con il sostegno di tutti, a costruire, come le era stato chiesto, una proposta unitaria che nel rispetto delle diversità, potesse rilanciare con un lavoro collegiale un partito che ormai a Verona è ai minimi termini.
La discussione sulle candidature e sul documento che le sostiene però non ha mai coinvolto l’insieme del partito e tantomeno è arrivata nelle sedi dove tutti possono partecipare e confrontarsi e cioè nei circoli e negli organismi dirigenti della città e della provincia.
Sul documento che sostiene le candidature di Albertini e Salemi avanzo due osservazioni.
La prima è che, per quanto riguarda Verona, le cose dette e scritte sono frutto di una elaborazione nota e largamente condivisa da moltissimi. Altrettanto dicasi delle proposte organizzative.
La seconda osservazione riguarda le vicende politiche nazionali. I protagonisti dell’accordo ostentano il fatto di appartenere a livello nazionale a posizioni molto diverse tra di loro, per far risaltare ancor di più il valore dell’intesa sul piano locale. I candidati a livello nazionale hanno però posizioni molto diverse, quando non opposte, rispetto all’analisi di quanto è accaduto nelle ultime elezioni e subito dopo, sulla natura e le prospettive del governo Letta, sulle caratteristiche che dovrebbe assumere il partito e sulle alleanze da ricercare o meno e con chi. Come si possa del tutto prescindere da questo fatto, senza una discussione aperta, e proporsi di rilanciare tutti assieme il partito a Verona rimane, per me, un fatto misterioso, anche perché in politica le questioni accantonate, per opportunità o opportunismo, prima o poi rispuntano e si manifestano in tutta la loro forza.
Ciò non toglie che cercare un’unità a livello territoriale poteva essere e rimane una buona idea sempre che non si fondi esclusivamente su un accordo di potere.
Si parla di unità, trasparenza, rinnovamento nei contenuti e nei metodi senza coinvolgere sulle proposte non solo gli organismi dirigenti ma nemmeno il segretario uscente che, stando a quanto da lui affermato nella riunione della Direzione Provinciale, apprende dai giornali le candidature in campo. Per questo mi è difficile perfino immaginare che fosse a conoscenza dell’esito della distribuzione concordata di tutti gli incarichi prima ancora dell’inizio della discussione congressuale.
Questa è la vera novità. Sappiamo già tutto del futuro organigramma. Almeno così si apprende dalle notizie di stampa, senza smentita alcuna.
La delicatezza del momento politico avrebbe richiesto che la discussione in corso tra alcuni si proponesse di confluire nel solco del lavoro unitario svolto dalla segreteria uscente. Sarebbe servita una discussione aperta che coinvolgesse l’insieme del partito, a partire dai circoli, senza tacere le diverse impostazioni sui grandi temi e cercando di costruire una proposta unitaria. Sarebbe stato un modo per trovare assieme una soluzione politica e organizzativa. Sarebbe sbagliato e poco credibile tentare oggi di spiegare con il pur scarso tempo a disposizione il non avere nemmeno tentato di percorrere questa strada.
Invece niente di tutto questo. All’ultimo momento, assieme alla candidatura di Alessio Albertini per la carica di segretario provinciale, si propone quella di Orietta Salemi a segretario cittadino, con lo stesso slogan, incuranti del fatto che Federico Benini, segretario uscente del terzo circolo, aveva già presentato una sua candidatura alla quale aveva lavorato da tempo, raccogliendo consensi tra i diversi circoli della città.
Sul congresso provinciale quindi la situazione pare già decisa e quindi potremmo dedicarci, e non sarebbe male, alla discussione sui temi nazionali. Ad Albertini l’onere di mostrare un profilo da candidato unitario e non solo unico.
E pensare che tutti invocavano il congresso come luogo e occasione per un confronto libero da schemi preconfezionati! Serve a poco evocare a parole il tema dell’unità se si pratica la discussione fuori dagli organismi; serve a poco parlare di rinnovamento se l’insieme degli iscritti viene chiamato solo a convalidare quanto già deciso.
Il congresso sarà l’occasione per capire se proprio tutti sono così d’accordo su questo impianto che con enfasi viene presentato come unitario e l’occasione per capirlo la avremo dalla quantità dei partecipanti e dai loro interventi, dall’esito del voto sull’unico candidato a segretario provinciale e, soprattutto, dal voto per il segretario cittadino che resta l’unico punto aperto di una discussione, diversamente del tutto chiusa”.

Leggi tutto...

mercoledì 16 ottobre 2013

Orietta Salemi, viaggio tra i suoi sostenitori

Ho fatto un viaggio tra i sostenitori di Orietta Salemi, candidata alla segreteria comunale del Partito Democratico, per cogliere il pensiero e le opinioni dei suoi sostenitori e capire meglio il perché del loro impegno a suo sostegno. Ne esce fuori un quadro positivo e sorprendente che coglie gli aspetti più interessanti di una donna al servizio della città e del Partito Democratico. Ecco le opinioni.

Elisa La Paglia, consigliere del comune di Verona
Ho conosciuto Orietta tra i banchi del Consiglio Comunale, un anno di lavoro fianco a fianco in commissione cultura, ho conosciuto una TESSITRICE, una tessitrice di RELAZIONI umane fantastiche, non si può camminare per strada con lei senza che qualcuno la fermi per salutarla con affetto, ex studenti, amici di passioni artistiche e sportive, amiche e amici di impegno sociale e di impegno per questa città. Ma anche una tessitrice di PROPOSTE POLITICHE, non solo quelle che si fermano fra i banchi dell'opposizione, anche quelle costruite con tutte le parti in campo, costruite PER LA CITTA', forti come sono forti i VALORI che la muovono.
E' un piacere per me poter imparare dalla sua esperienza amministrativa, ma è soprattutto un'occasione importante imparare dal suo APPROCCIO ALLA POLITICA, non l'opposizione a prescindere, ma l'ascolto e il dialogo che fa avvicinare e vincere tutti e tutte.
Oggi lei ha accettato di mettersi a disposizione del PD di Verona, è una grande occasione per tutti noi, non mi stupisco che vogliano schiacciare il suo profilo su questioni di appartenenze, saper vedere OLTRE non è da tutti, e non tutti possono accettare che da domani il PD CAMBI DAVVERO!
Grazie ORIETTA!
Stefano Vallani,consigliere del Comune di Verona
Credo che la passione e la determinazione siano due concetti che in politica servono a far bene il proprio operato al servizio della Comunità. Questo deve essere la Politica ed Orietta Salemi rappresenta la perfetta armonia dei due sostantivi.
Orietta è una donna che adora confrontarsi e cerca una sintesi sempre costruttiva. Abbiamo lavorato a fianco nella segreteria cittadina, in particolare su un progetto culturale molto articolato per la nostra città ed ho potuto apprezzarne da subito le doti, la sua conoscenza degli argomenti e l'amore, da me condiviso appieno, per la nostra Verona. Durante quest'ultimo anno fianco a fianco in consiglio comunale abbiamo lavorato con molta sintonia. Credo in Orietta come persona in grado di divulgare valori a noi cari e positiva operatività per il Partito Democratico. Ci aspettano anni interessanti politicamente e sono convinto che Orietta Salemi saprà affrontare con tenacia le sfide che le si presenteranno alla guida del Partito Cittadino.
Damiano Fermo, consigliere del Comune di Verona
Orietta Salemi. Così a vederla sembra una trentenne votata alla politica per passione (e non per professione). Docente di professione, quella si, perché per far bene politica un lavoro nella vita reale bisogna averselo sudato. Il prossimo coordinatore cittadino del PD mi piacerebbe proprio fosse questa ragazzina, arrivata 7 anni fa in Consiglio Comunale da indipendente e oggi disponibile a guidare un partito che dovrà finalmente vedersi, sentirsi, distinguersi per una visione di città alternativa alla padronale e arretrata co-gestione di oggi. Imperativo, uscire dai nostri uffici, incontrare tutti quelli che possono e vogliono progettare assieme una nuova idea di comunità, e di persone innamorate del cambiamento, del confronto, ne troviamo ovunque, basta aprire gli occhi e saperci parlare. Ecco, ci vuole una persona che rappresenti questo progetto, che possa dare un giro di energia alla vita dei circoli della nostra città. Perché da li, dalle relazioni che riusciremo a riattivare nei quartieri, può rinascere un percorso collettivo. Buon lavoro ORIETTA!
Luca Granzarolo, consigliere della 7^ Circoscrizione
Io sostengo Orietta Salemi perché ha le capacità, le qualità di relazione e l'autorevolezza necessaria per guidare il partito cittadino in una realtà complessa e articolata come quella veronese. E' considerata e stimata dalla generalità degli iscritti e dai suoi colleghi consiglieri comunali ed ha dimostrato di avere un grandissimo consenso esterno; condizioni, queste, imprescindibili per riaprire il dialogo con tutte le realtà veronesi.
Camilla Mariotto, consigliere della 5^ Circoscrizione
Cosa serve al PD veronese? Unità, ascolto, dialogo, capacità di costruire un progetto comune di lungo respiro, a tratti visionario, che sappia trascendere le correnti nazionali e gli orticelli locali sovrapposti in questi ultimi anni a Verona.
Questi obiettivi possono essere realtà con Orietta.
Orietta ha una capacità innata nel trasmettere empatia ed affetto in ogni gesto e in ogni sorriso, uniti alla perseveranza e all'esperienza di creare solide proposte politiche.
Queste doti umane sono indispensabili non solo nella vita, ma soprattutto nell'agire politico, attraverso il dialogo e l'impegno civile. Solo con questo approccio solidaristico e di conciliazione é possibile rendere competitivo il PD a Verona.
É un'occasione da non perdere, con Orietta!
Matteo Riva, consigliere della 8^ Circoscrizione
Non è difficile trovare motivi per cui sostenere Orietta nella sua candidatura a Coordinatrice Cittadina del PD, non è difficile perché il grande impegno e la dedizione che mette in ogni compito che assume sono evidenti e sinceri per tutti coloro che hanno la fortuna di lavorare al suo fianco. Ho avuto la fortuna di collaborare con Orietta in qualità di coordinatore di circolo e consigliere di circoscrizione e in lei ho sempre trovato un interlocutore ed un sostegno in tutte le attività che abbiamo intrapreso come circolo prima e come gruppo consiliare ora, ha sempre fatto fruttare la sua preparazione e la sua cultura per dare interezza ai progetti ed alle battaglie che, come Partito Democratico, abbiamo intrapreso in questi anni. Sostenere, ora, la sua candidatura a Coordinatrice Cittadina è semplice e spontaneo perché in lei vedo la capacità di far squadra e la volontà di valorizzare chi lavora che sono fondamentali per questo incarico e la sfida che comporta.
Antonino Leone, Circolo 3^ Circoscrizione
Le menzogne e l’opacità hanno causato dei disastri nel mondo dalla guerra in Iraq agli scandali di Enron, Arthur Andersen, Wordcom, Lehman Brothers, Cirio e Parmalat. La cosa diventa ancora più grave quando sono le nuove generazioni ad utilizzare tali disvalori nell’impegno politico di tutti i giorni per accumulare consensi effimeri e facili finalizzati alla scalata del potere.
Orietta Salemi, candidata alla segreteria comunale del PD, ha improntato il suo impegno di donna, di madre e di rappresentante politico alla trasparenza, alla franchezza ed alla sincerità. Fattori questi molto importanti senza i quali non può essere avviata una grande stagione di cambiamento del Partito Democratico veronese. Orietta è una donna tenace, determinata e disponibile al dialogo che ispira la sua azione politica ai valori fondanti del Partito Democratico: solidarietà, visione comunitaria, eguaglianza e merito. La sua scelta non è una scelta di potere ma di servizio a favore dei cittadini veronesi ed è sostenuta da un progetto “Riscriviamo Verona” che ha visto impegnati tanti militanti del PD a cui stanno a cuore il futuro del PD e la crescita della città di Verona all’insegna dell’equità e dello sviluppo. Cogliamo il momento con Orietta Salemi per un futuro migliore.

Leggi tutto...

martedì 15 ottobre 2013

Alessio Albertini PD candidato di Riscriviamo Verona

Negli ultimi mesi un gruppo ampio di persone aderenti al Partito Democratico provenienti da esperienze diverse e con posizioni differenti rispetto al Congresso Nazionale hanno lavorato con impegno per preparare un progetto di cambiamento per il PD Veronese, partendo da una valutazione oggettiva sino a pervenire  all’individuazione  di una strategia che possa rilanciare il PD nel territorio veronese.  Con la candidatura di Alessio Albertini si è realizzata un’ampia e massima convergenza possibile per guidare il PD veronese, in un momento particolarmente difficile, con discontinuità rispetto al passato ed innovazione per il futuro.
Il PD scaligero non gode di ottima salute e nelle ultime consultazioni elettorali non ha brillato per i consensi ricevuti. Per tale motivo i partecipanti al progetto “Riscriviamo Verona” hanno avvertito il peso di tali risultati e si sono impegnati ad avviare un cambiamento radicale che riporti il PD al centro dell’attenzione dei cittadini nel territorio.
Il percorso non è facile perché non mancano le critiche (accordo di potere, divisione delle cariche) alle quali risponde con puntualità Alessio Albertini.
Infatti, Alessio Albertini afferma:  “Leggo ancor oggi di divisioni di cariche e di spartizioni. Penso che questo sia un danno non tanto a me quanto al partito. Quello che vogliamo è il contrario di questo. Stiamo salpando per un mondo nuovo, dove i riferimenti di ieri non sono più sufficienti e continuare a ragionare per etichette o appartenenze è semplicemente sbagliato.  La mia candidatura unitaria rappresenta il contrario di tutto questo. Non ci sono stati né tavolini né caminetti, ma un passaggio di testimone, si sono saldate generazioni vecchie e nuove, in un rimescolamento di appartenenze che impone di ragionare secondo nuovi schemi. Semplicemente questo è quanto avvenuto con il percorso che ha portato alla mia candidatura”.
“Ci dicono, dichiara Albertini, siete un partito lacerato dalle correnti. Io rivendico il nostro dibattito interno, qui non ci sono capi o padroni. Io favorirò sempre il confronto interno anche aspro. Certo, una volta presa una decisione però non esiste che ognuno esca con la propria dichiarazione. All’esterno si deve essere tutti uniti”.
Alessio Albertini conferma che la sua “candidatura è trasversale e unitaria”, il compito che l’aspetta è difficile ma permette di ripartire “con coraggio e con voglia di vincere”, aprendosi alla società ed ai problemi del territorio”.
Albertini ricorda che “c’è stato un momento non lontano in cui il centrosinistra governava la città e molti importanti Comuni della provincia. Poi qualcosa si è inceppato, ci siamo ritirati in un’area sempre più ristretta. Con la situazione oggettivamente difficile del centrodestra abbiamo davanti una prateria. Da oggi si cambia passo. Si torna a correre e questo congresso è come la pistola dello starter che ci farà scattare con grinta e coraggio”.
Alessio Albertini si pone la domanda “perché il PD sia nei fatti il più grande e strutturato partito nazionale e poi le persone faticano a fidarsi di noi. E’ assolutamente necessario tornare a mettersi in sintonia con i bisogni profondi dei veronesi. Su Rivacciai siamo stati in prima linea e giustamente il Ministro Zanonato ha raccolto l’ovazione dei lavoratori che ora vedono una speranza dopo settimane tragiche. Penso anche al rapporto con le associazioni di categoria, con tutto il mondo dell’agricoltura e dell’agroalimentare, punta di diamante dell’economia veronese, troppo spesso trascurato dal nostro partito. Dobbiamo ripartire da quei soggetti, da quelle aziende, da quei soggetti che continuano a resistere in questi mesi durissimi di crisi. Verso questi mondi dobbiamo tornare ad ascoltare con umiltà e poi fare i fatti, perché le parole non sono più sufficienti”.
Sottolinea Albertini “la necessità di maggiore coraggio e voglia di vincere. Vogliamo smettere di essere anti-qualcuno, sia a Roma che a Verona. Questa è una visione minoritaria che deve cambiare. Non voglio più che, come accaduto a me qualche anno fa a Belfiore, si dica ai nostri giovani candidati “sarebbe anche un bravo ragazzo, ma è del PD. Questo è inaccettabile e non deve ripetersi. Un PD unito e sicuro delle proprie idee non teme il confronto con alcuno e deve avere maggiore coraggio anche rispetto ad alleanze con forze politiche disponibili a condividere progetti comuni.  Non esiste che si abbia paura di confrontarci con gli avversari di ieri o che ci si metta a fare gli schizzinosi sugli elettori che magari dopo aver cambiato idea, decidono di darci la loro fiducia”.
Sulle elezioni amministrative della prossima primavera con oltre 50 comuni veronesi al voto Albertini afferma che sarà il primo vero banco di prova di questa segreteria e daremo fin  da subito il massimo sostegno agli amministratori e candidati, perché è soprattutto rispetto alla provincia che il nostro partito deve cambiare atteggiamento. In quest’opera possiamo contare sul governo guidato da Enrico Letta, persona di grande capacità. Il Governo di servizio non rappresenta certo il risultato che tutti noi speravamo di avere dopo le elezioni di febbraio. Ma oggi, seriamente, è l’unica via per tenere in piedi questo paese e dare una speranza di sviluppo per i prossimi mesi”. 
Infine Alessio Albertini si impegna ad intervenire attraverso i parlamentari veronesi del PD al fine di sostenere le istanze del territorio e dei veronesi.
“Occorre, conclude Alessio Albertini, utilizzare alcuni fattori di cambiamento  al fine di mutare  il metodo di lavoro e di impegno politico: Trasparenza, sincerità e franchezza, visione comunitaria che si basi su dei valori comuni, sistema partito aperto ai cittadini e prospettiva unitaria con tutte le persone di buona volontà che intendono offrire il loro contributo”. 
Breve Curriculum Vitae
Alessio Albertini nasce nel 1983 e cresce a Belfiore, dove tutt’ora vive.
Da sempre attivo nella vita associativa e sportiva del suo paese, coltiva anche l’hobby della musica in una cover band.
Dopo il diploma di Liceo Linguistico si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, conseguendo la laurea triennale presso l’Università di Padova e la laurea magistrale presso l’Università di Verona.
Arbitro di calcio F.I.G.C. –A.I.A. dal 2002 al 2008, ha raggiunto discrete soddisfazioni, arrivando ad arbitrare circa quaranta gare di Eccellenza.
Conseguita la laurea nel 2009 inizia a svolgere la pratica professionale in un importate studio legale cittadino, fino ad ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato nel 2013.
Nel frattempo contribuisce a riattivare la Biblioteca comunale di Belfiore, chiusa da anni, e fonda con altri giovani belfioresi l’associazione giovanile “distil-lab”.
L’attività politica inizia nel 2008 con il Partito Democratico. Fonda nel 2010 il Circolo di Belfiore, prima non esistente e nel  2011 si candida a Sindaco di Belfiore con la lista civica “Belfiore x Voi”, sfiorando la vittoria per soltanto 48 voti. E’ attualmente capogruppo in Consiglio Comunale a Belfiore.
Progetto Riscriviamo Verona

Leggi tutto...

Orietta Salemi scrive agli iscritti PD

Care amiche e cari amici,

le convulse vicende politiche che si stanno susseguendo dall’esito del voto di aprile, comunque le si vogliano leggere, segnano una rapidissima trasformazione dell’universo partitico, per altro già avviata da tempo, che ha visto affermarsi la “valanga” Grillo, la scomparsa di alcune forze parlamentari, anche di alcuni leader “storici”, e sta assistendo al terremoto interno ai due partiti più rappresentativi del consenso nazionale, PD e PDL (ora “nuova” Forza Italia) con il rischio, in alcuni momenti, della loro stessa sopravvivenza.
È un momento complesso e confuso della vita della Repubblica – lo dimostra l’anomalia per noi, di un doppio mandato del Presidente Napolitano, con il suo accorato e duro appello a responsabilità per il Parlamento, di un governo transitorio di “larghe intese”, nato dall’emergenza dell’ingovernabilità del Paese, complice una legge elettorale vergognosa e imbarazzante.
Dentro questa storia si innesta la scadenza del congresso del Partito Democratico per il rinnovo dei suoi organismi dirigenti.
La fase congressuale prevede prima lo svolgimento dei congressi territoriali, per le province e le città, poi l’elezione delle cariche nazionali ciò per lasciare più libertà sulla scelta delle figure da porre a guida del partito a livello locale e per contenere il rischio di logiche solo correntizie.
Anche il PD di Verona e della sua Provincia, in questi giorni, è chiamato a sostenere la sua scelta territoriale.
Purtroppo i tempi strettissimi non hanno permesso di coinvolgere di più, come si sarebbe voluto; tuttavia dentro il partito, in modo trasversale, è nato da alcuni mesi un vivaio di idee e di confronto in cui ciascuno, di età, storia personale, formazione, sensibilità differente, ha messo a disposizione il proprio tempo e la propria idea per individuare un profilo adatto a proporre un’identità nuova del partito democratico veronese. È nata la volontà, forse ambiziosa, forse un po’ idealista, ma convinta, di impegnarsi a ri-costruire un partito veronese che si vuole lasciare alle spalle modalità di gestione superate e schemi rigidi di vecchie appartenenze, per concentrare tutte le sue energie migliori nell’interlocuzione del mondo fuori dal partito, con una proposta più aperta, più attenta ai tempi, più libera.
In questo percorso, che ha previsto la convergenza di tutti sulla figura di un giovane avvocato di Belfiore, Alessio Albertini, come coordinatore per la provincia, si inserisce la richiesta di assumermi l’incarico di segretario del partito per la città di Verona. Scrivo solo adesso a voi perché la proposta, nonostante qualche diceria della settimana scorsa a cui non avevo prestato particolare attenzione, mi è stata fatta ufficialmente mercoledì e solo venerdì ho sciolto la riserva dopo che ho sentito le motivazioni politiche e le ragioni personali che hanno indotto molti a scegliere il mio nome dentro una rosa di profili individuati.
La disponibilità che ho dato nasce solo ed esclusivamente nella logica di questo percorso di confronto che ha visto tanti, giovani e meno giovani, mettere per una volta, in secondo piano, le proprie appartenenze (le anime pregresse di popolari, ds, oppure le nuove anime: renziani, cuperliani, civatiani e quant’altro) per affermare con coraggio la voglia di un’anima grande del pd veronese che contiene tutte le altre, non le annulla, ma le valorizza nella dialettica, le orienta a una sintesi per arrivare a obiettivi condivisi e più alti.
Purtroppo, in queste ore, è stato detto di tutto per leggere con sufficiente distanza questo passaggio così delicato per il Partito Democratico.
Tanti, che si sono personalmente impegnati in questo percorso faticoso di sintesi, sacrificando - lo dico senza retorica - il proprio tempo personale, si sono sentiti umiliati per lo sforzo non riconosciuto e per l’idea che si vuole far passare e che vuole dipingere il partito come un mercato in cui si svendono nomi, tra cui il mio, in una logica di faida tra personalismi. Non è così. Perché, vivendoci dentro, vedo che si profila uno spirito diverso dal passato, un’aria più fresca, che pur con esiti imperfetti o con tentativi anche maldestri, cerca il cambiamento.
Ovviamente, come sostengo nel breve scritto programmatico accompagna la mia candidatura, non mi sfugge una cosa: la politica ha le sue regole e la capacità di mediazione è la prima di queste. Solo attraverso di essa è possibile creare una sintesi e alimentare un progetto condiviso. E accordarsi per e nella proposta di scelta dei singoli non è compromesso bieco, ma tentativo di equilibrare le diverse istanze dalle quali dovrà nascere la linea di sintesi politica del pd veronese.
Ho creduto nella legittimità del percorso che ha generato la proposta di Alessio Albertini per la segreteria provinciale e ho accettato di dare la mia disponibilità per la segreteria cittadina solo ed esclusivamente dentro questo percorso.
Cosa chiedo
Se credete che il mio contributo in questo progetto possa essere importante,
che impegnerò, come sono capace e come posso,tutte le mie energie in questo ulteriore cambio di passo del partito e che,con orgoglio, andrò a rappresentare il Pd alla città di Verona, partecipate ai singoli incontri di circolo nelle circoscrizioni di appartenenza ed esprimete con il voto il sostegno alla mia candidatura.
Note un po’… tecniche, ma imprescindibili
Può votare solo chi è iscritto al PD. Chi non ha la tessera, e lo ritiene, può farla in questi giorni al proprio circolo
( in orari previsti dalle aperture) o direttamente durante le assemblee congressuali che si terranno in ciascun circolo (appena uscirà il calendario mi premurerò di inviarlo via mail).
Si vota esclusivamente nel circolo di appartenenza (ogni circolo fa capo a una circoscrizione).
L’eventuale iscrizione è valida fino all’inizio delle operazioni di voto, dopo il confronto e la presentazione dei programmi dei candidati. Per la segreteria cittadina le candidature sono due: la mia (ottavo circolo) e quella di Federico Benini (terzo circolo).
Ovviamente chi è già iscritto è sufficiente che rinnovi la tessera per il 2013.
Questa mia lettera per dirvi che, come sempre, ci tengo a farvi partecipi delle mie scelte, a motivarne l’origine e a chiedere il vostro sostegno, solo se convinto, in questa nuova avventura.
Un caro saluto a tutte e a tutti,
Orietta Salemi
Programma

Leggi tutto...

domenica 13 ottobre 2013

Diego Zardini: proposta di legge sui disabili

Diego Zardini, deputato veronese del Partito Democratico, dopo la presentazione di una interrogazione sul collocamento dei disabili  ha presentato una proposta di legge al fine di liberare da vincoli le assunzioni dei lavoratori disabili  presso i datori di lavoro pubblici.
Si ritiene essenziale l’approvazione della proposta per non sottoporre ai vincoli congiunturali, blocco delle assunzioni per i datori di lavoro pubblico che presentano una pianta organica con personale in eccedenza e soprannumerario, le assunzioni obbligatorie dei lavoratori disabili.
Si riporta il titolo della proposta di legge e la relazione di accompagnamento (Atto Camera 1501).
Proposta di legge: ZARDINI ed altri: "Modifica all'articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68, in materia di assunzioni obbligatorie dei lavoratori disabili presso datori di lavoro pubblici".
Iniziativa dei deputati: ZARDINI Diego; ROTTA Alessia; MORETTI Alessandra; ALBANELLA Luisella; AMODDIO Sofia; BIONDELLI Franca; CARRA Marco; CHAOUKI Khalid; DALLAI Luigi; DI MAIO Marco; D'INCECCO Vittoria; FANUCCI Edoardo; GINOBLE Tommaso; LATTUCA Enzo; MALPEZZI Simona Flavia; MARCHI Maino; MARZANO Michela; MOSCATT Antonino; PETITTI Emma; RAMPI Roberto; RIGONI Andrea; ROSTAN Michela; RUBINATO Simonetta; RUGHETTI Angelo; VALENTE Valeria; VENITTELLI Laura; ZANIN Giorgio; ZAPPULLA Giuseppe.
Relazione
Onorevoli Colleghi! L'inserimento nel mondo del lavoro e l'autonomia economica sono fattori estremamente importanti per l'integrazione sociale delle persone con disabilità. La legislazione italiana in tema di persone con disabilità ha avuto un’evoluzione significativa con la legge 68/99 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili". I processi di integrazione scolastica delle persone con disabilità, la crescente e variegata offerta formativa, l'impegno particolarmente significativo di alcune realtà locali di rafforzare il rapporto tra la persona con disabilità ed il mondo del lavoro, determinano una crescita significativa della domanda di inserimento lavorativo. Tale domanda è alimentata da un flusso annuale di persone con disabilità, che escono dal circuito scolastico- formativo, stimato di almeno 10 mila unità.
La legge n.68/99 rappresenta una profonda innovazione culturale nel settore dell'integrazione lavorativa delle persone con disabilità, in quanto ha introdotto una disciplina ispirata al concetto di "collocamento mirato". La normativa promuove e sostiene l'inserimento individualizzato nel mondo del lavoro delle persone con disabilità in base ad un'analisi delle capacità lavorative del singolo soggetto, delle caratteristiche del posto di lavoro, incoraggiando un'attivazione di azioni positive di sostegno e prevedendo quindi la rimozione dei problemi ambientali e relazionali, che rendono difficile l'inserimento della persona con disabilità nell'attività lavorativa.
Infatti, tramite il collocamento mirato, ossia attraverso una "serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi dei posti, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione è possibile inserire la persona con disabilità nel posto di lavoro adatto.
L’ultima indagine condotta dall’Istat, i cui dati sono confermati dall’Ufficio per i diritti dei portatori di handicap delle Nazioni Unite, rileva che la disoccupazione tra i portatori di disabilità è tra il 50 e il 70% nei Paesi industrializzati e in Italia raggiunge una punta dell’80%, nonostante la legislazione in vigore preveda percorsi specifici per l’inserimento nel mercato del lavoro.
Inoltre, la Corte di Giustizia Europea ha emesso la sentenza C 312/11 che condanna l’Italia per non aver applicato in modo completo i principi europei in materia di diritto al lavoro per le persone con handicap ed invita il Governo ed il Parlamento ad adeguarsi alla Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000.
Spesso il sistema delle norme si frappongono le une alle altre non consentendo un processo di reclutamento delle persone inabili snello e veloce. Per tale motivo è stata presentata la presente proposta di legge che rimuove alcuni ostacoli essenziali al fine di non sospendere e non bloccare i legittimi diritti dei soggetti inabili di entrare nel mondo del lavoro.
La finalità di questa proposta di legge è quella di rendere sempre più reale il diritto del disabile ad accedere al mondo del lavoro superando ed eliminando quegli ostacoli che si frappongono alle assunzioni dei disabili nel caso in cui il datore di lavoro pubblico presenti una pianta organica con personale in eccedenza e soprannumerario.
Inoltre, la proposta di legge obbliga i datori di lavoro pubblici a pubblicare sul proprio sito istituzionale i dati relativi alle quote d’obbligo scoperte a favore delle categorie protette. La trasparenza di tali informazioni mette nelle condizioni i cittadini di conoscere i comportamenti dei datori di lavoro pubblici riguardo lo stato delle assunzioni delle categorie protette e gli organi di controllo di intervenire per far rispettare ai datori di lavoro pubblici le disposizioni di legge in materia di assunzione delle categorie in questione.
Si prende atto positivamente che il Governo Letta con il decreto legge n. 101 del 2013, attualmente in corso di conversione, prevede all’art. 7, comma 6, la deroga al blocco delle assunzioni a favore dei disabili. Si ritiene che non sia sufficiente la deroga in tale materia, la quale è rapportata al momento congiunturale del paese, ma che occorre introdurre una regola generale che garantisca i soggetti disabili da eventuali interventi finalizzati al blocco delle assunzioni così come previsto per il collocamento al lavoro dei centralinisti non vedenti (articolo 4, comma 4, della legge 29 marzo 1985, n. 113).

Leggi tutto...

giovedì 10 ottobre 2013

Alessia Rotta interviene sul femminicidio

Intervento di alto profilo di Alessia Rotta alla Camera dei Deputati
“Signor Presidente, colleghi e colleghi, si muore d'amore o di quello che scambiamo per amore ma soprattutto si muore se l'indifferenza vince, se le persone e le istituzioni non prestano ascolto, non assumono impegni e doveri di donne ed uomini nei confronti di altri: donne, uomini e bambini. Oggi è una giornata importante perché con questo provvedimento che ci accingiamo ad approvare si colpisce uno degli aspetti importanti della questione del femminicidio, della violenza sulle donne.
Se la solennità dell'approvazione di una legge ha un senso, lo ha nel nostro caso, perché finalmente si mette allo scoperto, alla conoscenza e alla coscienza di tutte e tutti, quello che viene considerato, invece, normalmente, a torto, un fatto privato. Si mira perciò un giusto bersaglio: le porte sono aperte, non possiamo più scambiare, per tutela della  privacy, la noncuranza nei confronti di ciò che avviene nel nostro condominio. E questo decreto lo condivido, perché si muove nella logica di una protezione non a prescindere, ma nei confronti effettivamente di persone in situazioni di fragilità e riconosciute in quanto tali, senza invadere la sfera privata, ma delegando alla struttura pubblica il ruolo di garante, perché la convivenza nel nostro Paese si possa modulare in forme civili.
Con questo provvedimento, finalmente, il privato entra nel discorso pubblico: e andiamo a togliere il primo velo, il primo alibi, direi, anche se siamo consapevoli che la strada è lunga, perché il cuore della violenza è quello che si nasconde nelle ancestrali convinzioni di rapporti di coppia fondati sulla prevaricazione, spesso silenziosa, sulla fissità dei ruoli nel rapporto tra uomo e donna, convinzioni talmente consolidate da tramandarsi con un codice non scritto, senza distinzione di censo, istruzione, di età. E se, come diceva Hannah Arendt, esiste una complicità tra il fantasma della forza e l'attitudine alla sottomissione, ebbene, oggi è proprio la ribellione a questa attitudine a generare violenza. È di questa rottura che le donne sono vittima e da cui vanno salvaguardate.
L'attenzione anche mediatica alla denuncia di questi fatti e il largo spazio che stanno trovando nell'opinione pubblica anche i provvedimenti che questo Parlamento sta approvando – dalla Convenzione di Istanbul oggi più volte ricordata a questo decreto – sono la prima dimostrazione che il silenzio è stato rotto, ma dall'altro lato, ci permettono anche di cogliere, attraverso chi, con superficialità, derubrica la questione etichettandola «di genere», quanto abbiamo colto e stiamo cogliendo nel segno. Tra loro, infatti, si nascondono i detrattori, gli ignavi, gli indifferenti: sono anche loro soprattutto complici nel creare quell'immaginario diffuso in cui, per un'indeterminata alchimia, i fatti di violenza contro le donne sono accettabili, sempre giustificabili; i fatti di violenza contro le donne sono pezzi di inevitabile normalità.
Noi ci ribelliamo a questo: questo Parlamento vuole esprimere e dare corpo e voce alla coscienza, anche giovane, che vuole rompere le strane alleanze che troviamo, nella politica e fuori, tra conservatori, tra uomini e persone che non si trovano a loro agio e anche l'alleanza con molta opinione pubblica, che impedisce qualsiasi cosa – come hanno detto molte colleghe prima di me – venga fatta perché non è mai abbastanza, perché presenta dei limiti e perché non va mai bene niente, con il solo fine, ci sembra, che nulla davvero venga fatto. 
Sappiamo che questo provvedimento non è risolutivo di tutto, che non con le sole norme penali e con le azioni di polizia si salvano le donne, ma questo provvedimento riafferma il diritto alla sicurezza delle donne. E, poi, questo provvedimento va molto oltre, affrontando la questione culturale, che è alla base del problema. In particolare, quando si prevede un piano contro la violenza sessuale e di genere, che prevede campagne d'informazione e promozione in ambito scolastico – sono stati ricordati i vari provvedimenti –, la collaborazione tra le istituzioni. Anche questo, secondo me, è un fatto straordinariamente rilevante, perché tutta la società ne è finalmente coinvolta: non ci sono più soggetti titolati in via esclusiva, cui le altre istituzioni, la società italiana, delegano questo compito. Ma questo è un fatto sociale e come tale ce ne assumiamo tutti la piena responsabilità.
Penso a quanto sta già avvenendo grazie all'azione legislativa e alle risposte che abbiamo e possiamo vedere sui territori, dove pure respiriamo sete di fare qualcosa, dove tutte e tutti chiedono di essere coinvolti; penso alle iniziative già partite, alle campagne di educazione nelle scuole; penso ad altre che stanno nascendo, dalla riflessione approfondita sul tema, dallo scambio e dalle relazioni tra donne e istituzioni; penso a chi sta immaginando iniziative per garantire quell'indipendenza economica alle donne vittime di violenza che rischiano, altrimenti, una volta uscite dalla loro famiglia di violenza, di trovare altri nuovi carnefici senza questa indipendenza; penso ad un altro traguardo che va proprio in questa direzione, ovvero quella che la violenza contro le donne è una violenza contro tutte e tutti.
Il GIP di Trento, il dottor Forlenza, recentemente, nel processo a carico di Vittorio Ciccollini che il 12 agosto ha ucciso Lucia Bellucci, ha accettato che un'associazione di cittadine e cittadini dal nome «Isolina e», nata proprio per la prevenzione del femminicidio a Verona, a fine giugno, si costituisse parte civile in quanto parte offesa nel processo, e dunque nei processi a venire, per «uccisione di una donna». Questa associazione si è costituita non solo nella fase del giudizio, ma anche nel momento processuale antecedente, quello delle indagini preliminari; in questi giorni infatti è stato accolto il perito di parte. Il significato simbolico va ben oltre il caso in oggetto perché la decisione del GIP sancisce che da oggi in Italia, per l'ordinamento italiano, il femminicidio non è più una questione privata, tra l'omicida e la vittima, ma è una questione pubblica, tra l'omicida e tutte le donne rappresentate dalle loro associazioni.
Questo, penso anche sia frutto del lavoro intrapreso non solo in Parlamento ma dentro quest'Aula e fuori. Oggi abbiamo visto, appunto, che si può morire d'amore, si muore d'amore e che di questo ci dobbiamo occupare, ma che si muore anche di frontiera, mi riferisco a quello che si è consumato oggi, ancora una volta, nell'indifferenza dell'Europa, nel canale di Sicilia; speriamo di occuparci presto anche di questo in quest'Aula (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Leggi tutto...