martedì 24 novembre 2009

Frantumi da ricomporre fa tappa a Mozzecane

Prosegue il tour di presentazione del libro “Frantumi da ricomporre” che rappresenta un’occasione di dialogo e confronto con le persone sul funzionamento della macchina pubblica.
L’opportunità è stata offerta da Elena Campedelli, segretaria del circolo PD e studentessa universitaria, e dal circolo PD di Mozzecane (VR).
L'argomento della efficienza ed efficacia delle Pubbliche Amministrazioni interessa i cittadini, i quali direttamente ed indirettamente sono coinvolti dall'offerta dei servizi pubblici.
I lavori sono stati introdotti brillantemente da Elena, la quale ha sottolineato le problematiche relative alla inefficienza delle PA e gli effetti che si producono nei confronti dei cittadini nell’offerta dei servizi pubblici. Dopo l’introduzione sono intervenuti i relatori: Federico Testa, deputato del PD, Franco Bonfante, consigliere regionale del PD, ed Antonino Leone, coautore del libro.
Gli interventi dei relatori hanno rappresentato un quadro completo dell’argomento: dalle proposte del PD con il senatore Pietro Ichino agli errori di Brunetta espressi nei contenuti normativi del decreto delegato, dalla domanda dei cittadini e delle imprese di servizi pubblici più efficienti alle prospettive di cambiamento delle PA.
Si è ritenuto che il Governo e con esso il ministro Brunetta hanno perso un’occasione preziosa per avviare un cambiamento radicale delle PA. Nella preparazione del decreto attuativo hanno prevalso i condizionamenti del ministro dell’Economia e degli apparati dello Stato che hanno condizionato l’attuazione del disegno innovativo contenuto dalla legge delega.
L'incontro di Mozzecane è riuscito grazie alla partecipazione attiva delle persone ed ai relatori, i quali hanno reso semplice e chiaro un tema così tanto complesso.

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venerdì 20 novembre 2009

Repubblica degli stagisti a Verona

Incontro pubblico organizzato dai giovani del Partito Democratico

Repubblica degli stagisti: Servizi e tutele per i giovani che entrano nel mondo del lavoro

Mercoledi 25 Novembre 2009 alle ore 18,30
Sala riunioni del Partito Democratico, Piazza Cittadella, 22 Verona


Coordina:
Federico Benini, coordinatore comunale Generazione Democratica

Intervengono:
Eleonora Voltolina, giornalista e fondatrice di Repubblica degli stagisti
Antonino Leone
, fondatore di Cambiamento nelle organizzazioni

All’incontro interverrà Giandomenico Allegri, coordinatore provinciale del Partito Democratico di Verona

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Frantumi da ricomporre a Mozzecane

Incontro pubblico del Partito Democratico di Mozzecane

Pubblica Amministrazione: burocrazia ed inefficienza possono causare disservizi. Discutiamo insieme le soluzioni con la presentazione del libro

FRANTUMI DA RICOMPORRE
Riforme legislative e innovazioni di management per migliorare la produttività delle organizzazioni pubbliche

Lunedi 23 novembre 2009 alle ore 20,45
Sala riunioni di Villa Ciresola, Via C. Montanari 61 Mozzecane (VR)

Coordina:
Elena Campedelli, coordinatrice del circolo PD di Mozzecane
Intervengono:
Antonino Leone, co-autore del libro
Federico Testa, parlamentare e docente di Economia e gestione delle imprese – Università di Verona
Franco Bonfante, consigliere regionale del PD



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mercoledì 18 novembre 2009

Proposte per gli stage negli enti pubblici

Uno stage in un ufficio pubblico dovrebbe valere un tot di punti nei concorsi. In questo modo gli ex tirocinanti di un dato ente avrebbero un piccolo vantaggio rispetto agli altri partecipanti, qualora si aprisse un concorso per assumere personale. La proposta è stata lanciata da Eleonora Voltolina della Repubblica degli Stagisti e Antonino Leone, animatore del blog Cambiamento nelle organizzazioni, nel corso della trasmissione radiofonica "Facebook su Radio Hinterland" condotta da Gabriele Pugliese.
A fianco dell'esercito di stagisti delle imprese private (almeno 305mila nel 2008, secondo l'ultima indagine Excelsior di Unioncamere) marcia infatti l'esercito degli stagisti degli enti pubblici. Più difficile da quantificare: Almalaurea nel suo Rapporto annuale rileva che quest'anno sono stati circa 50mila gli studenti universitari che hanno scelto di completare la propria formazione attraverso un tirocinio in un ente o azienda pubblica, a cui vanno sommati i 35mila studenti che hanno fatto lo stage direttamente all'interno dell'università. Risultato: 85mila stagisti all'anno - e contando solo gli studenti universitari, esclusi quindi i diplomati, i laureati, i disoccupati…
A voler quantificare con molta prudenza, si può calcolare che gli uffici pubblici (comuni province e regioni, ministeri, tribunali, università, agenzie ambientali, istituti previdenziali, comunità montane…) ogni anno ospitino almeno 100mila tirocinanti. Per loro i principi espressi nella Carta dei diritti dello stagista sono spesso un miraggio, specialmente per quanto riguarda due aspetti molto significativi: il rimborso spese e la percentuale di assunzione dopo lo stage. Le casse sono sempre vuote, e le assunzioni vengono fatte tramite concorso: così accettare uno stage in un ente vuol dire pagarselo di tasca propria - contando sul sostegno della famiglia - e alla fine far fagotto e cercare nuove strade, senza poter sperare di proseguire l'esperienza.
La proposta di Eleonora Voltolina e Antonino Leone mira a riequilibrare almeno in parte questa situazione di svantaggio. Un giovane che fa uno stage di qualche mese in un ufficio pubblico impara a conoscerne i meccanismi di funzionamento, le persone, le gerarchie, i modelli operativi: un patrimonio di conoscenze e competenze che però, se lo stage finisce con una stretta di mano, viene sprecato. I concorsi banditi dalla pubblica amministrazione valutano oggi solo le conoscenze teoriche: e da questo deriva che non sempre le assunzioni corrispondano alle esigenze operative degli uffici. Occorre invece cominciare a valutare anche e soprattutto le competenze delle persone, cioè il “saper fare”. Attribuendo un punteggio agli stage in caso si aprano posizioni lavorative, non si farebbe altro che formalizzare questo dato di fatto: e cioè che, a parità di merito, è meglio assumere come nuova risorsa qualcuno che conosca già un determinato ente piuttosto che qualcuno che non ci abbia mai messo piede. Il che non significa garantire a chi fa stage negli enti pubblici il posto fisso: vuol dire solamente dare a queste persone, che hanno fatto un'esperienza formativa in un determinato ufficio, la possibilità di avere qualche chance in più di essere assunti lì dentro.
Per tale motivo Eleonora Voltolina e Antonino Leone propongono che uno stage in una pubblica amministrazione abbia un peso in sede di concorso. Se credete in questa proposta, vi invitiamo a sottoscriverla utilizzando il Forum del sito Repubblica degli stagisti: basterà scrivere il proprio nome, cognome e città.

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Repubblica degli stagisti

Nel periodo di grave crisi economica emergono i problemi strutturali del sistema Italia e tra questi: la disoccupazione, il dualismo tra protetti e precari, il rischio che dopo la crisi si riduca la base occupazionale delle imprese e la formazione dei giovani.
La formazione dei giovani viene realizzata attraverso progetti di stage, i quali se gestiti bene possono rappresentare una occasione positiva per le aziende di assumere persone già conosciute e valutate e per i giovani di realizzare un primo contatto con il mondo del lavoro e di aumentare le loro conoscenze e competenze.
Eleonora Voltolina ha realizzato la “Repubblica degli stagisti”, nato all’inizio come blog informativo e trasformato dall’aprile di quest’anno in sito web con maggiori possibilità di crescita e velocità, che offre informazione, sostegno, servizio e denuncia dei finti stage.
Eleonora è una giornalista che dopo varie esperienze di stage ha pensato di costituire un spazio on line per discutere e approfondire le varie problematiche, mettere sotto controllo e rendere trasparenti gli stage.
La Repubblica degli Stagisti si pone l’obiettivo di sostenere i giovani nel complesso mondo del lavoro ed aiutarli a trovare e scegliere le migliori opportunità di formazione e lavoro.
Il sito web si articola nel modo seguente:
- Le news offrono notizie sulle migliori occasioni di stage, interviste, approfondimenti e inchieste;
- Una sezione è dedicata alla normativa;
- Un’altra sezione è dedicata ai commenti dei lettori;
- Il Forum offre la possibilità ai giovani di proporre argomenti di discussione;
- Una parte è dedicata agli annunci di stage. In questa sezione le aziende, che hanno aderito all’iniziativa Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello stagista, possono proporre i loro stage ed i giovani possono trovare e scegliere tra gli stage proposti.
L’adesione al progetto Bollino OK Stage e la sottoscrizione della Carta dei diritti dello stagista garantisce i giovani dagli stage spazzatura. Questo è il più importante servizio che la Repubblica degli stagisti garantisce ai giovani. Carta dei diritti e Bollino
La quantità degli stage aumenta di anno in anno ed è diventato uno strumento molto utilizzato dalle aziende perché costa poco o nulla. Per tale motivo occorre prestare attenzione in quanto molti stage non offrono possibilità di crescita delle competenze ai partecipanti e servono solo a reclutare manodopera per smaltire arretrati o lavori che non svolge nessuno.
Ritengo che i giovani che non sono entrati ancora nel mondo del lavoro ed intendono partecipare agli stage dovrebbero avvicinarsi e partecipare alla”Repubblica degli stagisti” per essere consigliati e sostenuti nell’affrontare questa nuova esperienza.
Se l’esperienza dello stage viene condotta in modo pessimo i giovani ne subiranno le conseguenze in termini di perdita di tempo, di mortificazione e di approccio negativo al lavoro.
Si rammenta che la Repubblica degli stagisti ha scoperto e denunciato alcuni stage che non rispettavano la normativa vigente:
- Superstage in Calabria ed interrogazione del senatore Pietro Ichino;
- Progetto "Les 4" di Promuovi Italia: il rovescio della medaglia.
Si segnalano alcun esperienze di stage avviati con la Repubblica degli stagisti. Storie di stage
Ritengo che la Repubblica degli stagisti rappresenti una opportunità positiva per i giovani, i quali molto spesso sono lasciati soli ad affrontare i problemi della loro età tra cui quello della formazione e dell'inseirmento nel mondo del lavoro.

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lunedì 16 novembre 2009

Le bugie di Brunetta

Ho letto sul Corriere della Sera del 15 novembre un servizio dedicato al Ministro Renato Brunetta firmato da Lorenzo Fuccaro. I contenuti dell’articolo mi hanno sorpreso per i seguenti motivi:
- Le bugie di Brunetta;
- Le reticenze del giornalista che ha riportato solo le dichiarazioni del ministro astenendosi dal verificare e valutare le dichiarazioni stesse.
In tal modo non si propone un servizio ai lettori per capire in modo oggettivo i contenuti della riforma delle Pubbliche Amministrazioni ma al contrario si crea soltanto confusione.
Riforma Bipartisan. Il Ministro Brunetta dichiara che la riforma della PA è “sostanzialmente bipartisan dato che vi hanno lavorato persone di sinistra come Pietro Ichino, Enzo Bianco e Linda Lanzillotta”.
Il Ministro Brunetta dimentica con molta superficialità che il Partito Democratico non ha espresso voto favorevole alla legge n. 15/2009 (in prima lettura al Senato si è astenuto in quanto si era creato un clima di fattiva collaborazione, alla Camera dei Deputati ha votato contro per le modifiche apportate dalla maggioranza ed al Senato non ha partecipato al voto in quanto le proposte del PD non state considerate).
In merito allo schema del decreto legislativo di attuazione della legge n. 15/2009, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza nelle pubbliche amministrazioni, il Partito Democratico ha espresso parere negativo, ha presentato una proposta alternativa di parere ed ha invitato il Governo a ritirare la proposta. Parere sull’Atto del Governo n. 82
L’impegno dei rappresentanti del PD, il quale si è realizzato con proposte concrete (valutazione indipendente, trasparenza totale, benchmarking) finalizzate a migliorare il provvedimento sono state in parte recepite dalla legge n. 15/2009 e disattese dal decreto legislativo n. 150/2009, non può autorizzare il Ministro Brunetta a parlare di provvedimento bipartisan in quanto si tratta semplicemente di una scelta responsabile a favore del cambiamento della PA non recepita dal Ministro.
Inoltre, occorre considerare che i contenuti normativi del decreto legislativo sono meno innovativi ed efficaci rispetto a quanto previsto dalla legge n.15/2009 e dalla prima bozza del decreto legislativo.
Valutazione indipendente. E’ necessario chiarire che il decreto legislativo n. 150/09 non istituisce alcuna autorità indipendente ma si limita a prevedere la costituzione di una commissione di valutazione centrale con autonomia, indipendenza e poteri limitati rispetto alle previsioni dell’art. 4, comma 2 lettera f), della legge n. 15/09 ed all’art. 5 del disegno di legge n. 847/2008 presentato dal senatore Pietro Ichino e altri. Pertanto, la previsione della commissione di valutazione disciplinata dal decreto di attuazione non corrisponde alle aspettative del Partito Democratico.
Le modalità di organizzazione e le norme relative alla gestione finanziaria della Commissione Centrale sono stabilite con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione ed opera in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e con il Ministero dell’economia e delle finanze. Gli organi di valutazione periferici sono nominati dalle direzioni generali degli enti e degli organi pubblici. Queste norme limitano di fatto l’indipendenza e l’autonomia delle Commissioni di valutazione. Infine la Commissione centrale è priva di potere sanzionatorio o di interdizione di fronte alle violazioni della trasparenza totale ed alla mancanza di autonomia dei valutatori delle commissioni periferiche.
Opzione voice. Nel decreto attuativo non vi è traccia della partecipazione delle associazioni degli utenti ad un confronto costruttivo con gli organi di valutazione. Le informazioni, le proposte e le valutazioni dei cittadini, della stampa e delle università sono importanti e rappresentano una fonte ricca di informazioni da utilizzare per accelerare il processo di cambiamento della PA.
Occorre utilizzare lo spazio di partecipazione che offre la trasparenza totale al fine intervenire, controllare e richiedere servizi pubblici più efficienti. Il rapporto tra le PA ed i cittadini clienti è essenziale per innovare l’offerta di servizi pubblici.
Centralizzazione. Il decreto attuativo si caratterizza per l’eccesso di legificazione e di centralizzazione e per l’occupazione di spazi di responsabilità attribuite ai dirigenti ed alla contrattazione collettiva. Regole minuziose e dettagliate sono state introdotte dal decreto delegato ed assegnate ai dirigenti in materia di contrattazione collettiva e di sistema incentivante.
Per responsabilizzare i dirigenti occorre garantire loro la discrezionalità organizzativa e nello stesso tempo controllare i risultati conseguiti. I dirigenti incapaci di conseguire gli obiettivi del piano vanno licenziati.
La metodologia del Ministro Brunetta offre nuovi alibi al management pubblico, i quali nel caso in cui non conseguono gli obiettivi del piano affermeranno che le procedure e le regole minuziose e dettagliate stabilite dal decreto attuativo non consentono una performance migliore.
L’obiettivo della “convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, con particolare riferimento alle relazioni sindacali” (art. 2, lettera a, della legge n. 15/09) e la previsione che “è riservata alla contrattazione collettiva la determinazione dei diritti e delle obbligazioni direttamente pertinenti al rapporto di lavoro” (art. 3, lettera a), della legge n. 15/09) sono disattesi dal decreto delegato che si pone in discontinuità con le riforme Cassese e Bassanini. Il processo di privatizzazione del pubblico impiego segna una battuta di arresto.
Misurazione del Lavoro. Molti enti, organi e dipartimenti pubblici non hanno ancora introdotto la misurazione del lavoro. Questa operazione rappresenta il presupposto per realizzare una valutazione seria e completa della produzione e la totale trasparenza della performance delle PA. Occorre stabilire i prodotti da misurare, introdurre parametri di quantità e di qualità dei servizi offerti, stabilire gli standard di produttività ed iniziare a misurare la produttività individuale degli operatori pubblici. Solo dopo l’implementazione operativa di tali parametri può iniziare la valutazione delle commissioni previste a tale scopo. Questa operazione non è facile per gli organismi pubblici che hanno operato fino a questo momento senza controllo e business plan perché manca loro la cultura del lavoro pubblico. Il Ministro Brunetta anziché perdere tempo in dichiarazioni pretestuose dovrebbe attivarsi per avviare tale processo.
Fino al 2009 il salario accessorio è stato distribuito a pioggia a tutti gli enti e da questo momento in poi il decreto attuativo non lo permette e, pertanto, occorre intervenire con urgenza per allineare il sistema della PA alle nuove regole altrimenti si corre il rischio di non poter assegnare i premi incentivanti.
Organizzazione e legge. Il Ministro Brunetta è convinto che il sistema delle PA può essere migliorato solo attraverso la legge, stabilendo minuziosamente il ruolo del management pubblico, la lotta all’assenteismo, la produttività del lavoro, la contrattazione collettiva ed altro. Non comprende che una buona legge non può prevedere in modo dettagliato ogni cosa e perfino i cambiamenti che avvengono nel mondo delle organizzazioni private e pubbliche.
Per migliorare una struttura organizzativa occorrono regole e valori, responsabilità e capacità, conoscenze e competenze, adeguamento e visione, cultura aziendale e leadership. Questi fattori organizzativi, i quali vanno aggiornati di continuo per adeguarsi ai cambiamenti veloci che avvengono nel pianeta, hanno bisogno di nuove condizioni e di poche regole efficaci stabilite dalla legge per realizzare il cambiamento nel sistema della PA. In definitiva sono necessarie le riforme legislative che non siano pervasive e le innovazioni di management, le quali non possono essere stabilite per legge in quanto mutano di continuo, in un rapporto di complementarietà nel rispetto dello spazio di ciascun strumento.

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sabato 14 novembre 2009

Debutto di Frantumi da ricomporre a Verona

Il libro “Frantumi da ricomporre” è stato presentato a Verona da Giandomenico Allegri, imprenditore e segretario provinciale del PD, Chiara Lupi, direttrice editoriale di Libri Este, Donata Gottardi, docente di Diritto del Lavoro presso l’Università degli studi di Verona, Federico Testa, parlamentare del PD e docente di Economia e gestione delle imprese presso l’Università degli studi di Verona, e Antonino Leone, autore insieme a Mita Marra del libro.
Sono stati trattati i seguenti argomenti che hanno coinvolto i partecipanti:
- Assenteismo;
- Fannulloni;
- Rapporto tra le PA e le imprese;
- Qualità dei servizi;
- Rapporto tra i cittadini clienti e gli erogatori dei servizi;
- Trasparenza totale;
- Valutazione indipendente ed autonoma delle PA.
L’incontro ha registrato un’ampia partecipazione e un interesse particolare verso le tematiche trattate dal libro e rappresentate dai relatori, i quali con capacità e metodo hanno coinvolto i partecipanti.
I diversi relatori sono stati in grado di costruire insieme un quadro che rappresentasse la realtà ed i problemi della PA che si ripercuotono sui cittadini clienti e sulle imprese in un momento in cui la crisi economica richiede un sostegno reale da parte della macchina pubblica tramite un’offerta di servizi efficiente ed efficace. L’obiettivo è quello di sopportare il disagio sociale dei ceti più deboli, la competitività delle imprese ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Sono intervenuti: - Franco Pratticò, medico chirurgo dell’Ospedale di Borgo Trento, il quale ha rappresentato le esperienze condotte in Israele in tema di gestione delle prescrizioni mediche e dell’assistenza domiciliare; Silvana Ascari, operatrice dell’Inps di Legnago, la quale si è soffermata sulla riorganizzazione dell’Inps; Marta Ferretti, operatrice della Sanità, la quale ha rappresentato alcune problematiche del settore.
All’incontro hanno partecipato studenti universitari ed operatori della scuola, dell'università, della sanità e degli enti pubblici.
Alla fine dell’incontro i partecipanti hanno avuto modo di socializzare e di scambiarsi opinioni mentre consumavano l’aperitivo. Con mia sorpresa e contentezza diverse persone mi hanno chiesto di scrivere una dedica sul libro e di presentare il libro in altre realtà territoriali.
Dall’incontro si può ricavare che le capacità e le conoscenze delle persone se messe insieme producono dei risultati utili ed apprezzabili. La frammentazione nella società ed anche nelle Pubbliche Amministrazioni non crea benefici. Per tale motivo ringrazio Mita Marra, Donata Gottardi, Federico Testa, Pietro Ichino, Silvano Del Lungo, Francesca Simeoni, Chiara Lupi e Giandomenico Allegri che sono riusciti a superare in modo spontaneo la frammentazione, a realizzare Frantumi da ricomporre ed a costruire i contenuti dell’incontro tanto apprezzati.
Silvano Del Lungo e Pietro Ichino, impossibilitati a partecipare all'incontro, mi hanno inviato e-mail di congratulazioni e di auguri per il successo della presentazione.

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lunedì 9 novembre 2009

Presentazione del libro: "Frantumi da ricomporre"

Presentazione del libro
FRANTUMI DA RICOMPORRE
Riforme legislative e innovazioni di management per migliorare la produttività delle organizzazioni pubbliche

Venerdì 13 novembre 2009 alle ore 18,00
Liston 12 - Piazza Bra, 12 - Verona

Coordina:
Giandomenico Allegri,
Segretario Provinciale PD Verona

Intervengono:
Antonino Leone e Mita Marra,
autori del libro

Chiara Lupi, direttore editoriale Este

Donata Gottardi, docente di Diritto del lavoro - Università di Verona

Federico Testa, parlamentare e docente di Economia e gestione delle imprese – Università di Verona

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Ripresa dell’Italia e dopo

In questi ultimi giorni abbiamo letto le notizie riguardanti la ripresa economica dell’Italia, il sorpasso nei confronti dell’Inghilterra e la disoccupazione record degli USA.
Il sorpasso nei confronti dell’Inghilterra non tiene conto del tasso di cambio sterlina/euro e del tasso di svalutazione della sterlina.
Il confronto del PIL tra Italia e Regno Unito per essere significativo deve essere effettuato con i dati del Fondo Monetario Internazionale basati sulla parità dei poteri d’acquisto, depurando cosi gli effetti del tasso di cambio. Da un articolo di noiseFromAmerika emerge che l’Italia si trova posizionata dopo il Regno Unito.
La produzione industriale del 2009 dimostra che la crescita dell’Italia presenta dei dati negativi: - Primo trimestre -6%; Secondo trimestre -6%; Terzo trimestre -3,4%. I dati avvalorano che la produzione in Italia è in discesa e che dal terzo trimestre si prefigura una discesa rallentata.
I problemi dell’Italia non sono solo economici (produzione, esportazione, occupazione, competitività) ma derivano anche dalla spesa pubblica. Il rapporto deficit PIL dell’Italia è il seguente:
- 2008 = -2,73%;
- 2009 = -5,60%;
- 2010 = -5,63%.
Rispetto agli altri paesi europei il deficit dell’Italia aumenta superando di almeno il doppio il parametro richiesto dal trattato di Maastricht.
Inoltre, occorre considerare che l'economia italiana è caratterizzata da una bassa crescita e scarsa produttività.
Un’altra notizia preoccupante è quella dell’aumento della disoccupazione che raggiunge il 10,2% negli Stati Uniti nel momento in cui il PIL aumenta del 3,5%. Questo è un segnale allarmante in quanto la crescita economica potrebbe essere accompagnata da una base occupazionale più bassa rispetto al periodo anteriore alla crisi.
A questo punto occorre porsi per l’Italia le seguenti domande:
- L’equilibrio che si verrà a creare dopo l’uscita dalla crisi quale base occupazionale realizzerà?;
- Le imprese italiane soprattutto le PMI nel nuovo equilibrio che si verrà a creare saranno nelle condizioni di esprimere una competitività che consente loro di rimanere nel mercato globale?;
- La forbice tra ricchi e poveri si allargherà privilegiando i più ricchi ed estendendo la fascia dei poveri?
Gary Hamel in una intervista al Corriere della Sera del 26 ottobre afferma che le aziende “devono essere sempre più snelle ed efficienti, molto adattabili, capaci di cambiare anche il modello di business. Spesso ci vuole una crisi per cambiare, come è successo nella musica e come sta succedendo per editoria e banche. Ma bisognerebbe imparare ad adattarsi ai cambiamenti senza la pressione di una crisi, che è purtroppo costosa. L’innovazione è l’unico modo per crescere”.
Il Governo si è sempre rifiutato di varare delle riforme nel periodo di crisi al fine di aiutare le imprese ed i lavoratori ad affrontare con maggiori margini le difficoltà economiche.
Le imprese italiane, comprese le PMI, hanno innovato a sufficienza per affrontare il nuovo equilibrio che si verrà a creare dopo la crisi? Hanno inventato un modello di business adatto ai tempi?
Molte imprese e soprattutto le medie, piccole e micro imprese rischiano di uscire dal mercato a causa della diminuita domanda internazionale.
Tutte queste problematiche se non affrontate in tempo e con urgenza porteranno l’Italia ad uscire dalla crisi ma con un minor numero di imprese e con una base occupazionale meno ampia.
Ritengo che l’ottimismo di Berlusconi e di Tremonti è ininfluente sull’economia italiana e toglie attenzione ai problemi reali (competitività delle imprese italiane, base occupazionale, sostegno ai ceti più deboli).
Condivido le preoccupazioni di Epifani, il quale afferma che “la crisi non è ancora risolta, c’è una ripresa molto bassa ed i problemi della disoccupazione sono ancora irrisolti. Avendo tante piccolissime imprese e tanti artigiani è chiaro che una crisi cosi prolungata e un credito cosi difficile fa venir meno tante aziende e tanti lavoratori”.

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