sabato 6 marzo 2010

Arbitrato: Attacco all’art 18 dello Statuto dei lavoratori

Intervista a Pietro Ichino di Stefano Feltri, pubblicata da il Fatto Quotidiano il 6 marzo 2010
“Un marginale allentamento dei bulloni della macchina del diritto del lavoro”. Il senatore del Partito democratico Pietro Ichino, giuslavorista, professore alla Statale di Milano, riassume così il disegno di legge appena approvato in via definitiva al Senato che modifica le tutele per i nuovi assunti e, secondo quanto denuncia il sindacato della Cgil, si rivelerà un modo per aggirare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sul licenziamento e l’eventuale reintegro del lavoratore nelle aziende con più di 15 dipendenti.

Professor Ichino, perché e come questa legge indebolisce le tutele dei lavoratori?
La norma che consente di inserire la clausola arbitrale nel contratto individuale, nei settori non coperti da contratto collettivo, si presta effettivamente ad abusi. Ma non mi sembra questo il peggio della legge.

La Cgil, però, sostiene che in questo modo è a rischio l’articolo 18 e ha proclamato uno sciopero per il 12 marzo.
In linea teorica è vero. In pratica, però, questo rischio riguarda situazioni marginali di piccole imprese, dove non si applica il contratto collettivo, nelle quali già oggi il diritto del lavoro correttamente applicato è un’eccezione. E già oggi ci sono modi molto più facili e meno costosi di eludere l’articolo 18 e le altre protezioni.

Per esempio quali?
Oggi l’imprenditore spregiudicato che vuole eludere il diritto del lavoro può farlo semplicemente facendo “aprire la partita Iva” al lavoratore e simulando un rapporto di collaborazione autonoma. Questo è il vero attacco all’articolo 18, la vera destrutturazione del diritto del lavoro. Altro che la clausola arbitrale, costosa ed esposta a mille trappole. Sono pronto a scommettere che saranno pochissimi i casi di clausola arbitrale individuale attivati da questa nuova norma. Mentre le false partite Iva sono centinaia di migliaia o milioni.

Cosa cambia, per un lavoratore, nel portare le proprie controversie davanti a un arbitro invece che davanti al giudice del lavoro?
Innanzitutto il costo: il ricorso al giudice non costa nulla. Inoltre l’arbitro ha minori poteri istruttori del giudice.

Questa legge riguarda soltanto chi si prepara a entrare nel mercato del lavoro o i suoi effetti sono anche retroattivi?
Questa legge è un minestrone: 50 articoli, che trattano di tutto, dai lavori usuranti ai gruppi sportivi delle Forze Armate, dai permessi per i portatori di handicap alle aspettative per i Vigili del Fuoco, dai concorsi universitari alla dirigenza degli istituti di ricovero e cura. Alcune norme riguardano tutti, vecchi e nuovi. Quella sulla clausola arbitrale individuale riguarda soltanto i nuovi assunti.

Quali sono gli aspetti più negativi del provvedimento?
Il più grave è che la legge introduce l’arbitrato nelle controversie del pubblico impiego: questo rischia di consentire le peggiori malversazioni in materia di immissioni in ruolo e di promozioni.

E c’è qualche elemento positivo?
Francamente, in questa legge non ne vedo molti, né rilevanti. E anche quel poco di buono che ci si può trovare è vanificato dalla farraginosità e disorganicità del testo legislativo. Quando una legge è illeggibile, come lo è questa, non può fecondare la società civile a cui è destinata.

Quando si introducono norme che aumentano la flessibilità, si dice sempre che la contropartita sarà un aumento dell’occupazione. E’ così anche in questo caso?
Qui non vedo nessuna flessibilità. C’è solo un marginale allentamento dei bulloni della macchina del diritto del lavoro, una riduzione della sua effettività al margine. Ma noi non abbiamo bisogno di ridurre l’effettività del nostre leggi in questa materia: abbiamo bisogno semmai di un nuovo diritto del lavoro più adatto ai tempi e più effettivamente capace di applicarsi a tutti.

Il Partito democratico sembra essersi accorto di questa norma soltanto negli ultimi giorni. L’opposizione ha sottovalutato la portata del disegno di legge?
Non è vero: guardi nel mio sito tutto il dibattito su questa legge, nell’autunno scorso, quando è passata dal Senato in seconda lettura. Io, poi, ne ho scritto ben due volte sulla prima pagina del Corriere della Sera.

Qual è l’idea del mercato del lavoro che ha il governo, alla luce di questo provvedimento?
Il governo non ha un disegno organico di riforma del mercato e del diritto del lavoro; ed è proprio con questa legge-minestrone che lo ha dimostrato. Il governo continua a intervenire con ritocchi della disciplina “al margine”, riducendo o indebolendo le protezioni nella parte già oggi meno protetta della forza-lavoro. Così il regime di apartheid fra protetti e poco o per nulla protetti si aggrava. E il Paese continua a relegare le nuove generazioni nei bad jobs e a non investire sul capitale umano di metà dei suoi lavoratori.
Interviste a Pietro Ichino: Stampa 5 marzo, Secolo XIX 6 marzo Interventi di Pietro Ichino, Tiziano Treu e Enrico Morando
Documento dei giovani del PD di Verona

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mercoledì 3 marzo 2010

Mozione di sfiducia nei confronti di Loris Marini

I consiglieri del Partito Democratico della 6^ circoscrizione di Verona hanno predisposto una mozione di sfiducia nei confronti del vice-presidente Marini che con il suo comportamento razzista ha leso le istituzioni nei suoi valori fondamentali di democrazia ed eguaglianza ed ha attaccato il consigliere circoscrizionale Yared Ghebremariam-Tesfaù con espressioni offensive e razziste. Per tale motivo Marini non può più rappresentare le istituzioni.
La mozione verrà presentata al più presto presso la 6^ circoscrizione.
Inutili sono le scuse ed i comportamenti strumentali di coloro che intendono soffocare e attenuare la gravità del comportamento di Marini.
Si riporta la mozione di sfiducia.
"Nella seduta del Consiglio Circoscrizionale dello scorso 24 febbraio il Marini, all’interno della discussione dulla variante al PRG riguardante il cosiddetto “Traforo delle Torricelle”, ha apostrofato il consigliere Yared con la frase “vergognati extracomunitario”
Preso atto
- Della chiara intenzione del Marini non tanto di contraddire un’idea esposta dal consigliere Yared quanto piuttosto di offendere pesantemente la sua persona con un attacco di intolleranza razzista;
- Della incapacità di Marini di saper gestire le sue pulsioni di carattere razzista;
- Della inopportunità che il Consiglio si veda rappresentato da un personaggio che non esita ad utilizzare evidenti frasi di stampo razzista in luoghi istituzionali;
- Biasima le parole del consigliere Marini e le idee che esse rappresentano;
Ritenendo per quanto sopra esposto il consigliere Marini indegno di rappresentare il Consiglio, i sottoscritti consiglieri presentano questa mozione di sfiducia personale nei confronti del vice-presidente sig. Marini e chiedono al Consiglio di farla propria, invitando i consiglieri tutti, al di là degli schieramenti politici di appartenenza, un sussulto di dignità morale e di rispetto della persona più che delle direttive di partito”.
Il consigliere Marini nel caso in cui prendesse coscienza del comportamento lesivo ed irresponsabile assunto – cosa improbabile - dovrebbe dimettersi immediatamente altrimenti vuol dire che nelle cose che ha fatto ci crede veramente ed il caso diventa più grave per le istituzioni e per la convivenza civile e democratica della nostra comunità veronese.

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Problematiche e soluzioni del mondo del lavoro

E' il tema del convegno che si terrà venerdì 5 marzo alle ore 18,00 presso  Palazzo Maggi (Biblioteca Comunale) in via Ferrarini 1 - Nogara (VR)

Intervengono:
Paolo Nerozzi, senatore Pd
Franco Bonfante, consigliere Pd per la Regione Veneto
Alberto Lanza, Vicario Centro per l’Impiego di Legnago
Emiliano Galati, Presidente sindacato parasubordinati C.I.S.L.
Luigi Santoni, segretario C.G.I.L.
Antonino Leone, promotore del blog "cambiamento nelle organizzazioni"

Coordina: Laura Roveri, Circolo PD Nogara

Il senatore Paolo Nerozzi ha presentato il  disegno di legge "Il contratto unico di ingresso" sottoscritto da 60 senatori del Partito Democratico, tra i quali Pietro Ichino. Il disegno di legge si ispira alla proposta di “contratto unico” di lavoro formulata dagli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi.
Si segnala la seguente pubblicazione: Tito Boeri e Pietro Garibaldi, Un nuovo contratto per tutti, Chiarelettere

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martedì 2 marzo 2010

Razzismo e discriminazione da Loris Marini della Lega

Come Giovani Democratici di Verona manifestiamo la nostra vicinanza a Yared Ghebremariam-Tesfau, nostro coordinatore per il comune di Verona e consigliere del PD in sesta circoscrizione, per l'attacco verbale da lui subito la settimana scorsa da parte del consigliere di maggioranza Loris Marini, che gli si è rivolto con l'espressione "Vergognati extracomunitario!" durante l'ultimo consiglio di circoscrizione in presenza dell'assessore Corsi.
Riteniamo che il fatto sia particolarmente grave per due motivi. Innanzitutto, per una ragione culturale: l'espressione e il tono utilizzati da Marini sono la dimostrazione di come una parola dal significato originariamente non dispregiativo come "extracomunitario" sia ormai diventata, nel linguaggio comune di una certa parte politica, un vero e proprio insulto, sdoganando in questo modo l'idea che un colore della pelle diverso o un nome straniero siano di per sé motivo di attacco e di disprezzo. In secondo luogo, ciò che rende l'episodio ancora più grave è che esso sia avvenuto in una sede istituzionale, durante un confronto che avrebbe dovuto essere "democratico", tra rappresentanti eletti dai cittadini.
Alle osservazioni di carattere sostanziale e politico relative all'oggetto del dibattito, il consigliere Marini ha saputo reagire soltanto con insulti razzisti, denotando scarso rispetto per le istituzioni e incapacità di sostenere il confronto su toni civili.
Non possiamo chiudere gli occhi davanti a un episodio del genere, a maggior ragione in una città come Verona dove il tacito appoggio dell'amministrazione a idee estremiste, razziste e xenofobe ha già portato ad un clima generale di tensione e intolleranza in cui gli episodi di violenza non sono mancati.
Questa non è la città dove vogliamo vivere. Non vogliamo assuefarci e considerare "normale" che un consigliere leghista dica "vergognati straniero" ad un avversario politico. Sono frasi che non accettiamo in alcun caso, e ancora meno in una sede istituzionale.
Come Giovani Democratici auspichiamo che, da un lato, vengano presi i debiti provvedimenti all'interno del Consiglio, come richiesto dalla mozione di biasimo e sfiducia presentata dai consiglieri di opposizione della sesta circoscrizione; dall'altro, ci auguriamo che i riflettori restino accesi su questo episodio evidenziandone tutta la gravità, e che la città non faccia orecchie da mercante girandosi dall'altra parte, ma reagisca, indignata, contro questi atteggiamenti razzisti e intolleranti che rischiano di diventare cultura dominante con l'avvallo dell'amministrazione leghista.
Susanna Beltrame
vice-coordinatrice provinciale GD
Condanna al vile comportamento del vice presidente della circoscrizione Loris Marini è stato espresso stamattina in una conferenza stampa da Giandomenico Allegri, segretario provinciale del PD, da Donatella Andreani e Giorgio Furlani consiglieri della 6^ circoscrizione, da Emanuele Amaini, coordinatore comunale del PD, da Susanna Beltrame in rappresentanza dei giovani del PD e da Franco Bonfante, consigliere regionale.
I consiglieri della 6^ circoscrizione del PD hanno preparato una mozione di sfiducia nei confronti di Loris Marini, vice-presidente della 6^ circoscrizione.
A Yared che conosco personalmente e stimo tanto per i valori della democrazia e della uguaglianza in cui crede esprimo tutta la mia solidarietà personale.
Occorre porre particolare attenzione ai comportamenti ed ai messaggi che provengono dalla lega e dal centro destra in quanto sono indirizzati a cambiare il paradigma della democrazia in Italia e questo non può essere consentito da tutti coloro che credono nei valori fondanti dello stato italiano.

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lunedì 1 marzo 2010

Franco Bonfante: Proposta per il Veneto

in materia di lavoro, di pubbliche amministrazioni e servizi pubblici locali
In occasione della partecipazione di Pietro Ichino e Federico Testa al convegno di Verona del 1° marzo su “Il cambiamento delle politiche del lavoro, delle PA e dei servizi pubblici locali nella Regione Veneto” ho ritenuto essenziale approfondire gli argomenti al fine di predisporre una proposta per la Regione Veneto nelle materie sopra specificate. La regione Veneto nella prossima legislatura deve assumere un ruolo di programmazione, di sostegno e di coordinamento per guidare le amministrazioni locali alla realizzazione del cambiamento nei servizi ai cittadini, ai lavoratori, alle imprese ed all’economia. 
La grave crisi economica e sociale che l’Italia vive ci insegna che tali interventi sono necessari per sostenere l’economia veneta, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, per sopportare le piccole e micro imprese venete e sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti ed autonomi della Regione Veneto.
Politica del Lavoro.
In materia di lavoro condivido le proposte di Boeri e Ichino e ritengo necessario e urgente riorganizzare e potenziare la politica attiva del lavoro della Regione Veneto che al momento è insoddisfacente poiché sono stati trascurati i servizi di rioccupazione, di riqualificazione professionale e di sostegno alle imprese ed ai lavoratori in difficoltà attraverso la flexsecurity.
Pertanto occorre:
- Introdurre un sistema di valutazione indipendente per tali servizi;
- Realizzare attraverso la rete la trasparenza dell’offerta di informazione ai lavoratori, dell’assistenza, della formazione professionale e del sostegno alle imprese ed ai lavoratori;
- Sperimentare modelli di flexsecurity, già collaudati nei paesi nord-europei, nel senso indicato da Boeri ed Ichino, al fine di rafforzare la sicurezza dei lavoratori attraverso la riallocazione nelle imprese in crescita e la flessibilità delle imprese nel caso in cui si trovino coinvolte nei processi di aggiustamento industriale;
- Correlare l’offerta di lavoro con la domanda ed attivare servizi di rioccupazione in settori e servizi la cui domanda al momento risulta sommersa e l’offerta potrebbe rilevarsi ampia.
Amministrazioni territoriali.
La qualità della vita dei cittadini e la competitività delle piccole e micro imprese del Veneto può essere elevata se i servizi offerti dalle PA in regime di monopolio vengono gestiti in modo efficiente ed efficace utilizzando gli strumenti e le metodologie proposte da Pietro Ichino per le regioni (debiti delle PA verso le imprese, costi della burocrazia).
A tale scopo è necessario introdurre alcuni istituti e strumenti:
1) Autorità indipendente regionale costituita da membri indipendenti e autonomi dai dirigenti, dal potere politico, dalla Giunta regionale e dal Consiglio Regionale che:
- Garantisca la trasparenza totale attraverso la rete degli obiettivi e dei risultati dalle strutture;
- Controlli e valuti gli obiettivi assegnati ed i risultati conseguiti dalle strutture pubbliche;
- Sostenga la introduzione della misurazione del lavoro e delle tecniche di management per valutare la produttività e l’efficienza di ciascuna struttura;
- Controlli affinché la valutazione dei dipendenti venga effettuata dal management in modo serio e responsabile;
- Promuova ogni anno un confronto pubblico tra la valutazione dell’Autorità e le valutazioni dei cittadini attraverso le associazioni dei consumatori, i ricercatori e gli studiosi.
2) Merito, premi e disincentivi. Le strutture pubbliche che conseguono gli obiettivi dei piani devono essere premiate con incentivi. Al contrario le strutture che non rispettano i piani non hanno diritto al salario accessorio. Ai dirigenti che risultano incapaci di conseguire gli obiettivi prestabiliti per la struttura deve essere revocato l’incarico. Inoltre deve essere facilitata la mobilità tra gli enti.
3) Benchmarking. Tale tecnica va utilizzata da tutte le strutture particolarmente da quelle che hanno bisogno di migliorare la performance ed allinearsi agli obiettivi del piano. La comparazione deve essere effettuata tra strutture omogenee ed è finalizzata ad applicare le best practice nella struttura che la effettua.
Servizi pubblici locali.
Un primo problema da affrontare è quello di riconsiderare lo spoils system, il quale in Italia deve essere utilizzato per attrarre nel settore pubblico talenti e manager di successo puntando sulla trasparenza, rigore e merito cosi come avviene in Gran Bretagna. Utilizzare lo spoils system per occupare posizioni di potere porta a nominare persone incompetenti ed a conseguire risultati di gestione diversificati ed inadeguati rispetto alla domanda dei cittadini clienti.
La proposta di Federico Testa di prevedere l’istituzione di Autorità indipendenti di regolazione per superare i conflitti fra ruolo di indirizzo politico, ruolo regolatorio e ruolo gestionale è condivisibile. Si ritiene necessario, cosi come prospetta Testa, disegnare un ruolo delle Regioni per sostenere ed assistere le Amministrazioni locali nella predisposizione dei bandi di gara e nella valutazione delle offerte. Si registra una frammentarietà nei risultati e nelle tariffe delle aziende che gestiscono i servizi pubblici locali ed un utilizzo dei profitti da parte degli enti per finalità diverse da quelle dei settori da cui provengono con conseguenti rischi per gli investimenti e per il livello delle tariffe. Occorre anche in questo caso rendere trasparenti le scelte, gli obiettivi ed i risultati conseguiti dalle aziende pubbliche ed organizzare momenti di confronto tra gli Amministratori ed i cittadini.
Franco Bonfante

Il documento è stato realizzato sulla base degli studi e delle proposte fatte sugli argomenti trattati da:
- Tito Boeri e Pietro Ichino, Linee di una politica regionale del lavoro;
- Pietro Ichino, Trasparenza, valutazione indipendente e benchmarking per ridare prestigio ed efficienza all’amministrazione regionale e alle amministrazioni locali;
- Federico Testa, Servizi Pubblici Locali;
- Franco Bonfante, Proposta di legge regionale “Misure a favore dei lavoratori dipendenti, autonomi e parasubordinati in difficoltà a seguito della crisi economica. modifiche alla legge regionale 13 agosto 2004, n 19 “interventi di ingegneria finanziaria per il sostegno e lo sviluppo delle piccole e medie imprese”;
- Antonino Leone e Mita Marra, Frantumi da ricomporre, Libri Este, 2009.

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venerdì 26 febbraio 2010

Convegno: Proposta per la Regione Veneto

Convegno Pubblico:
Proposta per la Regione Veneto
in materia di lavoro, pubbliche amministrazioni e servizi pubblici locali

Lunedi 1° marzo 2010 alle ore 21,00 al Liston 12 di piazza Brà 12 - Verona


Intervengono:
Pietro Ichino, senatore e docente di Diritto del Lavoro – Università di Milano
Federico Testa, parlamentare e docente di Economia e gestione delle imprese – Università di Verona
Franco Bonfante, consigliere regionale del PD

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giovedì 25 febbraio 2010

Lo sgombero delle Associazioni di Borgo Nuovo

I documenti smentiscono l’assessore del comune di Verona Polato
In una recente interrogazione regionale, il consigliere Bonfante aveva sostenuto che le associazioni avente sede nella “Cittadella delle Associazioni” di Borgo Nuovo avevano ricevuto una raccomandata da AGEC, su ordine dell’amministrazione comunale di Verona, di “restituire le chiavi e togliere il disturbo”.
L’assessore al patrimonio, Polato, rispose che ciò non corrispondeva al vero.
Con l’odierna conferenza stampa, il consigliere regionale affiancato da Antonio Ramella, presidente circolo ARCI “Nuova Città”, Salvatore Passaro e Anna Foresti, già consigliere di AGEC con delega alle associazioni, hanno presentato la documentazione che smentisce le dichiarazioni dell’assessore.
Infatti le raccomandate che impongono la restituzione delle chiavi sono pervenute ad alcune associazioni già nel 2009. Sulle rimanenti grava il peso di una decisione già presa che non tiene conto del valore sociale di una realtà unica, quale la “Cittadella della Associazioni”.
“A fronte della volontà di aumentare significativamente i compensi dei consiglieri di amministrazione dell’AGEC” dichiara Antonio Ramella “risulta una scelta di pura ipocrisia il richiedere incongrui canoni d’affitto ad Associazioni ONLUS la cui funzione è, per definizione, prettamente rivolta al sociale.”
A dar forza a questa posizione vi è una lettera, ancora senza risposta, di denuncia della difficile situazione e di preoccupazione per il futuro del progetto in questione, datata 25 Gennaio 2010 delle associazioni al sindaco ed agli assessori competenti.
Favorire la vita delle associazioni impegnate nel sociale rappresenta un grande investimento per la comunità veronese e un'alternativa ai gruppi che creano problemi di convivnza sociale. Pertanto, il comune di Verona dovrebbe ritornare sui suoi passi e realizzare gli obiettivi del progetto"Cittadella delle Associazioni".


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Manifestazione dei lavoratori della GlaxoSmithKline

I ricercatori della GlaxoSmithKline hanno organizzato una manifestazione in piazza Dante a Verona contro la decisione dell'azienda di chiudere il centro di ricerca di Verona. Alla manifestazione hanno partecipato i cittadini veronesi,  le organizzazioni sindacali, una delegazione dei giovani del PD che hanno distribuito un documento e tra questi Franco Bonfante, consigliere regionale.
Come hanno riportato i giornali in questi ultimi giorni la società multinazionale GlaxoSmithKline ha deciso di chiudere il centro ricerche di Verona, impegnato nella ricerca nell’ambito farmaceutico delle Neuroscienze, entro il 2010 e di conseguenza licenziare 550 ricercatori e 200 persone impegnati nei servizi di supporto.
Questa decisione nasce dall’esigenza degli azionisti di GSK di ridurre costi ed aumentare i profitti (11% di aumento invece del 14% atteso). Pertanto, non si tratta di una crisi economica del settore a livello internazionale o finanziaria dell’azienda ma di una riorganizzazione che interviene nel modo più semplice e rapido: tagliare i costi del personale altamente qualificato nei settori meno remunerativi per aumentare i profitti del’azienda e la remunerazione del capitale investito dagli azionisti.
Una scelta sciagurata per una azienda competitiva come la GlaxoSmithKline, la quale non considera il valore umano e professionale dei lavoratori della conoscenza ed interviene in modo contabile e ragionieristico, dimenticando per convenienza la responsabilità sociale dell’impresa. I manager dichiarano che le persone sono la loro maggiore risorsa e persistono nel considerarle secondo gli approcci tradizionali in termini di problemi, procedure, costi anzichè risorse.
Lo scopo di una impresa, come ricorda Peter Drucker, non è la massimizzazione dei profitti ma la sua continuità per dare un contributo all'economia ed alla società.
Molte aziende multinazionali dello stesso livello della GSM sono intervenute per migliorare la performance della propria azienda ricorrendo ad altri strumenti: la strategia, i prodotti, inventando settori. La GSM utilizza lo strumento più facile, il taglio del personale, evitando cosi di impegnare i propri managers in strategie molto più impegnative.
Purtroppo tutto questo accade in un momento non favorevole per la ricerca in Italia. Infatti il Governo dedica circa lo 0,5% del PIL alla ricerca e non crea condizioni favorevoli all’innovazione e per attrarre investimenti esteri indispensabili alla crescita economica dell’Italia. Le imprese private non investono in modo adeguato nella ricerca e rischiano di essere meno competitive nel mercato internazionale.
La cosa più grave è rappresentata dal fatto che alcune ricerche non remunerative ma molto importanti per le persone rischiano di non essere realizzate se il Governo non crea delle condizioni favorevoli per le imprese. Quindi, ricerche nell’ambito delle neuroscienze, il caso GSM, o in altri settori non vengono intraprese o peggio ancora vengono abbandonate in quanto non offrono profitti certi ed immediati.
E’ necessario che il Governo prenda coscienza di tali problemi e tralasci altri interessi come il processo breve, il legittimo impedimento, le intercettazioni ed inizi ad interessarsi dell’economia reale, la quale non può essere sostenuta solo dall’ottimismo e da alcuni slogans quali la crisi è alle spalle e una crisi finanziaria.
Oggi pomeriggio vi è un confronto con il Governo sui problemi dei ricercatori della GSM e spero, dopo la passerella di diversi ministri a cui abbiamo assistito, che la situazione del centro ricerche di Verona venga presa in seria considerazione e vengano risolti i problemi dei lavoratori della conoscenza della GSM di Verona.
“Bella e partecipata la manifestazione dei dipendenti della GSK in Piazza dei Signori.” Dichiara Franco Bonfante, consigliere regionale del PD, che vi ha partecipato in segno di solidarietà. “Peccato non sia stata autorizzata la prosecuzione dell’iniziativa anche in Piazza Brà: un eccesso di formalismo che si poteva superare in breve tempo con il buon senso e che non tiene conto dell’emozione, attenzione e coinvolgimento che il “caso GSK” suscita in tutti i Veronesi.” “L’auspicio, prosegue Bonfante, è che ora il Governo affronti con determinazione la situazione e parli con una voce sola”.
“Ribadiamo, dichiarano i giovani del Partito Democratico, il nostro sostegno e la nostra vicinanza ai dipendenti della GSK impegnati nella difficile vertenza di queste settimane, e ripetiamo la richiesta, già presentata dal Partito Democratico al governo locale, cittadino e regionale, perché metta in campo, quanto prima, ogni sforzo possibile per garantire lavoro, certezze e aiuti a coloro che, in questi mesi, rischiano, o concretamente perdono, il proprio posto di lavoro”.
“Ci auguriamo, concludono i giovani del PD, che l’ottimismo, cui si viene spesso esortati in questo periodo, smetta di essere uno spot elettorale, e diventi, quanto prima e a tutti gli effetti, una modo di guardare al futuro sulla base di solide sicurezze. Cominciando a lavorare e a porre le basi oggi, per costruire il rilancio, lo sviluppo e il benessere della Verona di domani”.
Documento dei giovani del Partito Democratico

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martedì 23 febbraio 2010

AGSM: sempre più giù

Provvedimento ad personam per il presidente di AGSM Gian Paolo Sardos Albertini
L’ordine degli avvocati vieta ai propri iscritti, tra cui il Presidente di AGSM, di assumere cariche gestionali in aziende e, quindi, da due anni e mezzo Sardos Albertini è incompatibile con la iscrizione all’ordine professionale degli avvocati di Trieste.
La maggioranza di centro destra del comune di Verona per superare tale ostacolo ed in vista del rinnovo delle nomine nelle aziende partecipate propone alcune modifiche dello statuto di AGSM per salvaguardare la posizione di Sardos Albertini.
Ieri la proposta di deliberazione relativa alle modifiche dello statuto di AGSM è stata discussa nella 7^ commissione ed è stata approvata con i voti della sola maggioranza.
Le proposte di modifica riguardano i poteri del Presidente di AGSM che sono state circoscritte alle sole funzioni di rappresentanza legale ed istituzionale dell’Ente.
“Avevamo ragione noi, dichiara Giancarlo Montagnoli. La discussione in commissione consiliare della delibera che azzoppa il Presidente di AGSM è proprio ad personam. Anzi, doppiamente. Una prima volta perché vale solo per lui e per nessun altro Presidente che continuerà ad esercitare i poteri straordinari e ad avere un budget a disposizione. Una seconda perché tende a mettere al riparo lo stesso Presidente dal aut aut a cui l'ha sottoposto l'Ordine degli avvocati di Trieste a cui è iscritto: o avvocato o Presidente senza incarichi gestionali”.
“Abbiamo sfidato l'Amministrazione, conclude Montagnoli consigliere comunale del PD, a fare analogo provvedimento anche per AMIA, AMT e AGEC: hanno assicurato che lo faranno. Scommettiamo che non se ne farà niente perché nessuno ha interesse a crearsi problemi con Alleanza nazionale (AMT), con la Lega (AMIA) o con Forza Italia (AGEC)”.
Prima della riunione della 7^ commissione Giancarlo Montagnoli aveva citato su Facebook Giovanni Giolitti a proposito dell’abito su misura.
La delibera approvata dalla Commissione prevede di poter ricorrere a figure professionali di legali, qualificate per dirigere la società.
Ritengo che la delibera di modifica dello Statuto non nasce dalle esigenze gestionali di AGSM ma esclusivamente dalla necessità di superare lo stato di incompatibilità del presidente e che la possibilità di ricorrere a figure professionali per dirigere l’azienda è pericolosa in quanto crea le condizioni per moltiplicare gli incarichi esterni ed introduce in AGSM un tipo di gestione frammentaria e circoscritta a singoli fatti gestionali. I contenuti della delibera non affrontano i problemi relativi alla governance di AGSM e delle altre aziende controllate ma si limitano a risolvere un problema di carattere personale.
La Governance dell’aziende controllate dal Comune e, quindi, di AGSM va affrontata nella prospettiva di un miglioramento dei servizi attraverso una valutazione seria e responsabile dei seguenti temi:
- Introduzione della figura dell’Amministratore Delegato;
- Redistribuzione delle funzioni e delle responsabilità tra il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e l’Amministratore Delegato;
- Riconsiderazione del ruolo e delle funzioni del Direttore Generale, il quale ricopre delle responsabilità previste per una azienda municipalizzata e non per una società per azioni;
- La revisione dei compensi in rapporto alle responsabilità, compresi quelli del presidente di AGSM;
- La creazione di un quadro coerente e chiaro di riattribuzioni delle responsabilità tra gli organi.
Purtroppo la maggioranza di Tosi nel comune di Verona si preoccupa soltanto di mantenere gli accordi di potere in vista delle regionali e del rinnovo delle nomine.
Una cosa accomuna Berlusconi e Tosi: i provvedimenti ad personam.

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