lunedì 15 marzo 2010

Repubblica degli stagisti: stage irregolari in Basilicata

Stage retribuiti nelle pubbliche amministrazioni. Vera e utile formazione o assistenzialismo finanziato con fondi pubblici? Dopo il caso dei superstage calabresi, scovato nel 2009 dalla testata online Repubblica degli Stagisti e proseguito tra polemiche e interrogazioni parlamentari, questa volta si passa in Basilicata, dove a poche settimane dalle elezioni il consiglio regionale ha avviato un "Programma tirocini formativi" per mille cittadini inoccupati o disoccupati.
Il bando, in scadenza proprio oggi a mezzogiorno, prevede stage di 12 mesi da svolgersi presso 250 enti locali lucani, con un'indennità di partecipazione per i partecipanti di 770 euro al mese. Per realizzare questo progetto la Regione Basilicata andrà a spendere oltre 15 milioni di euro, prendendoli dal Fondo per lo sviluppo europeo 2007-2013.
Un'iniziativa apparentemente lodevole, se non fosse – denuncia oggi la Repubblica degli Stagisti dalla sua homepage – che la durata di questi stage di questi stage è contra legem. Il decreto ministeriale 142/1998 sui tirocini – che pure è citato come riferimento normativo all'articolo 1 del bando – prevede infatti che i tirocini di persone disoccupate o inoccupate possano durare al massimo sei mesi. Invece, come il consiglio regionale calabrese aveva incautamente raddoppiato la durata massima dei tirocini per i laureati (da 12 a 24 mesi), così quello lucano adesso prova a raddoppiare quella per i disoccupati, facendola lievitare da 6 a 12.
«Vicende come queste mostrano come nel circolo vizioso dell’arretratezza del Mezzogiorno italiano non entrino soltanto la criminalità organizzata, l’arretratezza delle infrastrutture e il difetto diffuso di senso civico, ma anche una gravissima deformazione assistenzialistica delle politiche del lavoro e più in generale della spesa pubblica: deformazione che in questi ultimi due casi risulta oltretutto sostenuta dall’intero arco delle forze politiche» dice alla Repubblica degli Stagisti Pietro Ichino, senatore e giuslavorista che già si era occupato del caso-fotocopia dei superstage calabresi: «Gioca poi la sua parte anche l’inerzia del governo centrale, che avrebbe il potere di impedire queste evidenti violazioni delle leggi dello Stato e truffe ai danni del Fondo Sociale Europeo».
Domani Ichino presenterà un'interrogazione parlamentare ai ministri Sacconi e Brunetta per chiedere conto di questa situazione: «Che cosa i ministri interrogati intendano fare per impedire questo nuovo evidente e grave abuso assistenzialistico dei contributi del Fondo Sociale Europeo e questa altrettanto evidente violazione della disciplina legislativa in materia di tirocini formativi, finalizzata – come l'esperienza calabrese insegna – all'aggiramento del principio costituzionale dell'accesso ai pubblici uffici per concorso».

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sabato 13 marzo 2010

I video di Franco Bonfante

I video testimoniano in parte le proposte e gli argomenti trattati durante la campagna elettorale di Franco Bonfante. “Dall’Amianto: un killer silenzioso al convegno con Pietro Ichino e Federico Testa su “Una proposta per il Veneto in materia di lavoro, PA e servizi pubblici locali.

Si indicano gli argomenti trattati nei video:

1 Occupazione femminile e ricollocamento nel mondo del lavoro - Pietro Ichino;

2 L'Italia terreno di cultura per l'imprenditoria mondiale - Pietro Ichino;

3 Pubblica amministrazione: la trasparenza è importante! - Franco Bonfante;

4 Le riforme si fanno quando c'è né bisogno - Franco Bonfante;

5 Bortolussi: "Veneto, il cuore verde d'Europa" - Franco Bonfante;

6 Bonfante a Lavoro e Economia - Franco Bonfante;

7 Bonfante sulla mancanza dello statuto della Regione Veneto - Franco Bonfante;

8 Bonfante: lavoratori della Glaxo e la crisi economica - Franco Bonfante;

9 Bonfante: ammortizzatori sociali e legge sulla partecipazione dei lavoratori - Franco Bonfante;

10 Franco Bonfante - Amianto: un killer silenzioso - Franco Bonfante.

I video rappresentano una forte testimonianza dell’impegno di Franco Bonfante in questa impegnativa campagna elettorale.

Video di Franco Bonfante inseriti nel sito http://www.francobonfante.it/

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venerdì 12 marzo 2010

Flavio Zanonato e Franco Bonfante a Verona

Doveva essere un incontro conviviale tra amici e si è trasformato in un evento ricco di entusiasmo e di contenuti.
A scaldare l’ambiente ci ha pensato Flavio Zanonato, sindaco di Padova, il quale ha dichiarato di essere presente all’incontro per sostenere Franco Bonfante, candidato in consiglio regionale per il Partito Democratico, per i seguenti motivi:
- Apprezzamento per il lavoro svolto nella Regione Veneto con competenza e capacità;
- La sua esperienza di Sindaco di Cerea lo mette nelle condizioni di operare bene nella prossima legislatura. Bonfante conosce i problemi delle città e rappresenta per tale motivo una risorsa per il Partito Democratico Veneto e non come altri consiglieri che fanno fatica a capire i problemi dei comuni.
Inoltre, Zanonato si è soffermato sulle prospettive della Regione Veneto affermando che con Zaia si ritorna indietro in quanto il Pdl è un partito romano e centralista e la Lega si interessa solo dei problemi della Lombardia. Con Bortolussi si crea la prospettiva di riportare attenzione ed interesse verso la Regione Veneto, la quale deve guardare al futuro ed aprirsi all’Europa.
Zanonato ha polemizzato con la Lega sul tema della sicurezza affermando che occorre utilizzare tutti gli anelli della risoluzione del problema e non soltanto la repressione che rappresenta l’ultimo anello.
L’incontro è stato aperto da Giandomenico Allegri, segretario del Partito Democratico della provincia di Verona, che ha portato i saluti agli intervenuti, ha ringraziato Zanonato per la sua presenza ed ha ribadito l’importanza di votare PD alle prossime elezioni regionali.
Franco Bonfante ha sottolineato l’importanza della strategia del Partito Democratico nel Veneto che si propone di rappresentare insieme i lavoratori dipendenti ed autonomi e di farsi carico dei problemi delle piccole e micro imprese del Veneto senza le quali non si può disegnare un piano di sviluppo e di crescita economica nella Regione.
Bonfante ha rappresentato i problemi delle piccole e medie imprese con le quali ha contatti continui a Cerea.
Subito dopo l’appuntamento di Verona Flavio Zanonato e Franco Bonfante sono partiti per essere presenti ad altri incontri che si sono svolti a Soave e Cazzano di Tramigna. Si registra in tali incontri una rilevante partecipazione.
All’incontro nel comune di Cazzano di Tramigna ha partecipato la senatrice Mariapia Garavaglia.

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giovedì 11 marzo 2010

Berlusconi e le leggi ad personam

Dichiarazioni di Pietro Ichino, Federico Testa e Franco Bonfante
Ieri il Senato ha approvato il ddl sul legittimo impedimento avvalendosi di due voti di fiducia. Il provvedimento diventerà legge dopo la firma del Presidente della Repubblica e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Con tale normativa gli impegni istituzionali del Presidente del Consiglio e dei Ministri si trasformano in legittimo impedimento.
Per Berlusconi rappresenta una nuova condizione per non essere processato e, quindi, a differenza di tutti i normali cittadini la legge lo sottrae ad affrontare di fronte ai giudici i suoi problemi di carattere personale che hanno rilevanza per la giustizia.
Con questa norma si allunga l’elenco dei provvedimenti legislativi ad personam approvate dal 2001 dal centro destra che favoriscono le attività economiche e le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi.
“L’espressione “legge ad personam”, dichiara il senatore Pietro Ichino, è una contraddizione: la legge, per sua natura, pone una norma di carattere generale. A ben vedere quando si emana una legge per risolvere un caso singolo, si abusa del potere legislativo, si compie un atto incostituzionale. Se poi il caso singolo risolto vede coinvolto il legislatore stesso, allora si ricade nell’interesse privato in atti d’ufficio”.
“Il Governo Berlusconi e la maggioranza di centro-destra, conclude Pietro Ichino, agiscono invece sistematicamente sulla base della convinzione che la legge possa essere utilizzata per risolvere anche i casi singoli. Questa è una concezione della legge profondamente sbagliata, incostituzionale”.
Il Parlamento dall’inizio dell’anno è tutto impegnato a trattare gli argomenti che più interessano Berlusconi e rimandare i problemi urgenti del paese. Oltre al problema dell’eventuale incostituzionalità dei temi imposti al Parlamento vi è l’urgenza di affrontare i problemi economici e del lavoro del paese.
“La situazione economica del Paese e le difficoltà sempre più ardue che si trovano ad affrontare le imprese, dichiara Federico Testa parlamentare del PD, specie di piccola dimensione, ed i lavoratori, imporrebbero al Governo di dare priorità a questi temi, invece di concentrare le sue energie sulle problematiche giudiziarie personali del premier”. “Manca infatti una strategia, conclude Federico Testa, in tema di politica industriale, che affronti le drammatiche contingenze ma abbia anche la capacità di guardare alle prospettive più di lungo periodo in tema di sopravvivenza del tessuto industriale nel nostro Paese, a fronte di rilevanti rischi di nuova delocalizzazione”.
Franco Bonfante, candidato del PD al consiglio regionale del Veneto, dichiara che” in un momento di grande emergenza per il lavoro e per la creazione di ricchezza in Italia il Governo Berlusconi si occupa esclusivamente di provvedimenti ad personam, bloccando il Parlamento sul processo breve, legittimo impedimento e decreto salva-liste. L’invito dell’Ocse a ridurre la tassazione ed il cuneo fiscale sui redditi da lavoro e a non ricorrere ai condoni, posizione sostenuta dal Partito Democratico con priorità al problema del lavoro, non è stato mai accolto”.
Per lo scarso interesse del Governo e di Berlusconi rispetto ai problemi del paese gli elettori democratici di destra e di sinistra dovrebbero assumere un comportamento responsabile per difendere i valori della costituzione e portare al centro del dibattito i problemi sociali ed economici del paese attraverso un voto a favore del Partito Democratico. I cittadini devono reagire a queste provocazioni del Governo che esprime un impegno pieno verso le difficoltà di Berlusconi ed un disinteresse verso i problemi di sopravvivenza dei ceti più deboli e delle piccole e micro imprese.
Si indicano di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 (elenco pubblicato da Repubblica il 23 novembre del 2009) ad oggi dai governi di centrodestra, compresa la Lega, che hanno prodotto benefici per Berlusconi e le sue società.
"1 Legge n. 367/2001. Rogatorie internazionali. Limita l'utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria. La nuova disciplina ha lo scopo di coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo "Sme-Ariosto 1" (corruzione in atti giudiziari).
2 Legge n. 383/2001 (cosiddetta "Tremonti bis"). Abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni. (Il governo dell'Ulivo l'aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire).
3 Legge n.61/2001 (Riforma del diritto societario). Depenalizzazione del falso in bilancio. La nuova disciplina del falso in bilancio consente a Berlusconi di essere assolto perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato" nei processi "All Iberian 2" e "Sme-Ariosto2".
4 Legge 248/2002 (cosiddetta "legge Cirami sul legittimo sospetto"). Introduce il "legittimo sospetto" sull'imparzialità del giudice, quale causa di ricusazione e trasferimento del processo ("In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l'incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la Corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell'imputato, rimette il processo ad altro giudice"). La norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati.
5 Decreto legge n. 282/2002 (cosiddetto "decreto salva-calcio"). Introduce una norma che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali.
6 Legge n. 289/2002 (Legge finanziaria 2003). Condono fiscale. A beneficiare del condono "tombale" anche le imprese del gruppo Mediaset.
7 Legge n.140/2003 (cosiddetto "Lodo Schifani"). E' il primo tentativo per rendere immune Silvio Berlusconi. Introduce il divieto di sottomissione a processi delle cinque più altre cariche dello Stato (presidenti della Repubblica, della Corte Costituzionale, del Senato, della Camera, del Consiglio). La legge è dichiarata incostituzionale dalla sentenza della Consulta n. 13 del 2004.
8 Decreto-legge n.352/2003 (cosiddetto "Decreto-salva Rete 4"). Introduce una norma ad hoc per consentire a rete 4 di continuare a trasmettere in analogico.
9 Legge n.350/2003 (Finanziaria 2004). Legge 311/2004 (Finanziaria 2005). Nelle norme sul digitale terrestre, è introdotto un incentivo statale all'acquisto di decoder. A beneficiare in forma prevalente dell'incentivo è la società Solari. com, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo "Mhp". La società controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi.
10 Legge 112/2004 (cosiddetta "Legge Gasparri"). Riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni. Introduce il Sistema integrato delle comunicazioni. Scriverà il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: "Il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) - assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione - potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti".
11 Legge n.308/2004. Estensione del condono edilizio alle aree protette. Nella scia del condono edilizio introdotto dal decreto legge n. 269/2003, la nuova disciplina ammette le zone protette tra le aree condonabili. E quindi anche alle aree di Villa Certosa di proprietà della famiglia Berlusconi.
12 Legge n. 251/2005 (cosiddetta "ex Cirielli"). Introduce una riduzione dei termini di prescrizione. La norma consente l'estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi "Lodo Mondadori", "Lentini", "Diritti tv Mediaset".
13 Decreto legislativo n. 252 del 2005 (Testo unico della previdenza complementare). Nella scia della riforma della previdenza complementare, si inseriscono norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi.
14 Legge 46/2006 (cosiddetta "legge Pecorella"). Introduce l'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento. La Corte Costituzionale la dichiara parzialmente incostituzionale con la sentenza n. 26 del 2007.
15 Legge n.124/2008 (cosiddetto "lodo Alfano"). Ripropone i contenuti del 2lodo Schifani". Sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La nuova disciplina è emenata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell'avvocato inglese Davis Mills (testimone corrotto), in cui Berlusconi (corruttore) è coimputato. Mills sarà condannato in primo grado e in appello a quattro anni e sei mesi di carcere. La Consulta, sentenza n. 262 del 2009, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.
16 Decreto legge n. 185/2008. Aumentata dal 10 al 20 per cento l'IVA sulla pay tv "Sky Italia", il principale competitore privato del gruppo Mediaset.
17 Aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.
18 Disegno di legge sul "processo breve". Per l'imputato incensurato, il processo non può durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per il giudizio di legittimità). Una norma transitoria applica le nuove norme anche i processi di primo grado in corso. Berlusconi ne beneficerebbe nei processi per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset".
Oltre ai provvedimenti sopra elencati bisogna aggiungere:
- 19 Lo scudo fiscale (Repubblica del 23/11/2009); - 20 Il decreto salva-liste; - 21 Le legge sul legittimo impedimento.
Si può continuare a gestire lo Stato in questo modo per interessi personali? Si possono votare le forze politiche di centro destra, Pdl e Lega, che hanno approvato tali provvedimenti che privilegiano Berlusconi? Credo di no e per tale motivo è necessario cambiare e votare Partito Democratico alle prossime elezioni regionali. Berlusconi deve capire con il voto degli elettori che non può gestire lo Stato come se fosse casa sua. In questa vicenda che dura dal 2001 la Lega ha grosse responsabilità in quanto in periferia sostiene alcune cose che affascinano gli elettori ed a Roma approva disposizioni contrapposte agli interessi del paese e delle regioni del Nord.
Intervista a Ciampi

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mercoledì 10 marzo 2010

La verità sulla vendita degli Alloggi Ater

di Franco Bonfante

Il centrodestra sta ingannando gli inquilini. Ha promesso loro di vendere le case entro luglio scorso e pure a basso prezzo. Per illuderli ancora, vengono chiamati dall’ATER di Verona sotto le elezioni.

Ora il trucco è svelato: la proposta della vendita non è stata nemmeno discussa in Regione e i consiglieri regionali della Lega di Treviso (quella del candidato presidente Zaia) hanno affermato sul giornale leghista “la Padania” del 20 gennaio 2010 che la Lega Nord è contraria alla vendita degli alloggi.

I calcoli di vendita che vengono comunicati agli inquilini sono una presa in giro per raccogliere voti alle elezioni regionali, facendo promesse che poi non saranno mantenute.

OCCORRE RISPETTO PER GLI INQUILINI, SERIETA’ E COERENZA.
SONO FAVOREVOLE
- Alla vendita agli inquilini degli alloggi, vecchi e nuovi, con giusti sconti e con lunghe rateizzazioni (tipo “a riscatto”).
SONO CONTRARIO
- Alla vendita degli alloggi, che gli inquilini non possono acquistare, a società immobiliari che poi li sfratteranno;
- Agli aumenti degli affitti sproporzionati rispetto all’incremento del costo della vita.

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martedì 9 marzo 2010

Uniti nei valori della Costituzione

Una grande manifestazione partecipata, quella di piazza dei Signori a Verona, organizzata da tutti i partiti del centro sinistra per contestare il decreto salva-liste approvato dal governo per risolvere i casi del Lazio e della Lombardia.
Le donne presenti alla manifestazione hanno festeggiato in piazza l'8 marzo (festa delle donne) a difesa dei valori della Costituzione calpestati dal decreto.
Tanto popolo ed una grande unità a favore della democrazia e contro la deriva democratica che il governo Berlusconi asseconda con provvedimenti di parte e a difesa dei loro interessi personali.
Molti sono i problemi che in questa manifestazione vengono comunicati: dall’attacco all’art 18 dello Statuto dei Lavoratori con le nuove regole riguardanti l’arbitrato alle spese elettorali, utilizzate dal centro destra, superiori ai limiti imposti dalla legge.
Giandomenico Allegri, segretario provinciale del Partito Democratico, invita "a partecipare alla manifestazione di Roma per testimoniare che ai cittadini sta a cuore la democrazia e per contestare il decreto e le altre misure governative che calpestano i valori della Costituzione".
E’ intervenuto Giuseppe Bortolussi, candidato alla Presidenza del Veneto, il quale ha sottolineato che le affermazioni della Lega in periferia si scontrano con i provvedimenti presi dal Governo e dai ministri leghisti. Bortolussi ha lanciato lo slogan “meno lega, più legalità”.
“Con il decreto salva-PDL, ha affermato Matteo Avogaro dei giovani del Partito Democratico, il Governo ha scelto di compiere un atto di notevole gravità, per gli equilibri istituzionali del Paese e nei confronti della legalità Costituzionale. Si è scelto di modificare la legislazione elettorale alla vigilia delle elezioni, mettendo a rischio il corretto svolgimento delle consultazioni del 28-29 marzo. E’, questo, un sopruso, verso i cittadini che rispettano e devono rispettare le regole. E’ l’affermazione di un principio molto pericoloso, secondo cui la legge, per tutti si applica, ma per gli amici si può sempre fare un’”interpretazione autentica”. E’ soprattutto, un comportamento preoccupante del Governo Berlusconi che, per tutelare il partito di maggioranza relativa, ha scelto di mettere con le spalle al muro il Paese, l’Italia intera”. “Noi siamo qui, stasera, conclude Matteo Avogaro, per difendere ancora una volta le istituzioni e la Costituzione. Perché siamo convinti che si tratti di valori fondamentali, che non si possono sacrificare per un puro interesse elettorale".
Sono intervenuti Giorgio Gabanizza di Sinistra, Ecologia e Libertà, e Sonia Milan, capogruppo dell’Idv in consiglio provinciale, che ha ribadito “la presenza in consiglio provinciale e comunale di persone condannate per istigazione all’odio razziale”.
Franco Bonfante ha dichiarato che il centro destra ha fallito “nella sfida dell’economia e del lavoro ed ora anche nel rispetto delle regole che è l’essenza stessa della democrazia”. Bonfante ha sottolineato che “il futuro del paese e dei nostri figli richiede un grande cambiamento dalle prossime elezioni regionali”.
In più occasioni ho affermato che Berlusconi è senza limiti e gestisce lo Stato come se fosse casa sua e per tali motivi è pericoloso per il paese. Occorre effettuare alle prossime lezioni regionali una scelta per la costituzione e per i valori che essa rappresenta e contro il centro destra e la lega, la quale predica in periferia ed assume comportamenti contrastanti con i suoi ministri in sede di approvazione dei provvedimenti governativi.

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Franco Bonfante: appello a votare PD

di Franco Bonfante
"Vi scrivo il giorno dopo l’emanazione del decreto legge del governo che modifica le regole elettorali a tempo scaduto, con effetto retroattivo: una cosa mai accaduta in Italia dall’avvento della democrazia.
Ora non si tratta solo di votare il Presidente ed il Consiglio del Veneto e delle altre regioni per i prossimi 5 anni, questione certamente importante: con le prossime elezioni di decide anche se è ammesso cambiare le regole del gioco a partita conclusa, se si possono distorcere o alterare leggi sulla base di convenienze personali o di gruppo: è arrivato il tempo di decidere se vogliamo difendere i principi fondamentali della democrazia e lasciarli ai nostri figli, così come li abbiamo ricevuti dai nostri genitori.
Da questo momento cambia anche il nostro impegno: dobbiamo aiutare il Partito Democratico ad essere fino in fondo il Partito che abbiamo voluto e cercato: un partito rigoroso nell’opposizione e nella difesa dei valori in cui crediamo, costruttivo e innovativo nelle proposte di governo; con idee chiare, con dei si e dei no espliciti, capace di entrare nel merito dei temi dopo averli approfonditi, come si richiede ad una forza riformista ….
….. e dovrà essere un partito in cui si discute in modo democratico, anche animatamente, ma che, dopo aver deciso, persegue nell’unità gli obiettivi scelti.
E’ arrivato il tempo di rialzare la testa, di avere l’orgoglio delle proprie ragioni, poiché gli altri hanno fallito nella sfida dell’economia e del lavoro ed ora anche nel rispetto delle regole, che è l’essenza stessa della democrazia.
Non siamo noi, non è il nostro partito ad averne bisogno, è il futuro nostro e dei nostri figli a richiederlo".
Questa è la lettera che Franco Bonfante ha spedito agli elettori della provincia di Verona invitandoli ad effettuare nelle prossime elezioni regionali una scelta democratica, votando il Partito Democratico per salvaguardare i valori della Costituzione. In definitiva una scelta che rafforzi la democrazia nel nostro paese.

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Appello al voto

Dopo il pasticcio del decreto salva-liste in Facebook è nato il gruppo “QUESTA VOLTA VOTIAMO TUTTI ! - Appello a chi non intende votare”.
L’appello che si riporta integralmente merita particolare attenzione.
“Agli amici che in varie occasioni ci hanno confidato di non votare e -per estensione- a quella grossa percentuale degli italiani che non ha votato o ha annullato la scheda alle ultime elezioni politiche.
Dopo l'ennesimo attacco alla Costituzione e al rispetto delle regole da parte della maggioranza al Governo, riteniamo che sia giunto il momento di far sentire che ci siamo, che contiamo e che non permetteremo l'arrivo di un'altra dittatura.
Il voto mancato degli astenuti ha permesso che Berlusconi governi nel modo che sappiamo.
Non votare significa delegare ad altri le decisioni sul destino comune. Se una persona (o una idea) si ritrae, il suo "spazio" viene immediatamente occupato da altri. E non è detto che lo occupino persone o idee analoghe: è uno SPAZIO POLITICO VUOTO E DISPONIBILE.
Dobbiamo riappropriarci di questo spazio.
Qui il resto del postSappiamo che anche persone dell'altro schieramento non meritano il nostro voto e non ci rappresentano, ma è la classe politica che abbiamo e solo in un contesto democratico rafforzato potremo lavorare per cacciarla. Intanto andiamo a votare. Votiamo chiunque, purché dell'opposizione.
Sappiamo che queste sono elezioni locali, che non cambieranno la maggioranza al Governo, ma sarà un segnale forte e chiaro che il Paese si è svegliato e non accetta che le cose accadano sopra la sua testa. Che vuole essere protagonista, che non vuole più delegare. Che vuole esercitare il suo diritto di scelta e di controllo.
In futuro, quando ci saranno le elezioni politiche, decideremo quale forza politica governerà il Paese e allora staremo col fiato sul collo ai politici che avremo eletto. Ma non votare, in questo momento, significherebbe comunicare a maggioranza e opposizione che a noi non importa niente di quello che succede nel Paese.
Sappiamo che non è così: amici che ci leggete, sappiamo che anche a voi sta a cuore la vita democratica, che la vostra astensione è un atto di ribellione, non di qualunquismo. Ma, in questo momento, è necessario che la vostra ribellione si manifesti. E non solo con le proteste di piazza e le firme ad un appello.
Chi non se ne rende conto non ha capito l'insegnamento della Resistenza, quando forze politiche di cultura e progetti diversi collaborarono per una unica finalità, quella di restituire spazi politici e libertà ad una paese che li aveva persi. La situazione attuale è pressochè identica.
Perciò vi preghiamo, per l'amicizia e la solidarietà che ci lega, ANDATE A VOTARE !
L'ASTENSIONE DAL VOTO NON E' UNA PROTESTA MA UNA RESA!”
Maria Teresa De Nardis
Emanuela Bonaga
Maria Cristina Canova
Ileana Turazzo
Giuseppina Cacace
Loredana Zoppellari
Daniele Bellora
Beppe Meotto
Luciana Pellegreffi
Annelise Madia

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lunedì 8 marzo 2010

Decreto salva-liste

Tanta arroganza e scarso senso delle Istituzioni da parte di Berlusconi e della maggioranza
Il decreto salva-liste rappresenta una pagina nera per la storia repubblicana in quanto non si era mai verificato che un Governo approvasse un decreto in materia elettorale che privilegia la propria maggioranza.
Con Berlusconi, il quale non ha limiti alla propria arroganza e senso delle istituzioni, abbiamo assistito ad un proliferarsi di provvedimenti ad personam finalizzati a salvaguardare la propria persona dai processi che lo attendono ed a garantire la propria parte politica.
Il decreto salva-liste è l’ultima testimonianza grave che modifica le regole nel corso delle elezioni regionali.
I punti deboli del decreto sono tanti e tra questi si indicano:
- Il Governo non ha poteri in materia elettorale;
- Il decreto non è solo interpretativo ma anche innovativo nelle parti in cui deroga alle regole circa la presentazione delle liste;
- Il decreto è parziale in quanto si interessa esclusivamente delle elezioni in Lazio ed in Lombardia dove le liste del PDL hanno incontrato problemi di regolarità dovuti esclusivamente ai presentatori delle liste e non alle regole;
- Il decreto è politico poiché affronta e risolve solo i problemi di una parte politica (Pdl);
- Il decreto mette a dura prova l’equilibrio delle istituzioni ed approfitta del senso di responsabilità delle istituzioni chiamate a concorrere con poteri specifici, i quali non entrano nel merito del provvedimento, all’emanazione del decreto.
I motivi di dissenso sono spiegati in modo chiaro da Pietro Ichino, il quale dichiara:
“Plauso per un atto di saggezza compiuto in solitudine da un grande Presidente (ma non è affatto solo: ha dalla sua il 90% degli italiani): un atto - si osservi bene - che non significa approvazione del contenuto del decreto.
Sollievo per due rischi evitati: quello di una gravissima crisi istituzionale e quello della perdita di senso delle elezioni nelle due regioni più importanti.
Riprovazione per l’arroganza del Pdl, che considera questo decreto come un proprio diritto, non riconosce i propri errori e non ne chiede scusa al Paese”.
Per approfondire l’argomento si indicano le seguenti interviste:
- Intervista a Valerio Onida;
- Intervista a Gustavo Zagrebelsky;
Inoltre si ritiene interessante la valutazione di Giuseppe De Santis, fondatore del gruppo su Facebook “Rispetto delle regole e trionfo della verità”.
I partiti dell’opposizione ed il popolo viola hanno organizzato in tutta Italia delle manifestazioni di contestazione al decreto salva-liste e per il giorno 13 marzo è prevista una grande manifestazione a Roma.
A Verona il PD ha organizzato un incontro per oggi a piazza dei Signori alle ore 17,30 per manifestare contro il decreto.
Mi chiedo e chiedo a tutti voi per quanto dobbiamo continuare ad assumere posizioni di responsabilità di fronte all’arroganza di Berlusconi e della sua maggioranza?
Da questa situazione di difficoltà stabile si può uscire democraticamente solo se gli elettori democratici di destra e di sinistra prenderanno coscienza e nelle prossime elezioni regionali voteranno responsabilmente per il centro-sinistra. Un voto per la Democrazia. Non vi sono altre alternative per riaffermare i valori fondanti della Costituzione.
Si fa presente che il decreto salva-liste ha fatto dimenticare alla stampa di continuare a trattare altri problemi gravi: - Gli avvenimenti mafiosi in Calabria; Gli scandali collegati alla gestione della Protezione civile; I processi a Berlusconi. In questo modo si fa il gioco di Berlusconi.
Documento dei giovani del PD di Verona

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