domenica 3 aprile 2016

Trasparenza, disabili al lavoro

L’approvazione di una legge non è sufficiente affinché espleti gli effetti previsti dal legislatore. E’ necessario che la legge venga applicata e non vada a finire nell’area della non applicabilità delle leggi non producendo gli effetti sperati.
Sembra che la legge 12 marzo 1999, n. 68, la quale si pone l’obiettivo di promuovere l’inserimento e l’integrazione dei disabili nel mondo del lavoro e disciplina le assunzioni obbligatorie e le quota di riserva a favore dei soggetti disabili, non venga applicata dalla Camera dei Deputati.
Gian Antonio Stella con un articolo, pubblicato sul Corriere della Sera il 31 marzo 2016, rivela tale violazione da parte della Camera dei Deputati. Alcuni deputati dell’opposizione interrogati da Alezio delle Iene rimangono sorpresi e sbigottiti, riservandosi di intervenire per far rispettare la legge.
Laura Boldrini dichiara, nella lettera pubblicata dal Corriere della Sera il 1° aprile 2016, che in nome della sobrietà negli ultimi dieci anni la Camera ha bloccato ogni tipo di assunzione, non soltanto quelle dei disabili. Si apprende dalla dichiarazione di Laura Boldrini che Camera e Senato stanno lavorando al ruolo unico dei dipendenti parlamentari ed a conclusione di tale adempimento sarà possibile conoscere i posti vacanti in organico da destinare ai disabili. Dalla dichiarazione del sottosegretario Angelo Rughetti (Corriere della Sera del 31 marzo 2016) si evince che il monitoraggio assegnato al Dipartimento della funzione pubblica non ha funzionato a danno dei disabili.
E’ sconcertante che tale problematica non sia a conoscenza non solo dei deputati ma anche da parte di coloro che hanno la responsabilità di gestire e controllare l’applicazione della legge. Tutto questo è dovuto all’assenza di trasparenza che avrebbe consentito agli interessati, alle forze sociali ed ai parlamentari di intervenire per rimuovere le inefficienze del sistema delle PA.
Nonostante questo i deputati del PD Alessia Rotta e Diego Zardini hanno presentato fin da luglio 2013 numerose interrogazioni, una proposta di legge n. 1501 del 7 agosto 2013 sottoscritta da 28 deputati e un ordine del giorno il 24 ottobre 2013 , approvato in Commissione ed accolto dal Governo,finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro dei disabili. Purtroppo tali atti non hanno ricevuto alcuna risposta da parte del Ministro competente.
Documentazione.
Il blocco delle assunzioni delle categorie protette nelle PA che presentano una situazione di soprannumerarietà viene eliminato dal D. L. 31 agosto 2013, n. 101 convertito con modificazioni dalla L. 30 novembre 2013, n. 125, il quale prevede una deroga a favore delle categorie protette al divieto di nuove assunzioni nel caso in cui le PA presentano una situazione di soprannumerarietà. Il decreto obbliga le PA a rideterminare il numero delle assunzioni obbligatorie delle categorie protette e ad effettuare le relative assunzioni ed il Dipartimento della Funzione Pubblica a monitorare gli adempimenti previsti dall’art. 7, c. 6 e7, dal decreto 101/2013.
Purtroppo il decreto n. 101/2013 non prevede l’obbligo delle PA di pubblicare sul proprio sito istituzionale le quote d’obbligo scoperte a favore delle categorie protette e la trasparenza del monitoraggio assegnato al Dipartimento della funzione pubblica.
Tali condizioni di opacità nel processo di assunzione dei disabili non hanno favorito una svolta nell’applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68. Pertanto, sembra che l’assunzione dei disabili nelle PA, favorita dal D. L. n. 101/2013, sia rimasta ferma nonostante il cambiamento della normativa.
L’ultima interrogazione a sostegno dei disabili 5-07262 del 19 dicembre 2015 del 19 dicembre 2015  è stata presentata dai deputati Diego Zardini e Davide Baruffi, i quali hanno sottolineato la necessità di introdurre l’obbligo, da parte del Dipartimento della funzione pubblica e delle PA, della pubblicazione nei siti istituzionali, rispettivamente, del monitoraggio di cui all’art. 7, comma 6, del d. l. n. 101/2013 e dei dati e delle informazioni relative alle quote d’obbligo individuate e scoperte.
“La trasparenza, dichiara Diego Zardini, è un fattore essenziale per contrastare, non solo la corruzione, l’inefficienza delle PA perché pone il management pubblico nelle condizioni di conoscere, insieme a tutti gli altri soggetti, e di intervenire per velocizzare le fasi del processo di assunzione dei disabili ed eliminare le cause che si frappongono ad una gestione efficace ed efficiente della macchina pubblica”.
Inoltre, Diego Zardini ha presentato in Commissione Affari Costituzionali, la quale dovrà esprimere il parere sullo schema di D. Lgs semplificazione e trasparenza, la seguente proposta: “E’ fatto obbligo al Dipartimento della Funzione Pubblica ed alle pubbliche amministrazioni di pubblicare nei propri siti istituzionali rispettivamente i risultati del monitoraggio sugli adempimenti previsti dal comma 6, articolo 7, del d. l. n. 101/2013 e le quote di riserva scoperte a favore dei soggetti disabili, disciplinate dalla legge 12 marzo 1999, n. 68”.
Condivido l’impegno di Diego Zardini a favore della trasparenza perché solo questo fattore potrà far emergere le inefficienze e la mancata applicazione delle disposizioni di legge a sostegno dell’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.

1 commento:

Guglielmo Pinton ha detto...

Ringrazio Antonino Leone per la chiara, lucida, completa disanima della situazione che riguarda rispetto e applicazione della vigente legislazione da parte della pubblica amministrazione. Credo sia la prima volta in assoluto che di questo argomento si parli e si scriva in maniera informata.
Osavo sperare che almeno i nostri legislatori conoscessero il contenuto delle leggi che approvavano, e che fossero interessati a conoscere lo stato della loro effettiva applicazione.
Mi sono dovuto amaramente ricredere, prima per personale esperienza, e in questi giorni dopo aver constatato (stampa e TV) la loro abissale ignoranza sulla materia.
Da parte mia cerchero` di far circolare l' articolo.