martedì 9 marzo 2010

Uniti nei valori della Costituzione

Una grande manifestazione partecipata, quella di piazza dei Signori a Verona, organizzata da tutti i partiti del centro sinistra per contestare il decreto salva-liste approvato dal governo per risolvere i casi del Lazio e della Lombardia.
Le donne presenti alla manifestazione hanno festeggiato in piazza l'8 marzo (festa delle donne) a difesa dei valori della Costituzione calpestati dal decreto.
Tanto popolo ed una grande unità a favore della democrazia e contro la deriva democratica che il governo Berlusconi asseconda con provvedimenti di parte e a difesa dei loro interessi personali.
Molti sono i problemi che in questa manifestazione vengono comunicati: dall’attacco all’art 18 dello Statuto dei Lavoratori con le nuove regole riguardanti l’arbitrato alle spese elettorali, utilizzate dal centro destra, superiori ai limiti imposti dalla legge.
Giandomenico Allegri, segretario provinciale del Partito Democratico, invita "a partecipare alla manifestazione di Roma per testimoniare che ai cittadini sta a cuore la democrazia e per contestare il decreto e le altre misure governative che calpestano i valori della Costituzione".
E’ intervenuto Giuseppe Bortolussi, candidato alla Presidenza del Veneto, il quale ha sottolineato che le affermazioni della Lega in periferia si scontrano con i provvedimenti presi dal Governo e dai ministri leghisti. Bortolussi ha lanciato lo slogan “meno lega, più legalità”.
“Con il decreto salva-PDL, ha affermato Matteo Avogaro dei giovani del Partito Democratico, il Governo ha scelto di compiere un atto di notevole gravità, per gli equilibri istituzionali del Paese e nei confronti della legalità Costituzionale. Si è scelto di modificare la legislazione elettorale alla vigilia delle elezioni, mettendo a rischio il corretto svolgimento delle consultazioni del 28-29 marzo. E’, questo, un sopruso, verso i cittadini che rispettano e devono rispettare le regole. E’ l’affermazione di un principio molto pericoloso, secondo cui la legge, per tutti si applica, ma per gli amici si può sempre fare un’”interpretazione autentica”. E’ soprattutto, un comportamento preoccupante del Governo Berlusconi che, per tutelare il partito di maggioranza relativa, ha scelto di mettere con le spalle al muro il Paese, l’Italia intera”. “Noi siamo qui, stasera, conclude Matteo Avogaro, per difendere ancora una volta le istituzioni e la Costituzione. Perché siamo convinti che si tratti di valori fondamentali, che non si possono sacrificare per un puro interesse elettorale".
Sono intervenuti Giorgio Gabanizza di Sinistra, Ecologia e Libertà, e Sonia Milan, capogruppo dell’Idv in consiglio provinciale, che ha ribadito “la presenza in consiglio provinciale e comunale di persone condannate per istigazione all’odio razziale”.
Franco Bonfante ha dichiarato che il centro destra ha fallito “nella sfida dell’economia e del lavoro ed ora anche nel rispetto delle regole che è l’essenza stessa della democrazia”. Bonfante ha sottolineato che “il futuro del paese e dei nostri figli richiede un grande cambiamento dalle prossime elezioni regionali”.
In più occasioni ho affermato che Berlusconi è senza limiti e gestisce lo Stato come se fosse casa sua e per tali motivi è pericoloso per il paese. Occorre effettuare alle prossime lezioni regionali una scelta per la costituzione e per i valori che essa rappresenta e contro il centro destra e la lega, la quale predica in periferia ed assume comportamenti contrastanti con i suoi ministri in sede di approvazione dei provvedimenti governativi.

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Franco Bonfante: appello a votare PD

di Franco Bonfante
"Vi scrivo il giorno dopo l’emanazione del decreto legge del governo che modifica le regole elettorali a tempo scaduto, con effetto retroattivo: una cosa mai accaduta in Italia dall’avvento della democrazia.
Ora non si tratta solo di votare il Presidente ed il Consiglio del Veneto e delle altre regioni per i prossimi 5 anni, questione certamente importante: con le prossime elezioni di decide anche se è ammesso cambiare le regole del gioco a partita conclusa, se si possono distorcere o alterare leggi sulla base di convenienze personali o di gruppo: è arrivato il tempo di decidere se vogliamo difendere i principi fondamentali della democrazia e lasciarli ai nostri figli, così come li abbiamo ricevuti dai nostri genitori.
Da questo momento cambia anche il nostro impegno: dobbiamo aiutare il Partito Democratico ad essere fino in fondo il Partito che abbiamo voluto e cercato: un partito rigoroso nell’opposizione e nella difesa dei valori in cui crediamo, costruttivo e innovativo nelle proposte di governo; con idee chiare, con dei si e dei no espliciti, capace di entrare nel merito dei temi dopo averli approfonditi, come si richiede ad una forza riformista ….
….. e dovrà essere un partito in cui si discute in modo democratico, anche animatamente, ma che, dopo aver deciso, persegue nell’unità gli obiettivi scelti.
E’ arrivato il tempo di rialzare la testa, di avere l’orgoglio delle proprie ragioni, poiché gli altri hanno fallito nella sfida dell’economia e del lavoro ed ora anche nel rispetto delle regole, che è l’essenza stessa della democrazia.
Non siamo noi, non è il nostro partito ad averne bisogno, è il futuro nostro e dei nostri figli a richiederlo".
Questa è la lettera che Franco Bonfante ha spedito agli elettori della provincia di Verona invitandoli ad effettuare nelle prossime elezioni regionali una scelta democratica, votando il Partito Democratico per salvaguardare i valori della Costituzione. In definitiva una scelta che rafforzi la democrazia nel nostro paese.

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Appello al voto

Dopo il pasticcio del decreto salva-liste in Facebook è nato il gruppo “QUESTA VOLTA VOTIAMO TUTTI ! - Appello a chi non intende votare”.
L’appello che si riporta integralmente merita particolare attenzione.
“Agli amici che in varie occasioni ci hanno confidato di non votare e -per estensione- a quella grossa percentuale degli italiani che non ha votato o ha annullato la scheda alle ultime elezioni politiche.
Dopo l'ennesimo attacco alla Costituzione e al rispetto delle regole da parte della maggioranza al Governo, riteniamo che sia giunto il momento di far sentire che ci siamo, che contiamo e che non permetteremo l'arrivo di un'altra dittatura.
Il voto mancato degli astenuti ha permesso che Berlusconi governi nel modo che sappiamo.
Non votare significa delegare ad altri le decisioni sul destino comune. Se una persona (o una idea) si ritrae, il suo "spazio" viene immediatamente occupato da altri. E non è detto che lo occupino persone o idee analoghe: è uno SPAZIO POLITICO VUOTO E DISPONIBILE.
Dobbiamo riappropriarci di questo spazio.
Qui il resto del postSappiamo che anche persone dell'altro schieramento non meritano il nostro voto e non ci rappresentano, ma è la classe politica che abbiamo e solo in un contesto democratico rafforzato potremo lavorare per cacciarla. Intanto andiamo a votare. Votiamo chiunque, purché dell'opposizione.
Sappiamo che queste sono elezioni locali, che non cambieranno la maggioranza al Governo, ma sarà un segnale forte e chiaro che il Paese si è svegliato e non accetta che le cose accadano sopra la sua testa. Che vuole essere protagonista, che non vuole più delegare. Che vuole esercitare il suo diritto di scelta e di controllo.
In futuro, quando ci saranno le elezioni politiche, decideremo quale forza politica governerà il Paese e allora staremo col fiato sul collo ai politici che avremo eletto. Ma non votare, in questo momento, significherebbe comunicare a maggioranza e opposizione che a noi non importa niente di quello che succede nel Paese.
Sappiamo che non è così: amici che ci leggete, sappiamo che anche a voi sta a cuore la vita democratica, che la vostra astensione è un atto di ribellione, non di qualunquismo. Ma, in questo momento, è necessario che la vostra ribellione si manifesti. E non solo con le proteste di piazza e le firme ad un appello.
Chi non se ne rende conto non ha capito l'insegnamento della Resistenza, quando forze politiche di cultura e progetti diversi collaborarono per una unica finalità, quella di restituire spazi politici e libertà ad una paese che li aveva persi. La situazione attuale è pressochè identica.
Perciò vi preghiamo, per l'amicizia e la solidarietà che ci lega, ANDATE A VOTARE !
L'ASTENSIONE DAL VOTO NON E' UNA PROTESTA MA UNA RESA!”
Maria Teresa De Nardis
Emanuela Bonaga
Maria Cristina Canova
Ileana Turazzo
Giuseppina Cacace
Loredana Zoppellari
Daniele Bellora
Beppe Meotto
Luciana Pellegreffi
Annelise Madia

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lunedì 8 marzo 2010

Decreto salva-liste

Tanta arroganza e scarso senso delle Istituzioni da parte di Berlusconi e della maggioranza
Il decreto salva-liste rappresenta una pagina nera per la storia repubblicana in quanto non si era mai verificato che un Governo approvasse un decreto in materia elettorale che privilegia la propria maggioranza.
Con Berlusconi, il quale non ha limiti alla propria arroganza e senso delle istituzioni, abbiamo assistito ad un proliferarsi di provvedimenti ad personam finalizzati a salvaguardare la propria persona dai processi che lo attendono ed a garantire la propria parte politica.
Il decreto salva-liste è l’ultima testimonianza grave che modifica le regole nel corso delle elezioni regionali.
I punti deboli del decreto sono tanti e tra questi si indicano:
- Il Governo non ha poteri in materia elettorale;
- Il decreto non è solo interpretativo ma anche innovativo nelle parti in cui deroga alle regole circa la presentazione delle liste;
- Il decreto è parziale in quanto si interessa esclusivamente delle elezioni in Lazio ed in Lombardia dove le liste del PDL hanno incontrato problemi di regolarità dovuti esclusivamente ai presentatori delle liste e non alle regole;
- Il decreto è politico poiché affronta e risolve solo i problemi di una parte politica (Pdl);
- Il decreto mette a dura prova l’equilibrio delle istituzioni ed approfitta del senso di responsabilità delle istituzioni chiamate a concorrere con poteri specifici, i quali non entrano nel merito del provvedimento, all’emanazione del decreto.
I motivi di dissenso sono spiegati in modo chiaro da Pietro Ichino, il quale dichiara:
“Plauso per un atto di saggezza compiuto in solitudine da un grande Presidente (ma non è affatto solo: ha dalla sua il 90% degli italiani): un atto - si osservi bene - che non significa approvazione del contenuto del decreto.
Sollievo per due rischi evitati: quello di una gravissima crisi istituzionale e quello della perdita di senso delle elezioni nelle due regioni più importanti.
Riprovazione per l’arroganza del Pdl, che considera questo decreto come un proprio diritto, non riconosce i propri errori e non ne chiede scusa al Paese”.
Per approfondire l’argomento si indicano le seguenti interviste:
- Intervista a Valerio Onida;
- Intervista a Gustavo Zagrebelsky;
Inoltre si ritiene interessante la valutazione di Giuseppe De Santis, fondatore del gruppo su Facebook “Rispetto delle regole e trionfo della verità”.
I partiti dell’opposizione ed il popolo viola hanno organizzato in tutta Italia delle manifestazioni di contestazione al decreto salva-liste e per il giorno 13 marzo è prevista una grande manifestazione a Roma.
A Verona il PD ha organizzato un incontro per oggi a piazza dei Signori alle ore 17,30 per manifestare contro il decreto.
Mi chiedo e chiedo a tutti voi per quanto dobbiamo continuare ad assumere posizioni di responsabilità di fronte all’arroganza di Berlusconi e della sua maggioranza?
Da questa situazione di difficoltà stabile si può uscire democraticamente solo se gli elettori democratici di destra e di sinistra prenderanno coscienza e nelle prossime elezioni regionali voteranno responsabilmente per il centro-sinistra. Un voto per la Democrazia. Non vi sono altre alternative per riaffermare i valori fondanti della Costituzione.
Si fa presente che il decreto salva-liste ha fatto dimenticare alla stampa di continuare a trattare altri problemi gravi: - Gli avvenimenti mafiosi in Calabria; Gli scandali collegati alla gestione della Protezione civile; I processi a Berlusconi. In questo modo si fa il gioco di Berlusconi.
Documento dei giovani del PD di Verona

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sabato 6 marzo 2010

Arbitrato: Attacco all’art 18 dello Statuto dei lavoratori

Intervista a Pietro Ichino di Stefano Feltri, pubblicata da il Fatto Quotidiano il 6 marzo 2010
“Un marginale allentamento dei bulloni della macchina del diritto del lavoro”. Il senatore del Partito democratico Pietro Ichino, giuslavorista, professore alla Statale di Milano, riassume così il disegno di legge appena approvato in via definitiva al Senato che modifica le tutele per i nuovi assunti e, secondo quanto denuncia il sindacato della Cgil, si rivelerà un modo per aggirare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sul licenziamento e l’eventuale reintegro del lavoratore nelle aziende con più di 15 dipendenti.

Professor Ichino, perché e come questa legge indebolisce le tutele dei lavoratori?
La norma che consente di inserire la clausola arbitrale nel contratto individuale, nei settori non coperti da contratto collettivo, si presta effettivamente ad abusi. Ma non mi sembra questo il peggio della legge.

La Cgil, però, sostiene che in questo modo è a rischio l’articolo 18 e ha proclamato uno sciopero per il 12 marzo.
In linea teorica è vero. In pratica, però, questo rischio riguarda situazioni marginali di piccole imprese, dove non si applica il contratto collettivo, nelle quali già oggi il diritto del lavoro correttamente applicato è un’eccezione. E già oggi ci sono modi molto più facili e meno costosi di eludere l’articolo 18 e le altre protezioni.

Per esempio quali?
Oggi l’imprenditore spregiudicato che vuole eludere il diritto del lavoro può farlo semplicemente facendo “aprire la partita Iva” al lavoratore e simulando un rapporto di collaborazione autonoma. Questo è il vero attacco all’articolo 18, la vera destrutturazione del diritto del lavoro. Altro che la clausola arbitrale, costosa ed esposta a mille trappole. Sono pronto a scommettere che saranno pochissimi i casi di clausola arbitrale individuale attivati da questa nuova norma. Mentre le false partite Iva sono centinaia di migliaia o milioni.

Cosa cambia, per un lavoratore, nel portare le proprie controversie davanti a un arbitro invece che davanti al giudice del lavoro?
Innanzitutto il costo: il ricorso al giudice non costa nulla. Inoltre l’arbitro ha minori poteri istruttori del giudice.

Questa legge riguarda soltanto chi si prepara a entrare nel mercato del lavoro o i suoi effetti sono anche retroattivi?
Questa legge è un minestrone: 50 articoli, che trattano di tutto, dai lavori usuranti ai gruppi sportivi delle Forze Armate, dai permessi per i portatori di handicap alle aspettative per i Vigili del Fuoco, dai concorsi universitari alla dirigenza degli istituti di ricovero e cura. Alcune norme riguardano tutti, vecchi e nuovi. Quella sulla clausola arbitrale individuale riguarda soltanto i nuovi assunti.

Quali sono gli aspetti più negativi del provvedimento?
Il più grave è che la legge introduce l’arbitrato nelle controversie del pubblico impiego: questo rischia di consentire le peggiori malversazioni in materia di immissioni in ruolo e di promozioni.

E c’è qualche elemento positivo?
Francamente, in questa legge non ne vedo molti, né rilevanti. E anche quel poco di buono che ci si può trovare è vanificato dalla farraginosità e disorganicità del testo legislativo. Quando una legge è illeggibile, come lo è questa, non può fecondare la società civile a cui è destinata.

Quando si introducono norme che aumentano la flessibilità, si dice sempre che la contropartita sarà un aumento dell’occupazione. E’ così anche in questo caso?
Qui non vedo nessuna flessibilità. C’è solo un marginale allentamento dei bulloni della macchina del diritto del lavoro, una riduzione della sua effettività al margine. Ma noi non abbiamo bisogno di ridurre l’effettività del nostre leggi in questa materia: abbiamo bisogno semmai di un nuovo diritto del lavoro più adatto ai tempi e più effettivamente capace di applicarsi a tutti.

Il Partito democratico sembra essersi accorto di questa norma soltanto negli ultimi giorni. L’opposizione ha sottovalutato la portata del disegno di legge?
Non è vero: guardi nel mio sito tutto il dibattito su questa legge, nell’autunno scorso, quando è passata dal Senato in seconda lettura. Io, poi, ne ho scritto ben due volte sulla prima pagina del Corriere della Sera.

Qual è l’idea del mercato del lavoro che ha il governo, alla luce di questo provvedimento?
Il governo non ha un disegno organico di riforma del mercato e del diritto del lavoro; ed è proprio con questa legge-minestrone che lo ha dimostrato. Il governo continua a intervenire con ritocchi della disciplina “al margine”, riducendo o indebolendo le protezioni nella parte già oggi meno protetta della forza-lavoro. Così il regime di apartheid fra protetti e poco o per nulla protetti si aggrava. E il Paese continua a relegare le nuove generazioni nei bad jobs e a non investire sul capitale umano di metà dei suoi lavoratori.
Interviste a Pietro Ichino: Stampa 5 marzo, Secolo XIX 6 marzo Interventi di Pietro Ichino, Tiziano Treu e Enrico Morando
Documento dei giovani del PD di Verona

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mercoledì 3 marzo 2010

Mozione di sfiducia nei confronti di Loris Marini

I consiglieri del Partito Democratico della 6^ circoscrizione di Verona hanno predisposto una mozione di sfiducia nei confronti del vice-presidente Marini che con il suo comportamento razzista ha leso le istituzioni nei suoi valori fondamentali di democrazia ed eguaglianza ed ha attaccato il consigliere circoscrizionale Yared Ghebremariam-Tesfaù con espressioni offensive e razziste. Per tale motivo Marini non può più rappresentare le istituzioni.
La mozione verrà presentata al più presto presso la 6^ circoscrizione.
Inutili sono le scuse ed i comportamenti strumentali di coloro che intendono soffocare e attenuare la gravità del comportamento di Marini.
Si riporta la mozione di sfiducia.
"Nella seduta del Consiglio Circoscrizionale dello scorso 24 febbraio il Marini, all’interno della discussione dulla variante al PRG riguardante il cosiddetto “Traforo delle Torricelle”, ha apostrofato il consigliere Yared con la frase “vergognati extracomunitario”
Preso atto
- Della chiara intenzione del Marini non tanto di contraddire un’idea esposta dal consigliere Yared quanto piuttosto di offendere pesantemente la sua persona con un attacco di intolleranza razzista;
- Della incapacità di Marini di saper gestire le sue pulsioni di carattere razzista;
- Della inopportunità che il Consiglio si veda rappresentato da un personaggio che non esita ad utilizzare evidenti frasi di stampo razzista in luoghi istituzionali;
- Biasima le parole del consigliere Marini e le idee che esse rappresentano;
Ritenendo per quanto sopra esposto il consigliere Marini indegno di rappresentare il Consiglio, i sottoscritti consiglieri presentano questa mozione di sfiducia personale nei confronti del vice-presidente sig. Marini e chiedono al Consiglio di farla propria, invitando i consiglieri tutti, al di là degli schieramenti politici di appartenenza, un sussulto di dignità morale e di rispetto della persona più che delle direttive di partito”.
Il consigliere Marini nel caso in cui prendesse coscienza del comportamento lesivo ed irresponsabile assunto – cosa improbabile - dovrebbe dimettersi immediatamente altrimenti vuol dire che nelle cose che ha fatto ci crede veramente ed il caso diventa più grave per le istituzioni e per la convivenza civile e democratica della nostra comunità veronese.

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Problematiche e soluzioni del mondo del lavoro

E' il tema del convegno che si terrà venerdì 5 marzo alle ore 18,00 presso  Palazzo Maggi (Biblioteca Comunale) in via Ferrarini 1 - Nogara (VR)

Intervengono:
Paolo Nerozzi, senatore Pd
Franco Bonfante, consigliere Pd per la Regione Veneto
Alberto Lanza, Vicario Centro per l’Impiego di Legnago
Emiliano Galati, Presidente sindacato parasubordinati C.I.S.L.
Luigi Santoni, segretario C.G.I.L.
Antonino Leone, promotore del blog "cambiamento nelle organizzazioni"

Coordina: Laura Roveri, Circolo PD Nogara

Il senatore Paolo Nerozzi ha presentato il  disegno di legge "Il contratto unico di ingresso" sottoscritto da 60 senatori del Partito Democratico, tra i quali Pietro Ichino. Il disegno di legge si ispira alla proposta di “contratto unico” di lavoro formulata dagli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi.
Si segnala la seguente pubblicazione: Tito Boeri e Pietro Garibaldi, Un nuovo contratto per tutti, Chiarelettere

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martedì 2 marzo 2010

Razzismo e discriminazione da Loris Marini della Lega

Come Giovani Democratici di Verona manifestiamo la nostra vicinanza a Yared Ghebremariam-Tesfau, nostro coordinatore per il comune di Verona e consigliere del PD in sesta circoscrizione, per l'attacco verbale da lui subito la settimana scorsa da parte del consigliere di maggioranza Loris Marini, che gli si è rivolto con l'espressione "Vergognati extracomunitario!" durante l'ultimo consiglio di circoscrizione in presenza dell'assessore Corsi.
Riteniamo che il fatto sia particolarmente grave per due motivi. Innanzitutto, per una ragione culturale: l'espressione e il tono utilizzati da Marini sono la dimostrazione di come una parola dal significato originariamente non dispregiativo come "extracomunitario" sia ormai diventata, nel linguaggio comune di una certa parte politica, un vero e proprio insulto, sdoganando in questo modo l'idea che un colore della pelle diverso o un nome straniero siano di per sé motivo di attacco e di disprezzo. In secondo luogo, ciò che rende l'episodio ancora più grave è che esso sia avvenuto in una sede istituzionale, durante un confronto che avrebbe dovuto essere "democratico", tra rappresentanti eletti dai cittadini.
Alle osservazioni di carattere sostanziale e politico relative all'oggetto del dibattito, il consigliere Marini ha saputo reagire soltanto con insulti razzisti, denotando scarso rispetto per le istituzioni e incapacità di sostenere il confronto su toni civili.
Non possiamo chiudere gli occhi davanti a un episodio del genere, a maggior ragione in una città come Verona dove il tacito appoggio dell'amministrazione a idee estremiste, razziste e xenofobe ha già portato ad un clima generale di tensione e intolleranza in cui gli episodi di violenza non sono mancati.
Questa non è la città dove vogliamo vivere. Non vogliamo assuefarci e considerare "normale" che un consigliere leghista dica "vergognati straniero" ad un avversario politico. Sono frasi che non accettiamo in alcun caso, e ancora meno in una sede istituzionale.
Come Giovani Democratici auspichiamo che, da un lato, vengano presi i debiti provvedimenti all'interno del Consiglio, come richiesto dalla mozione di biasimo e sfiducia presentata dai consiglieri di opposizione della sesta circoscrizione; dall'altro, ci auguriamo che i riflettori restino accesi su questo episodio evidenziandone tutta la gravità, e che la città non faccia orecchie da mercante girandosi dall'altra parte, ma reagisca, indignata, contro questi atteggiamenti razzisti e intolleranti che rischiano di diventare cultura dominante con l'avvallo dell'amministrazione leghista.
Susanna Beltrame
vice-coordinatrice provinciale GD
Condanna al vile comportamento del vice presidente della circoscrizione Loris Marini è stato espresso stamattina in una conferenza stampa da Giandomenico Allegri, segretario provinciale del PD, da Donatella Andreani e Giorgio Furlani consiglieri della 6^ circoscrizione, da Emanuele Amaini, coordinatore comunale del PD, da Susanna Beltrame in rappresentanza dei giovani del PD e da Franco Bonfante, consigliere regionale.
I consiglieri della 6^ circoscrizione del PD hanno preparato una mozione di sfiducia nei confronti di Loris Marini, vice-presidente della 6^ circoscrizione.
A Yared che conosco personalmente e stimo tanto per i valori della democrazia e della uguaglianza in cui crede esprimo tutta la mia solidarietà personale.
Occorre porre particolare attenzione ai comportamenti ed ai messaggi che provengono dalla lega e dal centro destra in quanto sono indirizzati a cambiare il paradigma della democrazia in Italia e questo non può essere consentito da tutti coloro che credono nei valori fondanti dello stato italiano.

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lunedì 1 marzo 2010

Franco Bonfante: Proposta per il Veneto

in materia di lavoro, di pubbliche amministrazioni e servizi pubblici locali
In occasione della partecipazione di Pietro Ichino e Federico Testa al convegno di Verona del 1° marzo su “Il cambiamento delle politiche del lavoro, delle PA e dei servizi pubblici locali nella Regione Veneto” ho ritenuto essenziale approfondire gli argomenti al fine di predisporre una proposta per la Regione Veneto nelle materie sopra specificate. La regione Veneto nella prossima legislatura deve assumere un ruolo di programmazione, di sostegno e di coordinamento per guidare le amministrazioni locali alla realizzazione del cambiamento nei servizi ai cittadini, ai lavoratori, alle imprese ed all’economia. 
La grave crisi economica e sociale che l’Italia vive ci insegna che tali interventi sono necessari per sostenere l’economia veneta, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, per sopportare le piccole e micro imprese venete e sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti ed autonomi della Regione Veneto.
Politica del Lavoro.
In materia di lavoro condivido le proposte di Boeri e Ichino e ritengo necessario e urgente riorganizzare e potenziare la politica attiva del lavoro della Regione Veneto che al momento è insoddisfacente poiché sono stati trascurati i servizi di rioccupazione, di riqualificazione professionale e di sostegno alle imprese ed ai lavoratori in difficoltà attraverso la flexsecurity.
Pertanto occorre:
- Introdurre un sistema di valutazione indipendente per tali servizi;
- Realizzare attraverso la rete la trasparenza dell’offerta di informazione ai lavoratori, dell’assistenza, della formazione professionale e del sostegno alle imprese ed ai lavoratori;
- Sperimentare modelli di flexsecurity, già collaudati nei paesi nord-europei, nel senso indicato da Boeri ed Ichino, al fine di rafforzare la sicurezza dei lavoratori attraverso la riallocazione nelle imprese in crescita e la flessibilità delle imprese nel caso in cui si trovino coinvolte nei processi di aggiustamento industriale;
- Correlare l’offerta di lavoro con la domanda ed attivare servizi di rioccupazione in settori e servizi la cui domanda al momento risulta sommersa e l’offerta potrebbe rilevarsi ampia.
Amministrazioni territoriali.
La qualità della vita dei cittadini e la competitività delle piccole e micro imprese del Veneto può essere elevata se i servizi offerti dalle PA in regime di monopolio vengono gestiti in modo efficiente ed efficace utilizzando gli strumenti e le metodologie proposte da Pietro Ichino per le regioni (debiti delle PA verso le imprese, costi della burocrazia).
A tale scopo è necessario introdurre alcuni istituti e strumenti:
1) Autorità indipendente regionale costituita da membri indipendenti e autonomi dai dirigenti, dal potere politico, dalla Giunta regionale e dal Consiglio Regionale che:
- Garantisca la trasparenza totale attraverso la rete degli obiettivi e dei risultati dalle strutture;
- Controlli e valuti gli obiettivi assegnati ed i risultati conseguiti dalle strutture pubbliche;
- Sostenga la introduzione della misurazione del lavoro e delle tecniche di management per valutare la produttività e l’efficienza di ciascuna struttura;
- Controlli affinché la valutazione dei dipendenti venga effettuata dal management in modo serio e responsabile;
- Promuova ogni anno un confronto pubblico tra la valutazione dell’Autorità e le valutazioni dei cittadini attraverso le associazioni dei consumatori, i ricercatori e gli studiosi.
2) Merito, premi e disincentivi. Le strutture pubbliche che conseguono gli obiettivi dei piani devono essere premiate con incentivi. Al contrario le strutture che non rispettano i piani non hanno diritto al salario accessorio. Ai dirigenti che risultano incapaci di conseguire gli obiettivi prestabiliti per la struttura deve essere revocato l’incarico. Inoltre deve essere facilitata la mobilità tra gli enti.
3) Benchmarking. Tale tecnica va utilizzata da tutte le strutture particolarmente da quelle che hanno bisogno di migliorare la performance ed allinearsi agli obiettivi del piano. La comparazione deve essere effettuata tra strutture omogenee ed è finalizzata ad applicare le best practice nella struttura che la effettua.
Servizi pubblici locali.
Un primo problema da affrontare è quello di riconsiderare lo spoils system, il quale in Italia deve essere utilizzato per attrarre nel settore pubblico talenti e manager di successo puntando sulla trasparenza, rigore e merito cosi come avviene in Gran Bretagna. Utilizzare lo spoils system per occupare posizioni di potere porta a nominare persone incompetenti ed a conseguire risultati di gestione diversificati ed inadeguati rispetto alla domanda dei cittadini clienti.
La proposta di Federico Testa di prevedere l’istituzione di Autorità indipendenti di regolazione per superare i conflitti fra ruolo di indirizzo politico, ruolo regolatorio e ruolo gestionale è condivisibile. Si ritiene necessario, cosi come prospetta Testa, disegnare un ruolo delle Regioni per sostenere ed assistere le Amministrazioni locali nella predisposizione dei bandi di gara e nella valutazione delle offerte. Si registra una frammentarietà nei risultati e nelle tariffe delle aziende che gestiscono i servizi pubblici locali ed un utilizzo dei profitti da parte degli enti per finalità diverse da quelle dei settori da cui provengono con conseguenti rischi per gli investimenti e per il livello delle tariffe. Occorre anche in questo caso rendere trasparenti le scelte, gli obiettivi ed i risultati conseguiti dalle aziende pubbliche ed organizzare momenti di confronto tra gli Amministratori ed i cittadini.
Franco Bonfante

Il documento è stato realizzato sulla base degli studi e delle proposte fatte sugli argomenti trattati da:
- Tito Boeri e Pietro Ichino, Linee di una politica regionale del lavoro;
- Pietro Ichino, Trasparenza, valutazione indipendente e benchmarking per ridare prestigio ed efficienza all’amministrazione regionale e alle amministrazioni locali;
- Federico Testa, Servizi Pubblici Locali;
- Franco Bonfante, Proposta di legge regionale “Misure a favore dei lavoratori dipendenti, autonomi e parasubordinati in difficoltà a seguito della crisi economica. modifiche alla legge regionale 13 agosto 2004, n 19 “interventi di ingegneria finanziaria per il sostegno e lo sviluppo delle piccole e medie imprese”;
- Antonino Leone e Mita Marra, Frantumi da ricomporre, Libri Este, 2009.

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