
“Il recupero di credibilità tra le istituzioni ed i cittadini, affermano Zardini e Rotta nell’interrogazione, avviene anche attraverso la gestione democratica e trasparente delle articolazioni dello Stato; l'attuale gestione monocratica dell'Inps non contribuisce, a parere dei proponenti, a rafforzare la fiducia nelle istituzioni e amplia la possibilità di effettuare delle scelte non in sintonia con gli obiettivi di carattere sociale che l'ente persegue”.
Si riporta integralmente l’interrogazione dei deputati
Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze.
Per sapere – premesso che:
il recupero di credibilità tra le istituzioni ed i cittadini avviene anche attraverso la gestione democratica e trasparente delle articolazioni dello Stato; l'attuale gestione monocratica dell'Inps non contribuisce, a parere dei proponenti, a rafforzare la fiducia nelle istituzioni e amplia la possibilità di effettuare delle scelte non in sintonia con gli obiettivi di carattere sociale che l'ente persegue;
negli ultimi anni l'Inps ha subito delle considerevoli modifiche in materia di governance: il decreto-legge n. 78 del
a seguito dell'incorporazione degli enti soppressi, l'Inps è chiamato ad amministrare circa 33.556 mila dipendenti, con un onere finanziario di 2.014 milioni, 23 milioni di occupati (99,3 per cento dei lavoratori), 18 milioni di pensionati, per un importo di circa 229 miliardi di euro per il relativo pagamento (14,49 per cento del prodotto interno lordo del 2011) e 4,5 miliardi di spese di funzionamento (1,56 per cento delle spese istituzionali). Da un confronto con gli istituti previdenziali europei risulta che il nuovo Inps rappresenta il più grande ente previdenziale dell'Europa;
nella precedente legislatura il Ministro del lavoro e delle politiche sociali pro tempore si era assunto l'impegno di presentare un nuovo modello di governance per gli istituti previdenziali ed assistenziali ed a seguito della discussione delle mozioni dei deputati Silvano Moffa e
la Corte dei conti, nella sua relazione del novembre
la riconsiderazione seria e responsabile degli organi dell'Inps e delle loro competenze può essere utile per rilanciare la strategia dell'Istituto e perseguire gli obiettivi di carattere sociale che fanno capo all'Istituto stesso. Inoltre, occorre riflettere sulle nuove competenze del consiglio di indirizzo e vigilanza, composto da 24 membri designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi –:
se non ritengano necessario, per quanto di propria competenza, assumere iniziative per ridefinire la governance dell'Inps, anche agevolando, per quanto di competenza, l'iter della proposta avanzata al riguardo dal Partito democratico (atto Camera 556), che preveda, tra l'altro, la presenza del consiglio di amministrazione – così come avviene in tutte le imprese pubbliche e private, tenendo conto che l'istituto gestisce servizi essenziali per i cittadini e per lo Stato e una quantità notevole di risorse finanziarie – e, in tale quadro, valutare l'opportunità di prevedere una riduzione del numero dei componenti dei suoi organi – quale, a esempio, il consiglio di indirizzo e vigilanza – nonché una più netta ed efficiente distinzione di ruoli e funzioni tra i medesimi;
come valutino, in termini di opportunità e di efficienza, la molteplicità di incarichi ricoperti dal presidente dell'Inps.
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