lunedì 14 maggio 2018

Quali prospettive dall’Assemblea PD

Sembra che nel PD vi sia una chiara volontà di celebrare il congresso entro il mese di ottobre o al massimo entro il 2018. Io non sono d’accordo con questa impostazione in quanto è necessario rifondare il Partito Democratico (regole, schemi, metodi) e non bastano pochi mesi per cambiare un partito così complesso. Occorre tempo, almeno un anno. Occorre riflettere, valutare e creare le prospettive di un partito di centro sinistra. Dopo i risultati negativi del referendum e delle ultime elezioni politiche è necessario superare le posizioni di bottega e creare partito rinnovato nei metodi e nei contenuti. Altrimenti si corre il rischio di superare questa fase senza alcun contributo per il futuro dell’Italia e del Partito Democratico. Chi pensa di avere la maggioranza dei delegati all’assemblea nazionale di sabato e pensa di imporre, anche con metodo democratico, di effettuare il congresso nel giro di pochi mesi senza cambiare nulla e di non eleggere il segretario che porterà al congresso il PD sbaglia perché non pensa al futuro del Partito ma alla propria sopravvivenza.
Sabato è necessario realizzare l’unità del PD e realizzare le condizioni per un vero cambiamento. Il cambiamento può essere affidato a Martina, il quale ha dimostrato ampiamente di essere sensibile, responsabile ed al di sopra delle parti. In caso contrario andremo a sbattere il prossimo anno (elezioni europee) contro un pessimo risultato. Il PD nelle strutture periferiche non è grado supportare un congresso senza cambiamento. Si vuole fare solo una conta? Penso proprio di no.   

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mercoledì 28 febbraio 2018

Io scelgo Diego Zardini

Il 4 marzo voto Partito Democratico e Diego Zardini. E' necessario e urgente proseguire nel cammino delle riforme iniziato con i governi Renzi e Gentiloni ed allinearsi agli altri paesi europei. Diego Zardini con le sue proposte, fatte alla Camera dei Deputati, ha dimostrato  di essere all'altezza delle problematiche del terzo millennio che bisogna affrontare. Inoltre, Diego nel suo impegno politico è stato sincero, trasparente e capace. 

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sabato 10 febbraio 2018

Diego Zardini, Welfare aziendale

Per la prima volta si è svolto a Verona un incontro su un argomento molto importante per i lavoratori e per le aziende: Lavoro e Welfare in azienda. Nuovo rapporto tra persone e imprese. Gli interventi di Diego Zardini, parlamentare del Partito Democratico, Antonello Puggioni, amministratore delegato di Performance in Lighting, Elisabetta Masotto, responsabile di Aribandus e Massimiliano Nobis, segretario regionale della FIM CISL sono stati puntuali ed all’altezza del tema. 
Si riporta l’intervento di Diego Zardini.


Vedi gli interventi di
Massimiliano Nobis, segretario regionale della FIM CISL Veneto

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martedì 6 febbraio 2018

Welfare aziendale a Verona

Il Welfare aziendale rappresenta un pilastro integrativo del Welfare pubblico. Inoltre, l’argomento è molto importante per gli effetti che produce sull'azienda e sui lavoratori (benefici, clima aziendale, produttività). L’incontro che si propone rappresenta una buona occasione per capire l’evoluzione del Welfare in Azienda.


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sabato 20 gennaio 2018

Lavoro: risultati e proposte

La raccolta raccoglie gli articoli più importanti dell'ultimo periodo sul lavoro

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giovedì 30 novembre 2017

Infortunio in itinere per il car pooling

L’on.le Diego Zardini ha presentato una proposta di legge al fine di riconoscere l’infortunio in itinere per coloro che utilizzano il car pooling nel percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro.
Si riporta parzialmente la relazione che accompagna la proposta di legge.
“Si avvertono sempre di più alcune problematiche (riscaldamento globale, inquinamento, tutela della salute) che investono il pianeta, le nazioni ed i centri urbani. Oggi le città ed i centri urbani sono profondamenti cambiati ed hanno bisogno sempre di più di risolvere alcuni problemi fondamentali, quali l’inquinamento, la congestione del traffico e la salute dei cittadini che possono essere affrontati con una pluralità di interventi, tra i quali l’utilizzo di mezzi alternativi all’uso dell’automobile privata per recarsi al lavoro.
Occorre non solo attuare i contenuti dei trattati internazionali per scongiurare la crisi ambientale che interessa l’intero pianeta ma anche scoprire ed adottare nuovi strumenti per contrastare gli effetti negativi derivanti dall’uso spregiudicato delle risorse.
Il sistema dei trasporti privati vive un’epoca di profondi cambiamenti su scala globale. Sono in numero sempre crescente, soprattutto nelle città e nei grandi centri urbani i cittadini che cercano e sperimentano soluzioni per la mobilità urbana, più economiche e più sostenibili, rispetto alla tradizionale automobile di proprietà. Il car pooling si è trasformato in realtà tangibile e concreta. Per tale motivo e per gli effetti sulla riduzione dell’inquinamento e dei costi occorre adeguare la legislazione alle nuove esigenze con l’introduzione dell’infortunio in itinere per coloro che utilizzano il car pooling per recarsi al lavoro.
Inoltre, occorre tenere presente che la dipendenza dall’estero in materia energetica impone all’Italia di promuovere delle forme alternative di trasporto che incidano positivamente sul consumo e sul risparmio energetico.
Nella Legislatura XVII il Parlamento ha approvato delle disposizioni che riconoscono l’infortunio in itinere per coloro che utilizzano la bicicletta durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro.
La proposta, riconoscendo l’infortunio in itinere anche per coloro che usano il car pooling, risponde alle esigenze sociali ed economiche di uno Stato moderno che pone attenzione:
-   all’impatto ambientale (inquinamento acustico, atmosferico ed emissione del gas serra;
- ai costi legati alla mobilità urbana (benzina);
- alla tutela della salute dei cittadini (aspettativa di vita più lunga, riduzione dello stress);
- al traffico sulle strade (decongestione del traffico, riduzione degli incidenti in itinere.
Nella società del terzo millennio bisogna considerare che la crisi economica e l’importazione delle fonti di energia obbliga l’Italia a riorganizzare la mobilità urbana con nuovi strumenti che ricadano positivamente sul consumo e sul risparmio energetico che in questo caso sono rappresentate dall’utilizzo del car pooling. Il car pooling genera dei benefici per l’azienda e per lavoratori:
- aumenta la soddisfazione dei lavoratori;
- i dipendenti arrivano puntuali al lavoro;
- diminuzione dello stress;
- meno assenze dovute agli scioperi dei mezzi di trasporto pubblico ed altri imprevisti;
- diminuzione dei costi di carburante.

E’ urgente e fondamentale riconoscere in ogni caso ai lavoratori che utilizzano il car pooling nel caso di incidente la piena tutela derivante dall’infortunio in itinere per l’impatto positivo che tale mezzo di trasporto implica sul benessere sociale ed economico dei cittadini. Dalle considerazioni descritte muove la presente proposta di legge.
La presente proposta di legge introduce una modifica del comma terzo dell’articolo 2 del D.P.R. 30.6 1965, n. 1124 al fine di prevedere la possibilità di riconoscere l’infortunio in itinere anche nel caso in cui si utilizzi un servizio di auto condivisa nel percorso casa-lavoro (car pooling). In questo caso l’utilizzo di tale servizio deve intendersi sempre necessitato, per gli effetti positivi sulla riduzione dell'inquinamento e dei costi del trasporto, a condizione che il lavoratore che intende attivare un servizio di auto condivisa nel percorso casa-lavoro (car pooling)dia preventiva comunicazione per iscritto al datore di lavoro del veicolo utilizzato, dei soggetti che condividono il servizio, dell’abilitazione alla guida del conducente o dei conducenti il veicolo, del percorso e della relativa fascia oraria almeno 7 giorni prima della data di attivazione del nuovo sistema di trasporto.
Inoltre, si modifica l’ultimo periodo del comma terzo dell’articolo 2 del D.P.R. 30.6 1965, n. 1124 allo scopo di prevedere che “in ogni caso” siano esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall'abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall'uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni; l'assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida”.
Diego Zardini si è impegnato a presentare un emendamento alla legge di bilancio affinché venga riconosciuto l’infortunio in itinere per coloro che utilizzano il car pooling durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro.

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martedì 28 novembre 2017

Valutazione seria del Jobs Act


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giovedì 2 novembre 2017

Obblighi di trasparenza



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venerdì 1 settembre 2017

Ancora sulle nomine a Verona

Si continua a parlare delle nomine a Verona. Dopo la dichiarazione di Sboarina, il quale ha affermato che tra le persone scelte vi sono due terzi laureati e 17 diplomati, è il turno di Polato che sottolinea che nel Cda di Agsm vi sono due ingegneri e tre avvocati. Con tali dichiarazioni si vuole affermare l’alta qualità delle nomine. Queste affermazioni non significano nulla. Infatti nei Cda non vi sono esperti in gestione aziendale nei settori specifici e in strategia d’impresa. I titoli di studio sono insufficienti se non vi sono le competenze nelle aree strategiche delle aziende partecipate. Quasi tutte le nomine sono state finalizzate alla nomina di esponenti politici e a rispettare mantenere gli impegni assunti nella competizione elettorale.
I due esponenti politici (Sboarina e Polato) confondono le conoscenze con le competenze. Per chiarire tale distinzione si riportano le dichiarazioni di Silvano Del Lungo, uno dei padri della consulenza di direzione in Italia, rilasciate in una mia intervista.
Silvano Del Lungo distingue le conoscenze e le competenze: “Le conoscenze sono un tipo di abilità che sempre si accompagnano ad ogni competenza e che insieme sono in qualche misura comprese entro la competenza, ma allo stesso tempo se ne distinguono per il tempo in cui si formano nella persona (anteriore a quello della competenza) e per il modo diverso secondo cui si formano (l’istruzione e non l’esperienza) e in cui si esprimono (il sapere e non il saper fare). Le conoscenze sono, dunque, quelle abilità che concernono sia il sapere comune (leggere, scrivere, far di conto, parlare ecc.) sia specialistico (filosofia, letteratura, conoscenza di lingue, fisica, fisiologia, patologia, biologia, economia, astronomia e via dicendo). Più in breve: “i saperi”, vale a dire possedere concettualmente nella propria mente l’insieme di conoscenze e di relazioni tra conoscenze che fanno parte di una o più discipline simili a quelle su esemplificate.
Qui il resto del post Quale è dunque la differenza tra saperi (o conoscenze) e competenze? E’ la stessa differenza che c’è tra “sapere” e “saper fare” Nel primo caso – quello del sapere - esso coincide col possesso teorico della materia, mnemonico, critico, e via enumerando facoltà della nostra mente. Il saper fare è invece la capacità di trasformare il sapere, i saperi che si possiedono in azioni per raggiungere un risultato.
Così ad esempio un ingegnere può conoscere la meccanica, può saper risolvere un problema tecnico, ma può fallire come capo progetto, perché non sa gestire gli uomini o non sa affrontare l’incertezza o concepire e gestire un’organizzazione appropriata alla realizzazione del progetto.
Tra conoscenze/saperi da una parte e competenze dall'altra, c’è distinzione, ma non c’è contrapposizione. Non esiste competenza che per essere esercitata non esiga l’incorporazione in se stessa del corrispondente suo sapere. Quel sapere è il presupposto della operatività della competenza. Non è vero il viceversa. Il sapere, senza una competenza che lo incorpori non è in sé sufficiente a operare in una organizzazione”.
Alla luce delle dichiarazioni illuminanti di Silvano Del Lungo possiamo affermare che i titoli di studio tanto sbandierati da Sboarina e Polato non rappresentano le competenze per la gestione delle aziende partecipate ma soltanto le conoscenze.
Al di là delle polemiche e dei confronti occorre realizzare la massima convergenza possibile al fine di modificare il regolamento che disciplina le nomine nel comune di Verona, le cui regole sono servite a legittimare la lottizzazione del potere. A tale scopo si segnala il documento del gruppo consiliare del PD: “una buona base di partenza per una reale riforma degli enti e delle aziende partecipate veronesi, sia costituita dalla proposta del gruppo di professionisti veronesi che si era già appellato al nuovo Sindaco all’inizio del suo mandato e che prevede l’introduzione di requisiti procedurali, come la valutazione dei curriculum e le audizioni pubbliche, tali da considerare anche le competenze”.
Questo mese il Consiglio Comunale di Verona discuterà l’ordine del giorno presentato dal neo consigliere comunale Tommaso Ferrari ed in quella occasione si conosceranno le intenzioni delle forze politiche ad introdurre gli elementi di novità già previsti dalle best practice in materia di nomine (Torino, Milano, Stati Uniti).
Dibattere sull’ordine del giorno Ferrari non è sufficiente occorre richiedere la convocazione del Consiglio Comunale con all’odg. la riforma del regolamento che disciplina le nomine. Le minoranze saranno capaci o avranno la volontà di richiedere tale convocazione? Speriamo di sì per il bene di Verona.
Per l’importanza dell’argomento mi permetto ancora una volta di indicare i fattori da introdurre:
Trasparenza:
- Bando pubblico per le posizioni da ricoprire negli enti partecipati con l’indicazione dei requisiti che occorre possedere;
- Pubblicazione nel sito del comune dei curriculum vitae presentati dai candidati e delle valutazioni della commissione degli esperti;
- Pubblicazione della motivazione finale del sindaco rispetto alle scelte effettuate.
Competenze:
- Nomina di una commissione di esperti indipendenti che valuti la conoscenza e le competenze dei candidati;
- Presentazione da parte dei candidati dei curriculum vitae e di una nota illustrativa (scritta o durante il colloquio) che illustri gli obiettivi che la società dovrebbe conseguire;
- Istituzione di un colloquio pubblico per i candidati per dare loro la possibilità di presentazione ed alla commissione di conoscere le potenzialità dei candidati attraverso la valutazione del c.v., della nota illustrativa e del colloquio stesso.

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