martedì 19 maggio 2009

Un nuovo Welfare per il 3° millennio

Il Partito Democratico di Verona ha organizzato un convegno su “Soli di fronte alla crisi: un nuovo Welfare per il 3° millennio” che si terra a Verona il 22 maggio alle ore 20,30 presso la Sala Lucchi di Piazzale Olimpia 3.
Il convegno è presieduto da Giandomenico Allegri, coordinatore provinciale del PD, ed i relatori sono:
- Donata Lenzi, parlamentare;
- Carla Pellegatta, Segretaria Generale Cgil Verona;
- Silvio Gandini, sindaco di Legnago e candidato al Parlamento Europeo;
- Diego Zardini, candidato alla Presidenza della Provincia di Verona.
Il convegno rappresenta una occasione per valutare insieme ai partecipanti la crisi economica e il disagio sociale delle fasce più deboli rappresentati dai pensionati, disoccupati e precari.
Il convegno si propone di prospettare un nuovo Welfare per affrontare positivamente il problema della povertà e dell’impoverimento del ceto medio.
Il lavoro rappresenta il tema centrale dell’incontro per costruire un futuro di certezza per le nuove generazioni e per gli occupati.
Purtroppo il Governo Berlusconi si propone di affrontare la crisi con la sola fiducia e con l’ottimismo e non con riforme strutturali che diano sicurezza e certezza agli occupati, ai disoccupati, ai lavoratori precari, ai disoccupati ed a coloro che vivono in stato di povertà.

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Debora Serracchiani a Verona

Debora Serracchiani, candidata al Parlamento Europeo, parteciperà ad un incontro organizzato dal Partito Democratico che si terrà a Verona, venerdi 22 maggio alle ore 14,00 presso il Bar Liston 12 di Piazza Brà. Insieme a lei saranno presenti l'on Federica Mogherini, Silvio Gandini, candidato al Parlamento Europeo e Diego Zardini, candidato alla Presidenza della Provincia di Verona.
E’ un incontro molto atteso in quanto è la prima volta che per motivi politici Debora Serracchiani interviene a Verona.
Debora ha inviato un messaggio al gruppo di sostenitori di Facebook: “Vi ringrazio infinitamente per il vostro entusiasmo e per il sostegno.Mi dispiace non riuscire a parlare con voi più spesso, ma capirete che questa avventura mi sta impegnando tantissimo e mi porta ogni giorno in posti diversi (anche più volte al giorno!). Ma è l'aspetto più bello della campagna.Ho preso con serietà questa avventura e cerco di fare del mio meglio.Intanto ci metto la faccia ed il cuore e voi mi date la forza necessaria, comunque vada.Grazie per la fiducia che ponete in me.Tornerò a trovarvi quanto prima con il mio programma, così-se vi va ne parliamo.
A presto Debora Serracchiani”.
Al suo messaggio hanno risposto in tantissimi, esprimendo solidarietà ed entusiasmo, da persone che risiedono anche nelle altre circoscrizioni elettorali. Questo significa che Debora ha generato tanto entusiasmo ed impegno per il Partito Democratico.
Stefania di Caserta scrive: “Debora Serracchiani è forse la migliore candidatura di queste elezioni europee ed io con Officin@ Democratica avrei sostenuto con forza ed entusiasmo il suo percorso verso Bruxelles almeno per tre motivi:
1-è preparata, colta e rappresenta i giovani che si sacrificano per costruire il loro progetto di vita;
2-è espressione del proprio territorio ed ha anche una storia di militanza attiva;
3-è comunicativa, semplice, fresca...piace!
Avrei potuto dire che l'avrei votata perché è una donna...ma questo non conta, per lei è solo un valore aggiunto e non una motivazione.
Con stima e simpatia Officin@ democratica le augura successo con un sentito "in bocca al lupo"...Forza Debora!!!
Stefania (delegata nazionale e presidente di Officin@ Democratica)”.
Corrado rivolgendosi a Debora afferma che “impegnandoti seriamente e con tutta te stessa in questa avventura politica, sarà la migliore risposta che puoi dare a tutti coloro che hanno aderito a questo gruppo in tuo sostegno. Non che il dialogo interpersonale
non abbia valore, anzi! Ma il grosso delle tue energie spendilo lì, dove puoi incidere positivamente per tutta l'Italia."
"Sono io che ringrazio te, afferma Attilio, per tutto quello che stai facendo, per l'entusiasmo che sai trasmettere, per gli argomenti che tratti con assoluta comprensione, chiarezza e concretezza. Continua cosi e vedrai che riuscirai a raggiungere tutti i traguardi che noi stiamo aspettando da tempo.(p. s. complimenti per ieri sera a la 7, sei stata splendida)"
Coltiviamo ed accarezziamo l’entusiasmo di queste persone con il nostro impegno per Debora, per il Partito Democratico e per l’Italia.
Debora Serracchiani esercita la professione di avvocato del lavoro a Udine, ricopre l'incarico di Segratario Comunale del PD di Udine ed è stata eletta in Consiglio Provinciale nella lista del Partito Democratico.

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sabato 16 maggio 2009

Debora Serracchiani 2

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Debora Serracchiani 1

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Progetto Flexsecurity. A che punto siamo?

Articolo del senatore Pietro Ichino pubblicato sul Corriere della Sera del 16 maggio 2009
Improvvisamente, nel giro di soli quindici giorni, il tabù dell’articolo 18 è crollato. Ne ha fornito una sorta di cronaca minuto per minuto il Riformista, a partire dal 1° maggio, con una serie impressionante di interviste e articoli di dirigenti nazionali dei sindacati maggiori, che, pur con diverse sfumature, hanno preso posizione a favore della sostituzione del vecchio modello di rapporto di lavoro con il “contratto a stabilità crescente” per tutti i nuovi assunti e nuove protezioni nel mercato per chi perde il posto. Qualche avvisaglia del crollo imminente si era avuta già a marzo, con un articolo di Giorgio Santini (numero due della Cisl) e una presa di posizione pubblica molto netta del segretario della Uil Luigi Angeletti, in concomitanza con la presentazione in Parlamento di un disegno di legge sulla “transizione a un regime di flexsecurity”, firmato da 35 senatori dell’opposizione. Ma il vero e proprio crollo del tabù avviene ai primi di maggio, quando nel dibattito intervengono anche i dirigenti di vertice della Cgil: apre le danze Paolo Nerozzi (senatore Pd di provenienza Cgil) con un’opzione a favore della proposta di Tito Boeri e Pietro Garibaldi: ingresso al lavoro per tutti con un contratto a tempo indeterminato, con un periodo di prova di sei mesi, seguito da due anni e mezzo nei quali la protezione contro il licenziamento è data soltanto da un indennizzo in denaro; poi, dal quarto anno, la “stabilità reale” garantita dall’articolo 18. Il 6 maggio esprime un’opzione simile Carlo Podda (segretario della Funzione pubblica Cgil). A ruota, altri esponenti sindacali di primo piano si pronunciano per una riforma più incisiva, che punti a superare l’apartheid tra protetti e non protetti nel mercato del lavoro coniugando la maggiore flessibilità del rapporto con l’introduzione di un nuovo sistema di sostegno del reddito e assistenza al lavoratore nel passaggio da un lavoro a un altro: tra i vertici della Cgil Nicoletta Rocchi, Fausto Durante, Mauro Guzzonato e Bruno Pierozzi, cui si aggiungono le voci di due “grandi vecchi” della Cisl ora in Parlamento, Franco Marini e Pierpaolo Baretta.
Sull’altro versante del sistema di relazioni industriali, la presidente di Confindustria fin dal gennaio scorso, al Forum di Davos, aveva manifestato – con molto coraggio e lungimiranza – la sua piena disponibilità su questo terreno (tutti gli interventi e interviste si possono reperire attraverso il Portale della flexsecurity). Ora si incomincia a parlare della possibilità che il tema venga introdotto nelle “piattaforme” per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici: Fim-Cisl e Uilm ci stanno lavorando e anche la Fiom – a giudicare dall’intervista del suo segretario Durante – sembra interessata. Così, non è impensabile che il colossale nuovo piano industriale della Fiat possa diventare tra breve il banco di prova di una riforma promossa, una volta tanto, dall’accordo tra le parti prima che dal legislatore. I sindacati potrebbero fare a Cordero di Montezemolo e Marchionne questo discorso: “condizione per la ristrutturazione è che essa sia un grande gioco nel quale nessuno ha da perdere e tutti hanno qualche cosa da guadagnare. Facciamola, dunque, ma prima attrezziamoci per garantire a tutti i lavoratori che nella ristrutturazione dovessero perdere il posto una seria garanzia di continuità del reddito e un forte investimento sulla loro professionalità, che consenta la loro ricollocazione in tempi ragionevoli: più i servizi saranno efficaci e la ricollocazione sarà rapida, minore sarà il costo complessivo dell’operazione per l’azienda”. Per esempio, visto che si prevede un forte incremento dell’industria ferroviaria per effetto degli investimenti americani e cinesi in questo campo, perché non riconvertire i produttori di automobili trasformandoli in produttori di treni e impianti per farli funzionare?Il sindacato sembra dunque voler scrollarsi di dosso l’immagine di forza conservatrice e assumere un ruolo di avanguardia. Se lo farà davvero, il sistema delle relazioni industriali potrà riprendere la guida del governo del mondo del lavoro, della quale si è lasciato da troppo tempo espropriare: un “avviso comune” dei rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori al legislatore sui modi della transizione a un regime di flexsecurity potrebbe costituire la base per un dialogo fruttuoso in Parlamento fra opposizione e maggioranza. Per il Paese questo sarebbe il migliore viatico per la fase di uscita dalla crisi.

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venerdì 15 maggio 2009

Pietro Ichino con i pensionati INPS

Interrogazione presentata dal senatore Pietro Ichino alla Presidenza del Senato nella seduta del 14 maggio 2009
L’interrogazione tratta il pagamento dei conguagli pensionistici e dei relativi interessi ai pensionati Inps. Si riporta il testo dell’interrogazione.
“Considerato che:
- le nuove disposizioni contenute nell’articolo 35, commi da 8 a 13, della legge n. 14/2009 incidono positivamente sulla diminuzione della quantità dei conguagli negativi (indebiti per il pensionato) e positivi (arretrati per il pensionato), poiché considerano i redditi definitivi dell’anno precedente, ma non sui conguagli il cui titolo è sorto prima della entrata in vigore della medesima legge;
- la gestione troppo lenta dei conguagli pensionistici alimenta il disagio sociale dei pensionati, soprattutto nell’attuale situazione di grave crisi economica, contribuendo oltretutto a deprimere la domanda interna di beni e servizi e quindi ad alimentare il circolo vizioso recessivo;
- le procedure di calcolo delle ricostituzioni prevedono il computo degli interessi soltanto fino alla data di liquidazione delle pratiche pensionistiche e non considerano il tempo ulteriore fino alla data di effettivo pagamento dei conguagli;
- la rilevazione statistica del prodotto conguagli (”pervenuto”, “accolto” e “giacenza”) viene effettuata dalle Sedi periferiche dell’Inps manualmente e, pertanto, fornisce un dato tecnicamente “sporco”, cioè non credibile e non significativo;
- i tempi che intercorre dal calcolo della pensione alla conferma del pagamento degli arretrati non vengono rilevati: di conseguenza non sono computati nei tempi di liquidazione delle pensioni (prima liquidazione e ricostituzione delle pensioni), che si ferma alla data del calcolo e non a quella di effettivo pagamento; ne consegue che per le pensioni liquidate (prima liquidazione) e ricalcolate (ricostituzione delle pensioni) viene rilevato il tempo di definizione anche nel caso in cui il conguaglio non sia stato posto in pagamento;
si chiede al Ministro:
- se non ritenga opportuno intervenire presso l’Inps per sollecitare interventi volti a velocizzare il pagamento dei conguagli e a realizzare una puntuale e corretta rilevazione statistica automatizzata, più efficiente rispetto a quella che viene correntemente attuata presso le Sedi periferiche dell’Inps;
- se non ritenga necessario e anzi urgente operare affinché siano conoscibili il numero e gli importi complessivi presumibili delle pratiche di conguaglio presso le Sedi periferiche dell’Istituto, suddivisi per anno e per provincia;
- se non ritenga corretto e dovuto che, contrariamente alla prassi di fatto seguita, gli interessi legali relativi alle ricostituzioni delle pensioni vengono calcolati e corrisposti ai pensionati anche per il tempo intercorrente fra la data di calcolo della ricostituzione della pensione alla data di pagamento effettivo del conguaglio.”

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giovedì 14 maggio 2009

Debora Serracchiani su otto e mezzo


I rappresentanti del centro destra come il loro maestro Berlusconi vendono il fumo cioè niente. L'on Laura Ravetto è stata eccessiva nella propaganda e nelle bugie. E' stata incontenibile nel raccontare le non riforme strutturali del Governo Berlusconi. Debora Serracchiani è stata contenuta, essenziale ed ha espresso con serenità e convinzione l'impegno per una prospettiva seria e responsabile del Paese.
La mia amica Cristiana Carini ha affermato che "immagino che anche tu abbia seguito Debora a otto e mezzo. Ti do il mio parere per avere il tuo. Piacevole a vedersi calma sicura nelle risposte, ma troppo concisa rispetto al clone, grillo parlante, della Ravetto. Purtroppo in Tv spesso conta più quanto ti accaparri telecamera e microfono rispeto a quello che dici e l'altra con il placet dei conduttori se ne è accaparrato troppo e per di più con buona proprità di linguaggio su aria fritta".

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mercoledì 13 maggio 2009

Il Soldato Brunetta

Oggi Dario Da Vico ha scritto un articolo per il Corriere della Sera in cui indica tre principi che vanno difesi nel decreto legislativo sulla Pubblica Amministrazione:
- l’introduzione della valutazione delle prestazioni dei dipendenti pubblici;
- la piena trasparenza della P.A.;
- la sperimentazione di modelli meritocratici nella progressione della carriera.
I fattori indicati da Da Vico sono condivisibili ed essenziali per il cambiamento della Pubblica Amministrazione. Mi permetto di indicare altri elementi che secondo il mio modesto parere sono egualmente importanti:
- Il Benchmarking comparativo al fine di utilizzare le best practice che si realizzano nell’area competitiva della P. A.;
- la misurazione del lavoro;
- l’istituzione dell’Autorità indipendente.
Inoltre ritengo essenziale la modifica dell’art. 19 (titolo III Merito e Premi) in quanto le regole introdotte nel sistema di incentivazione sono disciplinate in modo troppo dettagliato, occupano lo spazio di responsabilità del management pubblico ed introducono dei meccanismi discriminatori tra gli operatori pubblici capaci e impegnati nell’offrire servizi di qualità ai cittadini. La fascia di merito alta del 25% del personale rischia di ritorcersi contro gli operatori dei dipartimenti pubblici che conseguono i risultati qualitativi e quantitativi stabiliti nei piani per il solo fatto che il Ministro Brunetta ha previsto tale regola.
L’esclusione dalla fascia di merito alta di tutti gli operatori dipendenti da Amministrazioni che hanno conseguito gli obiettivi programmati è un grave ingiustizia che porterà sicuramente alla demotivazione degli operatori che si sono impegnati responsabilmente.
Un altro elemento negativo che ritengo essenziale riguarda i tentativi continui del Ministro Brunetta di dividere le organizzazioni sindacali. Tale divisione se verrà realizzata porterà a polemiche e lotte che influenzeranno il buon andamento delle pubbliche amministrazioni.
Da Vico riconosce l’impegno del Partito Democratico e particolarmente del senatore Pietro Ichino e dell’on. Linda Lanzillotta che hanno contribuito a migliorare il disegno di legge del Governo nelle parti indicati come principi essenziali da Da Vico. Inoltre il Partito Democratico con il senatore Pietro Ichino ha acconsentito ad introdurre nel disegno di legge unificato i contenuti della proposta del Partito Democratico.
I contenuti proposti e sostenuti dal PD ed approvati dal Parlamento non possono essere strumentalizzati ed usati in una visione di cambiamento diversa da quella contenuta dalla legge 4 marzo 2009, n. 15. Se si dovesse verificare tale condizione il Partito Democratico non si può prestare ad approvare una riforma contradditoria e non facile da realizzare.
Occorre che il Ministro Brunetta capisca che la riforma delle Pubbliche Amministrazioni ha bisogno per essere realizzata della più ampia convergenza possibile e non solo del consenso della maggioranza.
Articolo di Dario Di Vico

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Io voto alle Europee Debora Serracchiani

E’ il nome di un gruppo nato su Facebook che sostiene Debora Serracchiani candidata del Partito Democratico al Parlamento Europeo. Gli entusiasmi e la fiducia verso Debora crescono ogni giorno di più e lei continua la campagna elettorale con molto impegno nella circoscrizione del nord est, incontrando i cittadini e tutti coloro che ormai credono nelle sue idee e nella sua capacità di rinnovamento del sistema politico e del Partito Democratico.
Il gruppo su Facebook conta 1704 membri e continua ad ampliarsi sempre di più spontaneamente perché le persone si sentono legate a questa giovane donna capace, tranquilla e determinata nelle sue analisi, valutazioni e prospettive. I suoi interventi sono molto apprezzati perché interpreta il pensiero, i bisogni e la domanda di democrazia dei cittadini.
Debora trova il tempo di rivolgere un pensiero al gruppo: “Vi ringrazio infinitamente per il vostro entusiasmo e per il sostegno. Mi dispiace non riuscire a parlare con voi più spesso, ma capirete che questa avventura mi sta impegnando tantissimo e mi porta ogni giorno in posti diversi (anche più volte al giorno!). Ma è l'aspetto più bello della campagna. Ho preso con serietà questa avventura e cerco di fare del mio meglio. Intanto ci metto la faccia e il cuore e voi mi date la forza necessaria, comunque vada. Grazie per la fiducia che riponete in me.Tornerò a trovarvi quanto prima con il mio programma, così - se vi va - ne parliamo. A presto, Debora Serracchiani”
Spero di potere insieme a tanti altri elettori trasmettere forza ed entusiasmo a Debora e nello stesso tempo di riceverli da lei con il suo instancabile impegno.
Volontari per Debora Serracchiani
Gruppo su Facebook

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