martedì 5 maggio 2009

Il cambiamento nelle Pubbliche Amministrazioni

Il senatore Pietro Ichino a Verona

Il Partito Democratico di Verona ed il gruppo SOS P.A. di Facebook hanno organizzato un convegno su “Il cambiamento nelle Pubbliche Amministrazioni” che si terrà a Verona l’8 maggio alle ore 20,30 presso la sala Lucchi di Piazzale Olimpia 3.
Il convegno è presieduto da Giandomenico Allegri, coordinatore provinciale del PD, ed i relatori sono:
- Pietro Ichino, senatore e docente di Diritto del Lavoro presso l’Università di Milano;- Federico Testa, deputato e docente di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università di Verona;
- Antonino Leone, fondatore del gruppo SOS P.A. che conta circa 1400 membri.
“Le vicende degli ultimi mesi, dichiara l’on. Federico Testa, hanno dimostrato che chi sosteneva l'assoluta inutilità di un ruolo pubblico nell'economia effettuava una pericolosa semplificazione della realtà. Ma sarebbe altrettanto sbagliato trarre la conclusione che allora tutto va bene com'è. C'è invece la necessità di ripensare al ruolo del pubblico e dei suoi organi (la PA), nonché di riflettere sul fatto che solo un pubblico che funziona bene riceve quella legittimazione sociale che è condizione indispensabile per sopravvivere. E questa riflessione va compiuta fino in fondo, senza reticenze, in primo luogo da chi crede ad un ruolo importante del pubblico nella società”.
Il convegno è una occasione da non perdere, afferma Antonino Leone, per conoscere direttamente dal senatore Pietro Ichino l’impegno ed i contributi del Partito Democratico e suoi a favore del cambiamento nelle Pubbliche Amministrazioni.
Vi è una domanda sempre più pressante da parte dei cittadini e delle imprese per una Pubblica Amministrazione più efficiente ed efficace che sia il motore della crescita e della competitività dell’Italia.
Per coloro che intendono approfondire l’argomento possono collegarsi al sito del senatore Pietro Ichino e specificatamente al link http://www.pietroichino.it/?p=1111
che tratta la trasparenza e la valutazione nelle Pubbliche Amministrazioni.
Il convegno rappresenta una grande opportunità per il tema trattato, la qualità dei relatori, il senatore Pietro Ichino e l’on. Federico Testa, e per il dibattito interessante che certamente potrà scaturire.

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Silvio Gandini in Europa

Silvio Gandini, sindaco del comune di Legnago per due legislature, si candida con il Partito democratico alle Europee nella seconda circoscrizione.
Ieri nella nuova sede del Partito Democratico è stata presentata la candidatura di Gandini, accompagnato dal coordinatore provinciale Giandomenico Allegri e dai deputati e senatori Maria Pia Garavaglia, Federico Testa, Giampaolo Fogliardi e Gianni Dal Moro.
Da tutti è stata sottolineato che occorre una Europa più vicina al territorio ed ai problemi reali. Per tale motivo la candidatura di Gandini per l’esperienza politica-amministrativa svolta come sindaco di Legnano e nell’Anci risulta importante per Verona.
Gandini è un buon conoscitore dei problemi territoriali dei comuni e nella conferenza stampa ha delineato il suo impegno programmatico in direzione delle infrastrutture, dell’ambiente, delle piccole imprese e dell’agricoltura. Inoltre ha ribadito che occorre valorizzare il patrimonio culturale, il turismo, e forme di integrazione della conoscenza in ambito europeo.
Gandini ha ribadito che “occorre un’ Europa solidale capace di porre in essere politiche sociali per la famiglia, la sicurezza e l’integrazione, per la tutela della salute, del lavoro e delle fasce più deboli.”

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lunedì 4 maggio 2009

Cosa pensano di Diego Zardini nel lavoro

Ho cercato di sapere cosa pensano di Diego Zardini nell’ambiente di lavoro dove opera ed ho contattato il suo capo ufficio ed una sua collega, i quali hanno espresso giudizi positivi che riporto fedelmente in questo post.
Qui il resto del post "Conosco Diego dal 2000, dichiara Danilo Luca, responsabile dell'ufficio dove lavora Diego, quando io stesso l'ho assunto dopo un'accurata selezione. Era stato scelto perché nonostante la giovane età aveva già una consolidata esperienza riguardo alla sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro. La scelta si è rivelata azzeccata e l'impegno che ha sempre messo nelle cose che fa gli ha consentito di guadagnarsi la stima e l'apprezzamento dei suoi colleghi di lavoro." Continua Danilo Luca "Diego ha una grande determinazione, è preparato sui temi legati al lavoro e all'ambiente che sono competenze specifiche dell'ente provincia. Per questo ho deciso di dargli la mia fiducia e sostenerlo in questa sfida coraggiosa che, dopo aver vinto le primarie, lo porterà a fare un ottimo risultato anche a giugno."
Io ho deciso, dichiara Sonata Avesani, alla Presidenza della Provincia di Verona voto Diego Zardini. Lo voto perché si occupa già da tempo delle tematiche di competenza della provincia quali l'ambiente, i rifiuti e la mobilità e soprattutto affronta questi temi con una visione innovativa, che condivido.
In particolare Diego, conclude Donata Avesani, ha lavorato molto anche in politica affinché le problematiche studiate e approfondite con i gruppi di lavoro fossero fatte proprie dal Partito Democratico, lui vuole davvero proporre una valida alternativa all'attuale maggioranza che regge la Provincia. Last but non least, conosco personalmente la sua serietà personale e la sua capacità di dare risposte documentate e puntuali. Sono convita che possa farcela.
Continuerò a viaggiare nell’ambiente dove ha vissuto Diego per carpire nuove testimonianze che possano essere utili a delineare il profilo di Diego Zardini.
Per ora gli è andata bene. La prossima volta?

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Mike Bongiorno e Silvio Berlusconi per tutta la vita

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Messaggio di Debora Serracchiani

Cari amici,
quelli appena passati sono stati giorni molto intensi.
Come sapete la candidatura alle europee è stata per me una sorpresa e non ero assolutamente preparata ad affrontare organizzativamente questa grande sfida.La mia candidatura nasce dal popolo del web e dei circoli.
Lo so bene e per questo vi ringrazio.
Tutto ciò mi carica di orgoglio e di responsabilità.
Sono qui allora a chiedere ancora il vostro aiuto che per me è indispensabile.
Per prima cosa, però, vorrei chiarire un concetto: essere eletta in Europa non significa per me andare in esilio.
Anzi, dall’8 giugno, assieme a voi e a molti altri, intendo lavorare per contribuire al rinnovamento del Partito Democratico.
Ci riuscirò? Anche questo dipende da voi.
Se riusciremo ad ottenere un buon risultato, avremo dimostrato che in Italia è ancora possibile sperare nel cambiamento.
Saremo la prova che, grazie alle nuove tecnologie, è possibile dare voce a tutte quelle persone che vogliono esercitare pienamente il loro diritto alla democrazia.
Il risultato del PD dipenderà da quante persone disilluse riusciremo a convincere ad andare a votare.
Il mio risultato dipenderà da quanti scriveranno SERRACCHIANI, un nome per niente facile, sulla scheda elettorale.
L’aiuto che vi chiedo, specialmente per quanti vivono nelle regioni della mia circoscrizione elettorale (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto), si può manifestare in vari modi:
1. registrandosi nella mia “Lista degli amici ” per essere informati direttamente in merito ad iniziative nella vostra zona;
2. iscrivendosi come VOLONTARI indicando il settore in cui desiderate impegnarvi (anche la semplice distribuzione di materiale sul territorio per me è molto importante);
3. coinvolgendo amici, associazioni e circoli vicini a voi;
4. proponendo slogan o banner da diffondere in rete. Grazie per tutto quello che riuscirete a fare! Debora Per contattarmi questi sono i miei recapiti
Comitato elettorale Debora Serracchiani,
via Joppi 63 – 33100 UDINE
Fax 0432/1841800
email: segreteria@serracchiani.eu
sito web http://www.serracchiani.eu

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sabato 2 maggio 2009

Pensieri di Debora Serracchiani

Debora è una giovane capace e pulita candidata alle elezioni europee nella circoscrizione Italia Nord Orientale che occorre sostenere per innovare la presenza in Europa del Partito Democratico e dell’Italia.
Etica e Politica
Su questo difficile tema nei sistemi democratici si discute praticamente da sempre. Pensando all’incontro, mi sono ricordata delle parole di un uomo politico.Questi dichiarava: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze ed i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un boss e con dei sotto boss”. Questa intervista dura, ma a tratti molto attuale, è stata rilasciata nel 1981.
Il treno
Questo partito deve impegnarsi a parlare ai giovani, costruire luoghi dove si possa tornare a ragionare con loro, creare delle occasioni di confronto, … solo così i giovani si interesseranno di politica e del loro futuro, senza delegarlo ancora ad altri. L’esperienza del treno per l’Europa è stata - e lo dicono i ragazzi che c’erano - un’esperienza bellissima di studio e di incontro. La politica più bella, quella che ti fa riconciliare con una società che a volte fatichi a capire. Per quanto riguarda me, è stata un’iniezione di ottimismo che ci voleva. Grazie a quei ragazzi e grazie a chi mi ha dato l’opportunità di conoscerli.
Terremoto in Abruzzo
Sono assolutamente arrabbiata!!! Ieri mi sono concessa un paio d’ore di tranquillità ed ho deciso di annientarmi davanti alla televisione. Ma come si fa? Come si può pensare che con il terremoto quelle persone abbiano perso anche la propria dignità?
Ma come si può passare il tempo a fargli delle domande senza risposta solo attendendo che si mettano a piangere? Ma come si può mandare a reti unificate la solita frase, il solito abbraccio, la solita lacrima, la solita promessa e, non ultimo, il solito anatema sul “faccio tutto io, per cui signori ministri non veniate in Abruzzo a fare la passerella mediatica”? LORO??? E LUI??
Candidata alle Europee
Ho deciso di accettare la candidatura per due motivi:
1. per responsabilità verso il mio territorio che crede in questa candidatura e che mi ha chiesto di provare convintamente a farcela
2. perché credo che questo partito meriti un gruppo dirigente nuovo che si formi nelle istituzioni e che, anche dalle istituzioni, chieda il rinnovamento.
E’ stata una decisione difficile, ma credo che sia un piccolo segnale importante. Spero che ne seguiranno molti altri. La base è stata fondamentale nell’indicazione delle mia candidatura. Dobbiamo continuare ad ascoltarci, dobbiamo mettere in rete i circoli e tutti coloro che possono dare un contributo, anche piccolo, alla costruzione di questo partito.
Spero che sosteniate la mia decisione. Qualunque sia il risultato … non vi libererete di me!!!!
Qui potete ascoltare una bella intervista di Debora a Repubblica.it sul tema delle veline candidate e sulle esternazioni di Veronica Lario.
Per conoscere i video e le interviste di Debora ed il sito

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La partecipazione dei lavoratori nelle imprese

L’accordo Fiat-Chrysler rappresenta un grande riconoscimento al design, al know-how ed alla tecnologia italiana nel settore delle auto e la capacità di Sergio Marchionne di guidare la Fiat e di Barack Obama di individuare nell’Italia e nella Fiat la possibilità di salvare la Chryler. Tutta l’operazione si è conclusa in soli 60 giorni.
Massimo Gaggi afferma che “Obama si espone molto, accetta un rischio molto elevato, dimostrando molta fiducia in un’azienda italiana, nella sua tecnologia e in un manager … che è percepito come un grande agente di cambiamento”.
Quali lezioni da Barack Obama e da Sergio Marchionne?
Ne cito soltanto due:
- Il tempo del cambiamento. In soli 60 giorni, utilizzato per avviare il cambiamento nel settore dell’auto in America ed offrire una prospettiva di lavoro ai lavoratori della Chrysler. Questo è un insegnamento per il Governo Italiano che in questo periodo di crisi non ha saputo realizzare riforme strutturali con nuove regole ma ha affrontato i problemi, particolarmente quelli del lavoro, con strumenti ordinari e preesistenti. Mi riferisco particolarmente agli ammortizzatori sociali che non sono più in grado di affrontare positivamente il problema della disoccupazione con nuove regole. Infatti l’esecutivo va avanti con deroghe inseguendo i problemi dei lavoratori disoccupati, in cassa integrazione e senza alcuna sicurezza sociale. Documenti progetto Flexsecurity
Un altro grave problema non affrontato è quello dell’offerta di servizi efficaci di assistenza ai lavoratori attraverso forme di riqualificazione professionale di alta qualità e di ricerca di nuova occupazione. A tal proposito va citato il disegno di legge del senatore Pietro Ichino e di altri 30 senatori del Partito Democratico sulla Flexsecurity, che riforma il mercato del lavoro, affronta i problemi di aggiustamento industriale, investe nel capitale umano e si fa carico dei problemi di rioccupazione dei lavoratori. Tale cambiamento fa perno sulla contrattazione fra imprese e sindacati.
- La partecipazione dei lavoratori. Il ruolo positivo e responsabile svolto dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici (Uaw e Caw) che hanno scelto la via dei sacrifici e della partecipazione azionaria. Anche in questo caso l’Italia ha molto da imparare. Con questa esperienza si ripropone in Italia il tema della partecipazione dei lavoratori nella vita delle imprese. All’inizio della legislatura sono stati presentati al Senato due disegni di legge in questa materia: uno recante la prima firma del sen. Maurizio Castro (PDL), n. 803/2008, e uno recante la prima firma del sen. Tiziano Treu (PD), n. 964/2008. In qualità di relatore sui due progetti, a seguito della relazione presentata il 30 ottobre scorso, per incarico congiunto di maggioranza e opposizione, il senatore Pietro Ichino ha proceduto a redigere una bozza di testo legislativo, come contributo a una possibile soluzione bi-partisan. Disegno di legge unificato e Relazione del senatore Pietro Ichino
Questi due disegni di legge sul progetto Flexsecurity e sulla Partecipazione dei lavoratori nelle imprese sono urgenti per avviare dei cambiamenti strutturali nel nostro paese. Considerati i tempi dell’accordo Fiat-Crysler, il Governo ed il parlamento italiano potrebbero accellerare l'approvazione di tali proposte ed affrontare in termini strutturali la crisi economica dell’Italia risolvendo i problemi dei lavoratori e risparmiando risorse da investire in altri settori.
Avverrà tutto questo in poco tempo? Se penso ad Obama ed a Marchionne rispondo si, se penso a Berlusconi rispondo no.

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venerdì 1 maggio 2009

Primo maggio di crisi economica

Articolo di Pietro Ichino pubblicato sul Corriere della Sera il 1° maggio 2009
I lavoratori che oggi festeggiano il Primo Maggio stanno vivendo la crisi economica in modi molto diversi tra loro. Ci sono quelli soprattutto dipendenti pubblici stabili, ma non soltanto che dalla crisi traggono vantaggio: al riparo dalla tempesta, beneficiano della riduzione della rata del mutuo e di molti prezzi al consumo. Poi ci sono quelli che invece questa crisi la soffrono, eccome. Centinaia di migliaia di titolari di contratto a termine, lavoratori “a progetto”, “partite Iva” simulate, che hanno perso o stanno perdendo il posto senza un giorno di preavviso e senza una lira di indennità di disoccupazione. I dipendenti di aziendine cui è stato tolto l’appalto di servizi. I lavoratori in Cassa integrazione, che allo scadere della cinquantaduesima settimana perdono il sussidio. Stanno col fiato sospeso anche i lavoratori di aziende private per i quali fin qui il lavoro non è mancato, ma è pur sempre a rischio.
Per questi milioni di persone che nella crisi rischiano una piccola o grande catastrofe personale e familiare, il governo si ingegna a prolungare di un poco la Cassa integrazione, oppure ad ampliare il campo del trattamento di disoccupazione (ampliamenti piccoli piccoli, perché il nostro debito pubblico non consente di scialare), invitando gli imprenditori a stringere i denti e a rinviare il più possibile i licenziamenti. L’opposizione propone l’allungamento e l’estensione di quei trattamenti a tutti. L’uno e l’altra sperano comunque che, più o meno rafforzati per far fronte all’emergenza, questi ammortizzatori bastino per passare la nottata: l’idea bi-partisan è che, quando il vento tornerà a gonfiare le vele della nostra economia, tutti potranno riprendere il lavoro che hanno dovuto temporaneamente sospendere, come i cuochi e gli scudieri del castello della Bella Addormentata finalmente risvegliata dal bacio del principe.
Le cose, però, non andranno esattamente così. Il vento tornerà ‑ magari anche impetuosamente ‑ a gonfiare le vele soltanto di una parte delle nostre imprese. In alcuni punti del tessuto produttivo sta già incominciando ad accadere: per esempio in settori in cui siamo leader mondiali, come quello del mobile, quello delle macchine utensili, o quello delle nuove tecnologie ferroviarie, dove i cinesi stanno investendo un sacco di soldi e si appresta a farlo anche l’America di Obama. La crisi, però, avrà anche l’effetto di mutare i connotati della nostra economia: un’altra parte delle nostre imprese resterà a secco. Il problema della protezione dei lavoratori è come guidarli e assisterli nell’itinerario che può condurli a trovare la nuova occupazione là dove si sta spostando la domanda di lavoro.
Spendere in trattamenti di integrazione salariale o di disoccupazione è giusto e necessario, ma può persino avere qualche effetto controproducente, di intorpidimento della ricerca della nuova occupazione. Per uscire bene dalla crisi occorre soprattutto attivare ingenti processi di mobilità interaziendale, offrendo ai lavoratori non solo sostegno del reddito, ma soprattutto servizi di informazione, orientamento, formazione professionale di alta qualità, mirata specificamente agli sbocchi fin d’ora individuabili, dove necessario anche assistenza e incentivi alla mobilità geografica. Occorre, per questo, un ordinamento del lavoro in parte nuovo e un sistema di servizi nel mercato che consenta ai lavoratori di affrontare serenamente il processo di aggiustamento industriale, non vedendo in esso un rischio di catastrofe economica personale, ma al contrario un’occasione in cui si investe nel loro capitale umano, la premessa per una migliore valorizzazione del loro lavoro.
Protagonista di questa trasformazione deve essere la contrattazione fra imprese e sindacati. Il sistema di relazioni industriali deve accantonare per qualche tempo le polemiche di questi ultimi mesi e concentrare tutte le energie e le risorse per dotarsi degli strumenti necessari nel mercato del lavoro. Come è accaduto a Bergamo, dove nei giorni scorsi Cgil, Cisl, Uil e associazioni imprenditoriali hanno firmato un accordo locale che può essere per molti aspetti considerato un modello. Iniziative analoghe stanno maturando anche in altre zone del Centro-Nord. Questi accordi territoriali chiedono spazio e – dove possibile ‑ sostegno pubblico per sperimentare tecniche e modelli di protezione del lavoro diversi rispetto al passato. Una cultura industriale adatta ai tempi. Qualche cosa di molto diverso dalle politiche del lavoro puramente passive che abbiamo conosciuto finora.

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Il 1° Maggio della crisi

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