martedì 18 maggio 2010

Stage: annunci ingannevoli

Anche l’Agcm e il Tar del Lazio hanno recentemente definito ingannevoli questi annunci.
Attenzione alle inserzioni di lavoro e di stage sul web: potrebbero essere “esche” per corsi a pagamento
Una lettrice segnala: ho risposto ad un annuncio della Boscolo srl per uno stage, mi sono vista arrivare la proposta di un corso a pagamento da 1600 euro per cinque giorni.
Pubblicità ingannevole. Pratiche commerciali scorrette. Persone in cerca di lavoro che navigando in Rete cadono nella trappola di annunci che nascondono in realtà corsi a pagamento. La testata giornalistica online Repubblica degli Stagisti (http://www.repubblicadeglistagisti.it/), sempre in prima linea per difendere i giovani che si affacciano al mondo del lavoro, torna ad occuparsi di questo tema a partire da una segnalazione di una lettrice che, dopo aver risposto a un annuncio che prospettava uno stage, si è vista recapitare via email la proposta di un corso a pagamento.
L’articolo di Giuliano Balestreri si intitola «Nuova richiesta di help: “Ho risposto a un annuncio per uno stage, ma poi ho scoperto che avrei dovuto pagare 1600 euro: era un corso a pagamento!”» (http://repubblicadeglistagisti.it/article/caso-help-boscolo-srl-annunci-di-stage-nascondevano-corsi-a-pagamento); l'annuncio in questione è stato messo online pochi giorni fa dalla Factory School della Boscolo srl (azionista e amministratore unico è Romano Boscolo, uno dei quattro fratelli titolari dell’omonimo gruppo alberghiero). Pubblicato su molti siti web, tra cui Bakeca.it, recita: «Stage area organizzazione sfilate di moda». Ma quando qualcuno risponde, la segreteria della Factory School invia le informazioni per partecipare a un corso a pagamento, della durata di cinque giorni, a un costo di 1620 euro Iva inclusa: solo chi paga il corso accede allo stage.
La Repubblica degli Stagisti ha sentito anche il parere del Codacons, il coordinamento delle associazioni per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori, mettendo in luce un caso analogo molto significativo: quello della Zenith srl, che aveva pubblicato annunci di lavoro che in realtà mascheravano corsi a pagamento e che l’anno scorso è stata sanzionata dall'Agcm, l’autorità garante per la concorrenza del mercato, con una sentenza recentemente confermata dal Tar del Lazio.
Si legge nell'articolo «Le sentenze dell'Agcm e del Tar del Lazio: mettere corsi a pagamento tra gli annunci di lavoro è una pratica scorretta e inganna chi è in cerca di impiego» (http://repubblicadeglistagisti.it/article/sentenze-agcm-e-tar-mettere-corsi-a-pagamento-tra-gli-annunci-di-lavoro-e-una-pratica-scorretta) che per l’Agcm l’annuncio «di ricerca di personale cela una vera e propria inserzione pubblicitaria di corsi, in quanto coloro che rispondono alla supposta proposta di lavoro dovrebbero frequentare un corso a pagamento». E il Tar ha confermato appieno questa interpretazione, affermando in una sentenza del marzo 2010 che gli annunci di lavoro che mascherano offerte di corsi a pagamento sono «messaggi pubblicitari che […] nell’enfatizzare l’aspetto connesso all’opportunità lavorativa e nell’omettere di informare circa la reale natura della promozione, rivolta a corsi di formazione professionale a pagamento, rivestono portata ingannatoria», soprattutto perché i destinatari sono persone «in cerca di occupazione, in posizione di particolare debolezza in ragione della sensibilità verso offerte commerciali […] che prospettano possibilità lavorative». «E con le speranze di chi cerca lavoro», conclude l’articolo della Repubblica degli Stagisti, «non si gioca».
La Boscolo srl si difende dicendo: «Ci sono molti casi simili. Molte società si comportano in questo modo e noi non abbiamo mai avuto problemi». Tra le giustificazioni della società, però, ce n’è almeno una che proprio non sta in piedi: «Avevamo troppo poco spazio a disposizione per i nostri annunci: per questo abbiamo inserito solo le indicazioni sullo stage e non sul corso». Peccato che Bakeca.it non dia alcun limite di spazio agli utenti che inseriscono annunci; e in più inviti a pubblicare gli annunci di corsi a pagamento nella sezione "Formazione" e non in quella “Offerte di lavoro”.
Il direttore della Repubblica degli Stagisti, Eleonora Voltolina, commenta così la vicenda: «Il web è una giungla che nasconde molte insidie: per questo sul nostro sito abbiamo creato uno “spazio protetto”, in cui pubblichiamo solo le offerte di stage delle aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage sottoscrivendo la nostra Carta dei diritti dello stagista. Così i lettori sono sicuri di non trovare fregature! Rispetto al mare magnum degli annunci “generalisti”, il nostro consiglio è di sospendere immediatamente ogni contatto con chiunque provi a offrire qualcosa di diverso rispetto a quel che era scritto nell’annuncio. E di non mandare mai il proprio cv nella prima email: dato che esso contiene molti dati sensibili, bisogna inviarlo esclusivamente quando si è sicuri che ci sia davvero in atto una selezione per una posizione di stage, o di lavoro». E invita chiunque si imbatta in annunci truffaldini a segnalarlo alla redazione all'indirizzo dedicato: help@repubblicadeglistagisti.it

1 commenti:

pino s. ha detto...

Diffonderò anch'io queste notizie